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Dolomiti - Fanes
La Varella v.n.
3055 m - 3034 m
Passo Falzarego-Valparola–Capanna Alpina 1720 m
1400/1600 m
8/9 h
F / I
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Capanna Alpina 1720 m

Lungo giro tra i 3000 de La Varella e Conturines ma ampiamente ripagante per i paesaggi ed i panorami. Attrezzature nuove sulla breve ferrata da percorrere con attenzione per le cadute sassi. Ambiente tipico della zona di Fanes.

Da passo Falzarego oltre passo Valparola verso S.Cassiano, dopo il camping ed il ponte su stradina a destra fino al parcheggio a pagamento della capanna Alpina (1720 m).

Oltre la capanna Alpina in piano fino all’attraversamento del torrente presso il bivio a destra per rif. Scotoni, dopo di che si comincia a salire sensibilmente su ampio ma sconnesso sentiero sassoso con segnavia 11. Con continue e rapide serpentine si raggiunge una radura per poi continuare sull’ampia traccia ora più ripida ma scalinata con tronchi. Ci si avvicina velocemente all’altura di Sass de la Locia, punto panoramico a cui si accede oltre un cancelletto (2069 m – 0.50’).
Ora in leggera discesa e successivi saliscendi per poi attraversare il torrente, oltre il quale su falsopiano ed ancora in leggera ascesa a sbucare sull’ampia, piatta e verde Plan de l’Ega contornati a sinistra dal Piz Taibun ed a destra dalla catena dei Campestrin – bivio a destra 20B per forc. di Lech e Scotoni. Su fondo sabbioso oltre la piana si risale un colle a toccare passo Tadega (Ju dall’Ega) oltre il quale a nord est continua il segnavia 11 AV1 verso Fanes (2150 m – 0.35’).
Si seguono le indicazioni a sinistra su chiara traccia tra i mughi ma ora più stretta. Inizialmente poco ripido ma quando la vegetazione dirada e le rocce prendono posto aumenta la pendenza, agevolata peraltro da continui tornantini. Intorno ai 2400 m la visuale comincia pian piano a spaziare sull’altopiano ed il sentiero, sempre ben segnalato e con più moderata ripidità, sormonta alcuni colli sassosi e porta in vista del laghetto de Conturines (2526 m – 0.45’).
Lo si contorna poco sopra a destra e dopo qualche passo in discesa si ricomincia a salire anche se moderatamente, seguendo i numerosi ometti ed i chiari segnavia. Alla sinistra inizia ora a delinearsi il caratteristico profilo nord-est del Piz de Le Conturines appoggiato sulla sua singolare base di ghiaie. Davanti a noi si intravvede la sella dove arrivare. Si continua con facilità verso il lato destro dell’ampio catino del Busc da Stlu, seguendone le tracce anche su tratti rocciosi mai impegnativi. Si punta sempre più verso la base sud de La Varella toccandone infine l’ampia sella, con splendida visione sulla Val Badia, il gruppo del Sella e appena dietro il Sassolungo (2885 m – 0.50’).
Dalla sella a nord si risale un corto ghiaione con rapidi tornanti e pochi metri prima di una stretta forcellina si prende a destra una cengia orizzontale, comoda ed un po’ esposta, che dopo una cinquantina di metri termina su alcune facili roccette da risalire. Oltre queste in breve falsopiano quindi un successivo canalino roccioso a tratti con ghiaie chiuso poco sopra dalla stretta forcella che separa le due cime principali. A destra si risalgono su roccia alcuni salti prettamente sull’aerea linea di cresta, con attenzione sui brevi passi di I e su di una stretta spaccatura. Gli ultimi metri orizzontali guidano alla grande croce metallica – panorama a nord sull’altopiano di Fanes con le sue cime (3055 m – 0.40’).
Si ridiscende all’immediata forcella per puntare all’evidente cima di sud-ovest. Quasi sul filo strapiombante si risale un infido pendio dapprima liscio, quindi su ghiaie instabili; si scende un breve intaglio appena esposto, una breve cengia e superato a destra il filo di cresta con pochi passi all’enorme croce (3034 m – 0.10’).
Si ripiega nuovamente alla forcella, si scende il canalino, il pianoro, la cengia e sulle serpentine ghiaiose si riposa alla sella (2885 m – 0.15’).
Dalla sella verso sud in leggera salita tagliando appena sotto alcune cime secondarie sulla sinistra. Si contorna il singolare buco glaciale “El Cenote”, meta di recenti esplorazioni speleologiche, e ormai in faccia allo zoccolo roccioso de Le Conturines si approcciano le ripide ma ben tracciate ghiaie fin dove le stesse nascono sotto le prime attrezzature rinnovate e ottimamente disposte (ca 2950 m – 0.20’).
Si inizia con una scala metallica e qualche salto roccioso seguito da una breve cengia a destra, comoda ed esposta. Prestando molta attenzione ai sassi da non smuovere, ancora qualche passo attrezzato su paretina inclinata seguito da libere tracce su ghiaia prima in decisa salita poi su ampia cengia. Sotto una seconda scala al cui termine, e dopo pochi metri sopra, decisamente a destra su esposta cengia dal fondo piatto; questa aggira uno spigolo per poi terminare a sinistra su un breve canalino appigliato, ancora sui veloci tornanti rocciosi attrezzati seguiti dalle due ultime scalette. Ora sulle rocce della cresta terminale dove si supera un delicato passo appena esposto per gli ultimi metri orizzontali alla vetta più alta dove una spartana ma ben più apprezzata croce di legno si intona perfettamente con lo stupendo panorama dolomitico a 360° (3064 m – 0.20’).

Si ridiscende con molta attenzione la ferrata fin sulle prime ghiaie per fermarsi sul pianoro sottostante e si prende una chiara, anche se non segnata, traccia che in diagonale discesa lungo le ghiaie ad est porta direttamente e velocemente al laghetto sottostante. Quindi a ritroso tutto il percorso di salita fino a capanna Alpina (1720 m – 2.30’/3.00’).

La normale a La Varella e alla cima sud-ovest non sono tecnicamente impegnative salvo alcuni passi appena esposti o delicati.
La ferrata, nel complesso di media difficoltà, è breve ma ottimamente risistemata; particolare attenzione a non scaricare sassi su chi sta sotto. A far da padrone l’ambiente ed i panorami dalle cime.

Da capanna Alpina: 20 per rif. Scotoni
Dal bivio al Plan dell’Ega: 20B per forc. di Lech / rif. Scotoni / Fanis
Da passo Tadega: 11 AV1 ad E per altopiano di Fanes e rifugi
Da cima La Varella: 12 a N per altopiano Fanes / La Villa – S.Cassiano

2012
Luigi, Antonio, Michele, Livio, Fabio, Nicola e Cristina
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