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relazioni

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Dolomiti - Fanes
Alta Via Fanis/Cengia Veronesi
2900 m
Passo Falzarego 2105 m
1300 m
6/7 h
media
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rif. Scotoni 1985 m – rif. Lagazuoi 2752 m

Panoramica cengia che taglia il versante ovest delle cime di Fanis. Diversi tratti attrezzati alternati ad altri sprotetti guidano lungo cenge ghiaiose e solo per pochi minuti su un breve quanto facile tratto in comune con la ferrata Tomaselli.

Da Cortina sulla strada che porta a passo Falzarego dove si parcheggia presso la stazione della funivia (2105 m).

Si seguono i chiari segnavia in direzione Lagazuoi e quindi forc. Travenanzes che si raggiunge su ampio sentiero in posizione panoramica sulle Tofane e sulla sottostante Val Travenanzes (2507 m – 0.50’).
Si prosegue a N su segnavia 20b che dapprima in falsopiano e successivamente in modesta salita punta verso la vicina forc. Gasser Depot con chiare indicazioni sulle tabelle (2633 m – 0.20’). Si scollina ed dopo un breve tratto in piano si sale a sinistra verso forc. Granda che non si tocca. Si prosegue a destra su buona traccia non segnata verso l’evidente canale chiuso da una stretta selletta dove termina il tratto di discesa della ferrata Tomaselli. Si supera un salto di rocce e pochi passi dopo, all’altezza di ghiaie giallastre, si lascia a destra il prosieguo per la selletta e si devia a sinistra in falsopiano su tracce appena poco instabili su una cengia che poco oltre è segnata da un ometto (0.30’). Ancor più in alto un grosso ometto su ampia spalla segna il punto di connessione con la ferrata Tomaselli.
Il primo tratto della cengia presenta qualche passo delicato ed esposto. Si segue il tracciato fino all’attraversamento di un canalino franoso ed oltre su esile traccia fino alla spalla vista da sotto con ometto e dove incontriamo la ferrata Tomaselli, al termine della prima parte. Si seguono gli ometti a sinistra su facili cenge a tratti assicurate fin sotto una paretina quasi
verticale. La si supera e si continua ancora a sinistra su facile cengia sin dove il cavo riprende la verticale. Tralasciamo la ferrata Tomaselli e la nostra alta via prosegue a sinistra lungo una bella cengia ora lineare, a tratti esile e non sempre assicurata. Si scende un salto assicurato per pochi metri e si continua sulla cengia sino ad una spalla più comoda con ometto e palo di legno. La cengia prosegue a tratti più esposta sino alla targa che segna l’inizio della galleria (0.50’) . 
Variante di rientro: si percorre la lunga e buia galleria che trafora la montagna e porta sul versante orientale; dall’uscita a destra su cengia e quindi si scende un verticale salto attrezzato ed in pochi minuti sul nevaio e le ghiaie sotto la selletta Fanis la quale, una volta raggiunta, permette di rientrare sul percorso di salita. 
Si prosegue oltre l’imbocco della galleria sempre sul versante occidentale in falsopiano ed assecondando la cengia a tratti attrezzata e in alcuni punti ancora esposta. Si passa un singolare ometto di sassi poggiato su seggiolo di paletti e si esaurisce infine la cengia su un ampio pianoro (2855 m – 0.20’).
Variante a Cima Scotoni - Si scende per pochi metri sulla traccia verso forc. del Lago ed all’altezza del primo tornante si prosegue diritti verso l’avancorpo di Cima Scotoni. Senza seguire la debole dalla traccia che porta su una cengetta a destra e che termina sotto salti di roccia, si sormonta l’avancorpo con passi di I su roccia discreta (ometti), rimanendo a pochi passi dal baratro che sprofonda verso il Lago Lagazuoi. Si ridiscende l’avancorpo con le medesime difficoltà per poi attaccare la cima vera e propria con facili passi su ghiaie e roccette (2874 m – 0.20’).

Si scende ad E su ghiaie seguite da alcune balze bagnate ed oltre queste, ancor più sotto, lungo piacevoli lingue di ghiaie che invogliano la corsa. Quando la pendenza si attenua e si superano alcune lingue di sassi più consistenti ci si affaccia sulla panoramica forc. di Lech (2486 m – 0.30’). Si prosegue in discesa dalla forcella ad ovest su segnavia 20b, ripido ed in alcuni tratti instabile, in direzione del sottostante laghetto di Lagazuoi. Si cerca di individuare una traccia che a sinistra accosta sotto la parete ed evita di scendere direttamente al laghetto conservando un certo dislivello. Ci si innesta sul segnavia 20 proveniente dal rif. Scotoni ed ormai faticosamente ci si dirige verso la già visibile ma ancor lontana forc. Lagazuoi accompagnando a sinistra le Cime di Fanis e osservando il chiaro sviluppo della cengia Veronesi poco sotto le cime. Si passa vicino una piccola pozza ed alcuni resti di guerra e si tocca forc. Lagazuoi dove arriva il tortuoso sentiero che conduce al più alto omonimo rifugio (2570 m – 1.30’). Si ridiscende a forc. Travenanzes e da questa lungo il sentiero di salita fino a passo Falzarego (2105 m – 0.50’).

Spettacolare la cengia che taglia i due terzi delle cime di Fanis. A tratti esposta ma spesso assicurata e rinnovata recentemente. L’approccio iniziale della cengia, in parte delicato, fino alla connessione con la ferrata Tomaselli è evitabile ma implica la percorrenza della ferrata nel primo tratto dal biv. Della Chiesa; riteniamo comunque più valida la sua percorrenza integrale. La digressione alla galleria ed eventuale salto attrezzato successivo è fattibile e non comporta perdite di tempo sostanziali. Lunghezza del percorso ca. 16 km.

Dopo la galleria: tracce ad est sul Ciadin de Fanes verso Val Travenanzes
Da forc. Di Lech: 20b a N per Col de Locia/Fanes – a SE per rif. Scotoni
Da forc. Travenanzes: 401 a NE per Val Travenanzes - 402/404 per rif. Dibona

2013
Luigi, Luca, Stefano e Michele
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