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relazioni

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Dolomiti - Ampezzo
Croda De R'Ancona v.n.
2366 m
SS 51 – Lago Bianco 1512 m
900 m
5 h
F / I
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rif. Ra Stua 1668 m

Percorso ad anello in traversata su un bel balcone panoramico a ridosso della Croda Rossa. Lungo la salita molte postazioni con trincee e baraccamenti ma la sorpresa è riservata dall’arco naturale del Busc De R’Ancona.

Da Cortina seguire le indicazioni a nord per Dobbiaco su SS 51, oltre loc. Ospitale e poco prima del passo di Cima Banche si parcheggia presso il residuo lago Bianco su apposito spiazzo (1512 m).

A fianco del parcheggio si imbocca il segnavia 8 che su larga mulattiera si dirige verso O su pendenze contenute addentro la Val de Gotres. Si passano alcuni ponticelli e ci alza costantemente sino ad aprirsi verso il Pian di Lerosa di poco sotto la forcella. Presso un grosso albero stacca a sinistra la deviazione contrassegnata da un evidente ometto di pietra con scritta (2010 m – 1.30’).
Ci si alza in traverso su chiara traccia verso SE sino alle prime rovine delle postazioni della grande guerra. Poco sopra si devia a destra alzandosi su qualche balza più ripida seguendo comunque i vari ometti che si incontrano sul percorso. Con qualche ripida svolta si perviene ben presto sulla cresta sommitale dove si aprono le vedute verso S. Ci si sposta di qualche passo sul versante meridionale affiancando vecchie trincee e manufatti militari traversando alcune piccole radure sommitali. Si ritorna sul versante N traversando verso la ben visibile parete E della Croda De R’Ancona tra qualche macchia di mughi ma sempre a ridosso della linea di cresta.
Dopo aver accostato un profondo canale franoso sulla sinistra si prosegue brevemente tra i mughi portandosi a ridosso di una ripida placca rocciosa da traversare per una decina di metri. Possibile il diretto traverso esposto e con minimi appoggi (I) oppure appena più agevole scendere a fianco dei mughi a destra per qualche metro e traversare su una cengia un po’ più marcata ed appoggiata risalendo oltre la fascia rocciosa su qualche scalino; alcuni sbiaditi bolli rossi confermano questa variante. Si continua su cengia erbosa più comoda in leggera salita e si perviene allo spettacolare arco naturale di roccia del Busc De R’Ancona dove merita una sosta (2160 m – 1.00’).
Si lascia l’arco su traccia a ridosso della paretina ed usciti nuovamente dai mughi si traversa un ripido seppur stretto rosso canalino di terra e sassi con minime difficoltà. Se ne incontra subito dopo un altro appena più largo che si traversa e si risale sul lato destro tra balze erbose e sassi, oppure con giro appena più largo, per una ventina di metri quindi lo si supera nuovamente riportandosi sul lato opposto. Ora su cengia solida e rocciosa ci si alza ancora sulla cresta sommitale. A seguire una costante ed accentuata risalita di un pendio facile ed aperto a montare su una successiva spalla per portarsi sotto una fascia rocciosa che si supera con facilità con qualche appoggio sulla roccia. Ancora una comoda cengia in falsopiano seguita da una largo canale più ripido che conduce sopra un largo balcone. Un successivo breve pendio porta sotto alcune paretine su comoda cengia ascendente appena esposta dove si trovano le prime funi, peraltro superflue. Si aggira il costone roccioso sin sotto l’ultima risalita di pochi metri su rocce appigliate e divertenti (I) che porta di poco sotto la cima. Si traversano alcune lisce placche e seguendo gli ultimi ometti si risale l’ormai terminale e ben appoggiato pendio su semplici roccette sino alla prima croce E ed alla successiva poco distante della cima principale della Croda De R’Ancona (2366 m – 0.30’).
Il panorama da questa cima è superlativo e la prova della sua strategica posizione è ampiamente confermato dalle innumerevoli postazioni e trincee militari presenti su entrambi i percorsi d’accesso.

Si prosegue per qualche metro ad O rinvenendo da subito i primi ometti che guidano la discesa verso la spalla che si intravvede da subito. Si perde quota accostando trincee e residuati bellici e ci si porta presto sulla dorsale che termina presso una croce sulla spalla sottostante (2154 m – 0.20’).
Da questa si devia nettamente a destra su un’evidente e ben segnalata traccia che solo inizialmente presenta qualche salto appena accennato mentre nel suo prosieguo più sotto diventa un lineare e costante traverso in discesa. Intorno ai 2020 m è possibile seguire la traccia a sinistra per portarsi in breve verso la piana sottostante traversando una vasta radura ed incrociando il segnavia 8 che arriva da Ra Stua e quindi portandosi ad E a forc. Lerosa che anticipa di poco il bivio di salita. Più brevemente si continua in traverso sul sentiero ignorando la deviazione e con percorso più breve ci si raccorda al medesimo segnavia qualche metro più sopra dello stesso bivio (2010 m – 0.30’).
Lungo la mulattiera percorsa in salita in piacevole discesa fino al parcheggio presso il lago Bianco (1512 m – 1.10’).

Mentre la via normale da NO risulta fattibile per la maggior parte degli escursionisti, la traversata da E come da relazione è riservata a persone più esperte. Il breve traverso esposto è il punto più delicato mentre le funi lungo l’approccio sotto la cima risultano in verità superflue seppure qualche metro di cengia presenti un’esposizione peraltro contenuta.
Tutto il percorso è ben segnalato da numerosi ometti e qualche vecchio e sbiadito bollo rosso.
Poco attraente l’aspetto della montagna da ovest sembrando quasi insignificante mentre il versante di salita opposto presenta varietà di colori e conformazioni rocciose particolari. L’ambiente delle postazioni militari riporta alla grande guerra e lo spettacolare arco naturale del Busc De R’Ancona regala una sorpresa inaspettata.
L’accesso è ugualmente fattibile arrivando da Ra Stua anche se l’opzione descritta è meno praticata.

Da forc. Lerosa: 8 ad O per Ra Stua

2015
Carlo, Danilo, Luca, Mattia e Michele
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