Alba dolomitica dal Fond de Ruseco

Alba dolomitica dal Fond de Ruseco

NEWS dalla redazione

Ambienti - relazioni

    Croda Rotta-Punta Nera vv.vn. (Dolomiti-Ampezzo)  NEW
Brevi vie normali a due alture ravvicinate a ridosso del gruppo del Sorapis in ambiente spettacolare e poco frequentato. Difficoltà tecniche limitate ma con qualche passo delicato.
    Piz Conturines nordest v.n. (Dolomiti-Fanes)  NEW
Salita alla cima secondaria del Piz Conturines NE lungo il versante S seguendo inizialmente i segnavia del sentiero che conduce alla grotta dell’orso. Percorso da ricercare nella parte superiore per la mancanza di riferimenti e l’assoluto isolamento.
    Sentiero dei Kaiserjager-Galleria del Lagazuoi (Dolomiti-Fanes)  NEW
Due interessanti percorsi storici sul Lagazuoi a testimonianza dei trascorsi della grande guerra. Salita per il sentiero attrezzato austriaco dei Kaiserjäger e discesa per la lunga galleria italiana sul versante S.
    Cima Vagliana (Dolomiti-Brenta)
Cima secondaria del settore settentrionale delle Dolomiti di Brenta tra la più alta Pietra Grande e Cima Flavona. Facile impegno tecnico in ambiente scarsamente frequentato.
    Crodon di San Candido-Lastron dei Scarperi (Dolomiti-Sesto)
Giro ad anello dal versante N delle Dolomiti di Sesto con spettacolari vedute sull’altopiano sopra la Val Campo di Dentro. Salite ai prospicienti Crodon di San Candido e Lastron dei Scarperi con rientro lungo la forra della Grava del Rio di San Candido.
    Vallon dei Cavai-Vallon di Pissavacca (Prealpi-Piccole Dolomiti)
Itinerario ad anello che consente di esplorare la parte N del gruppo del Carega. Salita e discesa si svolgono lungo due facili valloni poco frequentati che permettono di raggiungere in solitudine la strada militare che in breve porta alla sempre affollata cima Carega.
       

Cento sentieri: 1915-2015 

Potremmo dedicare un sentiero particolare per ogni anno trascorso ormai dalla Grande Guerra.
Cento sentieri, seppur in realtà siamo molti di più, a testimonianza di un evento così tragico, così devastante, così tremendo. Chissà se, in mancanza di un tale conflitto, le nostre montagne avrebbero potuto essere diverse. Risulterebbero meno importanti oppure meno interessanti?

Sul primo tratto del Sentiero DibonaChi conosce le Dolomiti probabilmente non ha dubbi. Restano in ogni caso un patrimonio della natura spettacolare. Ma la tragica ironia della storia, come talvolta accade, le ha accomunate a qualcosa di cui tutti avrebbero fatto volentieri a meno. Tutti... esclusi coloro che non hanno esitato a condannare intere generazioni di gente umile, semplice ed amante delle proprie vallate ad un destino, a dir poco, infame. Come l'animo, se ce ne possa essere stata traccia, di quelli che in nome di mire belligeranti si sono dissetati alla fonte della stupidità, dell'egoismo, dell'abominio.
Come ogni conflitto che purtroppo la storia testimonia con le proprie cicatrici.

Le nostre montagne, così uniche e spettacolari, sono ormai indissolubilmente legate a tutti i tragici eventi della Grande Guerra. Ne portano tutti i segni, le ferite, i ricordi, di ogni tragico scontro che le hanno viste protagoniste, loro malgrado, per quei bui e tristi anni.

Percorrendo i tantissimi sentieri che conservano traccia di quelle vicende ci si immerge nella storia. Oltre la lettura di un libro, si assorbe l'ambiente che ha accolto la vita e la morte di tante persone. Le mulattiere, le fortificazioni, le gallerie, i sentieri d'arroccamento fanno parte del vestito dei pendi, delle pareti, delle cime. E non muta la struggente sensazione che ci pervade neanche quando ritorniamo per l'ennesima volta sugli stessi passi, sugli stessi luoghi.