Dedica alla terra 

Capo Seattle della tribù SuwamishNel 1854, l'allora presidente degli Stati Uniti d’America fece un’offerta ai pellerossa Suwamish per acquistare il vasto territorio su cui vivevano promettendo loro la concessione di una riserva indiana. Seattle, il Gran Capo della tribù, rispose con una delle più belle e profonde dichiarazioni d’amore alla natura ed all’ambiente che un uomo abbia mai fatto. Parole che lasciano una profonda emozione.

Il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra. Ma come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L’idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell’aria, lo scintillio dell’acqua sotto il sole, come potete chiederci di acquistarli? Ogni zolla di questa terra è sacra per il mio popolo. Ogni ago lucente di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma dei boschi ombrosi, ogni radura ed ogni ronzio di insetti è sacro nel ricordo e nell’esperienza del mio popolo. La linfa che scorre nel cavo degli alberi reca con sé le memorie dell'uomo rosso.

Vajont 1963 - 2013 

La frana del Monte Toc sul Vajont

Cinquanta anni. Ne sono passati tanti da quel tragico 9 ottobre.
Avevo solo sette anni... nella mia completa e naturale ignoranza non potevo capire, comprendere. Ma nella crudezza delle immagini tv, in uno sgranato bianco-nero, la cosa mi ha lasciato il segno.
Ogni volta che passavo e che continuo oggi a passare per Longarone non posso non osservare la stretta sagoma della diga ed a pensare cosa possa essere stato quella sera... ed i giorni successivi.
Copro con lo sguardo la valle ora industrializzata e mi chiedo quanto esteso possa essere stato il vecchio paese che vi sorgeva, con le sue anime, le sue famiglie, vecchi, bambini...