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Dolomiti - Ampezzo
Aglio ferrata - Tofana di Mezzo
3244 m
Cortina
700/800/1050 m
4-6 h
difficile
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rif. Pomedes 2303 m – rif. Dibona 2037 – rif. Duca d’Aosta 2098 m – rif. Giussani 2580 m

La ferrata Gianni Aglio consente di raggiungere la vetta della Tofana di Mezzo con uno spettacolare percorso che si sviluppa lungo le creste e i torrioni del versante sud della montagna.

Giunti a Cortina si prosegue e si parcheggia in funzione dell’accesso programmato sino al Doss de Tofana (2840 m).
- Rif. Dibona (2037 m) oppure anche dal rif. Pomedes con il sentiero Astaldi, quindi sul 403 si sale per pernottare al rif. Giussani (2580 m). Dal rifugio a ritroso lo stesso sentiero e dopo pochi metri si devia subito verso sinistra in direzione del monumento a Cantore scendendo quindi per alcune roccette alla base del ripidissimo ghiaione che scende da Punta Anna. Lo si risale, con fatica, fino alla parete dove ci si imbraga. Prima seguendo una cengia esposta e poi per roccette e placche non troppo difficili ed un successivo traverso verso destra si arriva al bivio per Punta Anna dove proviene, da destra, la ferrata Olivieri. Si continua a sinistra – indicazione CIMA - ed attraverso alcuni spigoli e placche esposte non banali, con cavo sempre ben presente, arriviamo al successivo bivio - altra indicazione su roccia - dove inizia la vera e propria via Gianni Aglio (2840 m -1.20’). Senza dubbio miglior accesso rispetto al classico da Ra Valles con pernotto al Giussani e che richiede più o meno gli stessi tempi di  percorrenza – disl. 700 m – 3.30’/4.00’.
- Stazione di Col Drusciè e funivia sino a Ra Valles (2470 m). Dalla stazione si risale il ripido ghiaione sovrastante in direzione di Punta Anna. Al bivio per il sentiero Olivieri si devia verso destra dove la pendenza aumenta e si passa sopra un risalto roccioso che deposita su un’ampia cengia. Al suo termine si sale ancora un po’ fino ad arrivare al bivio sopracitato presso il quale inizia la ferrata Aglio (2840 m - 1.30’). E’ questo l’accesso più frequentato anche perché sfrutta la funivia – disl. 800 m – 4.00’/4.30’.
- Stazione a valle di Pietofana e con impianti, o più faticosamente a piedi, si sale al rif. Pomedes (2303 m). Dal rifugio vi è la possibilità di arrivare all’attacco della ferrata Aglio salendo la difficile ferrata Olivieri a Punta Anna ed al bivio a destra sull’indicazione CIMA. Alcuni spigoli e placche esposte non banali, con cavo sempre ben presente, conducono al successivo bivio sino all’incrocio (2840 m – 2.40’) oppure lungo il più semplice sentiero attrezzato Giuseppe Olivieri fino al bivio per Ra Valles e da qui a sinistra per il ghiaione sino all’inizio (2840 m - 3.10’) – disl. 1050 m – 5.30’/6.00’.

Dal bivio verso sinistra in ripida ascesa inizialmente superando alcune roccette attrezzate, poi lungo una cengia ampia e non assicurata. Si risalgono alcuni sfasciumi che depositano su una bellissima cresta che si percorre fino ad arrivare ad un singolare scala appoggiata alla punta di uno sperone roccioso. 
§Dopo aver superato la scala arriviamo su un altro tratto di detriti che ci conduce ad una successiva paretina attrezzata non difficile, oltrepassata la quale un’altra spalla detritica ci porta alla sommità di una cengia assicurata da affrontare in discesa. Al termine della cengia ci troviamo su una forcella piena di sfasciumi per attraversare la quale è stato posto un lungo canapone (prudenza per l’instabilità del terreno). Siamo alla base della famosa torre Aglio. 
Si arriva al tratto certamente più difficile della salita. Si inizia con uno spigolo inizialmente non troppo impegnativo, a metà dello stesso però la roccia diventa più liscia e l’esposizione aumenta. Tirando di braccia sul cavo e aiutandosi con un paio di spuntoni di ferro si passa questo che costituisce il passaggio più difficile della via - se si esclude la successiva salita facoltativa alla Torre Aglio. Al termine dello spigolo scendiamo in esposizione verso destra giungendo ad un bivio. 
A sinistra un difficile tratto di fune risale una parete per una ventina di metri fino alla cima della Torre Aglio dove il breve tratto si rivela molto impegnativo anche perché va poi riaffrontato in discesa. La digressione è comunque facoltativa e può essere tranquillamente evitata. 
A destra invece il cavo scende ad aggirare uno spigolo. Siamo all’inizio della celebre cengia Aglio, il tratto certamente più fotografato di tutta la via nonché uno dei simboli più famosi delle vie ferrate dolomitiche. Si aggira pertanto lo spigolo e, sfruttando un paio di staffe, entriamo nella cuore della cengia larga pochi centimetri, lunga una decina di metri e situata sopra un baratro strapiombante di duecento metri. Dopo tre cambi di moschettone nel vuoto, usciamo dalla cengia sfruttando due spuntoni di ferro, saliamo su un terrazzo roccioso dal quale possiamo vedere lo sviluppo del tratto appena percorso e lo strapiombo sottostante. Proseguiamo entrando in un’ansa nella roccia e scendiamo con l’aiuto di attrezzature verso un ponte roccioso naturale. Oltrepassato questo punto vi è la possibilità di scendere abbandonando la via e passando per il caratteristico Bus de Tofana (2920 m), scendere ad est a Ra Valles oppure ad ovest su veloci ghiaie sino al sottostante segnavia 403 poco distante dal rif. Giussani.
Si prosegue invece verso la cima della Tofana risalendo alcuni tratti detritici e alcune cenge assicurate ammirando la grandiosità del panorama. Dopo aver aggirato una parete affrontiamo un impegnativo spigolo attrezzato con staffe. Al termine di questo la fune conduce verso destra dove si sviluppa una cengia molto esposta attrezzata con alcune  provvidenziali gradini di ferro e successivamente seguita da un ripido camino assicurato con cavo. Dopo alcune roccette entriamo nel secondo caratteristico foro nella roccia della cresta della Tofana di Mezzo, lo si attraversa trovando, sul lato opposto, due scale molto esposte appoggiate di traverso sulla roccia. Al termine di queste una placca impegnativa e abbastanza liscia da affrontare con prudenza, ci si porta su un terrazzone detritico da risalire con una certa difficoltà. Nota stonata di questo tratto, la presenza di paravalanghe proprio di fronte a noi. Dopo una successiva cresta e altre paretine attrezzate, in uno scenario grandioso, si superano due scale sempre trasversali e molto malmesse. Si gira a sinistra sino a portarsi su uno sperone detritico molto ampio ma pure esposto. Da qui la vista verso le montagne circostanti e gli strapiombi che ci circondano è veramente eccezionale. Un’ulteriore scaletta ed alcune attrezzature costituiscono la fine del tratto assicurato della via ferrata. Per giungere in cima è necessario salire ancora a zig zag lungo faticose ghiaie e roccette. Verso la fine si sale per un risalto roccioso di I con attenzione ai segnavia non sempre presenti. Finalmente, dopo un’ulteriore risalita si giunge all’incrocio con il comodo sentiero proveniente dall’arrivo della funivia da cui, senza alcuna difficoltà, si affrontano gli ultimi metri che conducono sulla cima della Tofana di Mezzo (3244 m – 2.10’).
In uno scenario panoramico grandioso dalla terza cima delle Dolomiti infatti la vista spazia per chilometri. La magia del posto è purtroppo rovinata dall’afflusso di gente proveniente dalla vicina funivia.

La discesa più veloce è rappresentata dalla comoda funivia che porta fino a Cortina, passando per le stazioni intermedie di Ra Valles e di Col Druscè. Volendo ritornare al rif. Giussani vi è la possibilità di scendere mediante una cengia attrezzata verso la forcella che separa la Tofana di Mezzo dalla Tofana di Dentro e da qui verso sinistra in direzione del rifugio prima attraverso roccette e poi per un ripido ghiaione lungo l’originale via normale della Tofana di Mezzo.
Con ottime condizioni e tempo a disposizione vi è anche la possibilità di proseguire per la Tofana di Dentro e ridiscendere dal versante nord attraverso il Formenton fino a Ra Valles. Giro molto lungo e impegnativo dal punto di vista fisico.

La via ferrata Gianni Aglio costituisce il naturale proseguimento della ferrata Olivieri a Punta Anna verso la cima della Tofana di Mezzo. Dal punto di vista tecnico la ferrata Aglio è meno impegnativa della Olivieri, ma più lunga e sicuramente merita per i panorami grandiosi che offre. Le due vie possono venir affrontate separatamente ma nulla vieta però di percorrerle una di seguito all’altra se in buone condizioni ed allenamento. La combinazione delle due ferrate costituisce infatti uno dei percorsi più difficili delle Dolomiti.
Il passaggio sulla famosa cengia Aglio è assolutamente adrenalinico vista l’esposizione ma, diversamente da quanto si legge in vari testi, non è così difficile dal momento che la cengia è sufficientemente ampia per la punta degli scarponi. Ben più impegnativo il precedente spigolo e soprattutto la salita alla cima della Torre Aglio, tratto quest’ultimo evitabile ed in sincerità, anche inutile.

Dal bivio al Doss de Tofana: ad est per Ra Valles / ad ovest per Punta Anna / rif. Giussani / ferr. Aglio / Tofana di Mezzo

2015
Maurizio e Davide
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