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relazioni

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Dolomiti - Belluno
Serva
2133 m
Belluno–Sopracroda- Cargador 1035 m
1100 m
4 h
F
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casera Pian dei Fioc 1739 m

Facile accesso su comodo ed aperto sentiero ad un balcone panoramico alle porte delle Dolomiti. In primo piano le pareti meridionali di Schiara e Pelf e le sottostanti vallate. Le varianti di discesa solo per escursionisti esperti ed avvezzi a tratti di cresta nonché a ripidi pendii dove la poco marcata ed insidiosa traccia richiede confidenza ed attenzione.

Da Belluno si seguono le indicazioni per Sopracroda e le tabelle per Col di Roanza. Quando la stradina diventa più stretta e tortuosa si passa il Bar Roanza e si prosegue con gli ulteriori tornanti sino al suo termine presso uno stretto spiazzo dove si parcheggia sul lato oppure poco più sotto su singoli spiazzi in località Cargador (1035 m).

Dal parcheggio, presso la locandina turistica, si stacca un sentiero dentro uno scuro solco tra gli alberi che con segnavia 517 risale per qualche metro sino a deviare a destra – bolli su alberi – e risalire nella macchia la parte inferiore del Valon de la Serva. Senza incontrare pendenze impegnative si resta nella vegetazione con andatura diretta per deviare poco sopra verso destra e risalire la parte mediana del vallone, ora poco più ripido, montando sul soprastante ed aperto Col Cavalin (1394 m – 0.30’).
Variante panoramica: dal parcheggio si prosegue oltre il divieto sulla mulattiera per pochi minuti sino al segnavia su una roccia che invita ad addentrarsi nel bosco. Con comodi tornanti si risale il colle e si sbuca sugli ultimi aperti traversi che guidano con facilità sul balcone panoramico del Col Cavalin (1394 m – 0.30’).
Ora su linea quasi diretta su largo camminamento verso le successive alture che si sormontano e si superano in sequenza in ambiente verde ed aperto ma spoglio di vegetazione se si eccettua un vecchio albero che si incontra lungo il sentiero.
Oltre questo punto si devia appena a sinistra per riprendere poi la distensiva risalita anche su qualche tornante ad ampio respiro per sbucare sul successivo largo terrazzamento dove in solitaria ed ideale posizione sorge la simpatica casera Pian dei Fioc (1739 m – 0.50’). La casera è aperta agli escursionisti dall’autunno alla tarda primavera. Dietro la casera il 517 si inerpica ora sugli ultimi pendii verso la cima. La più ripida ma sempre comoda traccia disegna nella parte superiore una lunga serie di stretti tornantini, passa quindi nei pressi del basamento del grande ripetitore ora dismesso per toccare infine, presso l’asta con bandiera, la vetta del monte Serva (2133 m – 0.40’).
Importante riferimento l’asta in condizioni di innevamento quando le inevitabili cornici possono nascondere il precipitante e pericoloso versante nord del monte. Siamo al cospetto dei vicini Schiara e Pelf in tutta la loro verticalità e sulle sottostanti vallate, forcelle ed alture; non mancano inoltre i panoramici dolomitici, friulani e sulla retrostante Val Belluna.

Oltre al rientro per lo stesso sentiero, una prima ovvia ed intuibile possibilità risulta chiara seguendo l’invitante cresta est che dalla cima scende per pochi metri a calare sul filo per risalire successivamente sulla vicina altura della Ponta dei Tre Mas’ci. La linea prosegue oltre sulla cresta a calare verso verso le Crode de i For offrendo, oltre alle discese ad est, anche varie possibilità di rientro alla casera lungo linee a vista sui verdi pendii.
Scegliamo la discesa lungo la cresta ovest, altrettanto attraente con le sue linee sinuose quasi sempre sul filo o poco sotto. Dopo i primi metri di discesa alle nostre spalle si apre la vista su un celebre profilo dolomitico disegnato dalla roccia della cima del Serva: il profilo austero di un pellerossa, come tramanda la tradizione. Si segue la lunga cresta in discesa e dove affaccia sulle valli ad ovest si continua ora su ripido pendio erboso a sud. Alcuni isolati bolli confermano la giusta linea ma il sentiero si rivela a tratti insidioso per la mancanza di un buon camminamento presentando invece passi nascosti su zolle e fessure da affrontare con faticosa cautela. Si cala ben presto verso una sottostante altura alla cui base si trova una forcella, la Boca de Rosp (1580 m – 0.40’).
Ora a sinistra per qualche metro in discesa e poco sotto si presenta la possibilità di rientrare in falsopiano verso casera Pian dei Fioc su traccia segnata ma inizialmente appena scomoda. Su esigua traccia invece a scendere a destra verso il vallone sottostante lungo la quale alcuni passi risultano soggetti a recenti smottamenti e valanghe post invernali. Sia le
tracce che i segnavia guidano più sotto abbandonando lo scomodo traverso sul pendio ad attraversare verso il centro del vallone su sentiero più comodo e tranquillo. Si tralascia un evidente traccia del 517 che stacca a sinistra verso il Col Cavalin, si prosegue ancora in discesa per rientrare, in zona di smottamenti, nel bosco dove un canale scomodo ed incassato riporta brevemente al parcheggio del Cargador (1035 m – 1.00’).

In buone condizioni e lontano dalle calure estive il percorso normale alla cima si rivela una ottima escursione senza problemi. Nel periodo estivo la casera è chiusa agli escursionisti mentre in caso di innevamento sulla cima non proseguire oltre la bandiera per le eventuali pericolose cornici sul versante nord.
Più agevole la discesa sulla cresta est mentre la variante proposta sul tratto precedente alla forcella Boca de Rosp presenta insidie su un terreno poco marcato e buche poco visibili.
La discesa verso il Valon de la Serva è stata oggetto di smottamenti e valanghe post invernali ed in qualche passo il terreno può risultare impegnativo e poco stabile.
Il panorama dalla cima è vastissimo ed in ogni caso la breve digressione ovest dalla cima regala il magico profilo umano della roccia appena sotto la cima.

Da casera Pian dei Fioc: tracce ad est per le Buse de le Vede e discese in Val Belluna

2014
Serena, Mattia, Belen, Alessandro e Michele
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