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relazioni

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Dolomiti - Oltrepiave
Cime Postegae
2358 m
Val Cimoliana-Pian Meluzzo 1163 m
1500 m
7 h
F+ / pp. I
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rif. Pordenone 1249 m

Spettacolare anello che unisce la Val Postegae alla Val Sciol de Mont lungo una mirabile traversata in completo isolamento e particolari ambienti naturali.

Dal paese di Cimolais si risale la lunga rotabile della Val Cimoliana che, senza pendenze significative, supera anche qualche breve tratto soggetto ad interruzioni in caso di corpose precipitazioni e slavinamenti a valle. Al termine del tratto si trovano diverse ampie piazzole su vari livelli dove si parcheggia a Pian Meluzzo (1163 m). Poco sopra i parcheggi, in pochi minuti, si sale comodamente all’accogliente rif. Pordenone (1249 m).

Da Pian Meluzzo si prosegue oltre la sbarra sul 361 AV6 lungo una larga pietraia affiancando poco oltre casera Meluzzo. Si continua praticamente in piano seguendo la larga traccia sino ai cartelli del bivio dove si tralascia la continuazione a sinistra del 361 a risalire la Val Meluzzo. Si segue il 362 a destra addentrandosi in Val Postegae ancora in falsopiano sulle vaste ghiaie avvicinandosi sempre più al torrente che discende il vallone. Si lascia la sponda per un sentiero ora ristretto che inizia a salire nella vegetazione. In breve si riaccosta il torrente a destra e si lascia il segnavia CAI per traversare il greto e portarsi sulla sponda opposta sotto una evidente traccia – targa segnavia ex 387 allo stacco (1250 m - 0.50’).
Si risale la chiara traccia a tratti semicoperta dai mughi ma sempre evidente e ci si alza con decisione e ripidità per qualche minuto. Sopra il sentiero scorre piacevole nel bosco guidato dalle tracce e qualche vecchio segnavia sugli alberi. Si supera un rio e si continua a salire uscendo progressivamente dal bosco rimontando un pendio tra i mughi ed un successivo canalino detritico tra due blocchi rocciosi. Sopra lo zoccolo si risale la pietraia sempre su buona traccia a tratti più ripida, si aggira un grosso masso ed alcune rocce e si rimontano gli ultimi verdi sin sopra al panoramico balcone del passo Pramaggiore (2137 m - 1.50’).
L’aperta traversata inizia ora a destra sul crinale ad una prima modesta anticima. Oltre questa si scendono alcuni metri su roccette e si percorre la successiva cresta orizzontale rimontando l’altura successiva tra i verdi a S e le grigie ghiaie a N. Si segue la larga cresta che girando appena a destra si porta sotto la marcata altura che spicca col suo profilo. Su facile traccia si arriva presto alle facili roccette sommitali quindi alla piccola croce di legno sulla Cima Cadin (2313 m - 0.30’).
Si scende sulla ripida dorsale NO ed aggirando lo sprone roccioso si cala a destra lungo un ripido pendio verde sino all’altezza della lingua rocciosa a destra quindi si traversa in più moderata discesa a riprendere la cresta divisoria. La si raggiunge poco prima di un singolare roccione che si accosta a sinistra, si accompagna il filo toccando i successivi colli e si scende sino alla sottostante brulla, sabbiosa ma affascinante forc. Postegae (2163 m - 0.20’).
Davanti si sviluppa il prosieguo verso l’ormai ben visibile cima principale. Ci si alza dapprima con contenuta pendenza sulle sabbie della cresta, si traversa di poco a destra un tratto roccioso e frastagliato quindi da un colletto ci si abbassa sensibilmente lungo una facile cengia sotto la parete. Si tralascia una traccia che scende a sinistra e restando in quota si chiude l’aggiramento della roccia rimontando nuovamente la cresta ed aggirando un grosso blocco. Ci si discosta ora leggermente a sinistra, si supera un intaglio ed alcune roccette (p. I) e con un breve tratto sul filo ci si porta sotto una marcata fascia rocciosa. A sinistra per qualche metro in discesa quindi si riprende a salire  traversando verso la dorsale che si aggira su traccia di sassi e ghiaie. Si rimonta un breve pendio verde a destra riportandosi sul filo della cresta al cospetto della lunga ma ormai prossima cresta terminale. Si scende per pochi metri dentro un canalino di ghiaie rasente la roccia aggirandone la base e riportandosi sulla cresta. Si risale il verde pendio seguente quasi al limite del salto detritico a destra e con l’ultima erta salita su scalinamenti si rimonta sulla cresta sommitale puntando ad un primo grosso ometto. Se ne segue lo sviluppo a sinistra, si aggirano gli ultimi colli e con l’ultimo traverso sulle sabbie e fine ghiaino si svolta a destra della cima secondaria sino allo sparuto ed isolato ometto sulla vetta principale delle Cime Postegae (2358 m - 0.40’).

Dalla cima si percorre la dorsale N in parziale discesa fronte alle non lontane Torri Postegae. Sulle sabbie del terreno si supera una prima altura mentre la successiva viene aggirata con un traverso sulla sinistra continuando a scendere sulla larga dorsale dirigendosi verso una vistosa macchia di mughi.
Variante alla Torre Sud Postegae – Aggirata l’altura, all’altezza di alcune rocce frastagliate è visibile la stretta cresta che collega alla base della Torre Sud. Si traversa su ripide ghiaie sotto il filo puntando alla base del centro del canale, come riferimento d’attacco della via normale. Su fondo fortemente instabile, si risale il canale tenendosi sul margine sinistro superando due brevi salti di roccia (I) per arrivare sullo stretto intaglio che separa le cime Ovest ed Est della Torre. La vetta principale si trova ad E ed è in questa direzione che si traversa fino ad arrivare a pochi metri dallo strapiombo sulla Val Postegae. Si supera infine un breve tratto esposto (I) e si raggiunge la panoramica cima della Torre Sud Postegae (2346 m – 0.40’ - ometto e libro di vetta). Sul percorso di salita ci si porta alla base del canale basale e lungo le ghiaie si scende direttamente più sotto a riprendere la traccia poco sotto il primo pendio macchiato di verde (0.30’).
Giunti all’altezza di un ripido pendio verde si svolta a sinistra e lo si discende. Sopra uno sbarramento di mughi si scarta a sinistra superando un intaglio a ridosso di una fascia rocciosa. Seguendo le svolte di ghiaie ci si abbassa sensibilmente e si traversa a destra su cenge e cornici un po’ esposte ma su buona traccia. Seguendo il camminamento a sinistra ed ancora un traverso a destra su breve cengia di ghiaie che termina presso un canalino quindi a sinistra si traversa un’altra macchia di mughi e la si aggira sin dove la traccia sale ora a destra per pochi metri su una selletta, anticipando di poco la sottostante forc. Sciol de Mont (2020 m - 0.40’).
Si è sopra un lungo canale detritico di sassi e ghiaie non eccessivamente ripido ma da percorrere con cautela seguendone i passi più agevoli e su parziali lingue ghiaiose. Ci si mantiene inizialmente sul lato destro per spostarsi successivamente verso il centro e comunque dove il terreno offre più stabilità. Si percorre il canale lungamente abbassandosi sensibilmente. Nella parte mediana una migliore traccia lo asseconda sul lato sinistro poco sopra il fondo per riprenderlo più sotto al centro tra grossi massi e su pendenze più contenute. Dove la pendenza diminuisce, il canale si apre alle macchie erbose ed il fondo diventa più agevole, ci si sposta definitivamente sulla sponda destra del canale ad incrociare il 370 proveniente da forc. Della Lama-cas. Roncada (1537 m) e lo si asseconda in contenuta discesa sul largo letto di ghiaie del fondo valle. Ci si sposta lungo la discesa sul lato destro della valle e lungo l’ultimo falsopiano si rientra alla sbarra ed ai parcheggi di Pian Meluzzo (1163 m – 1.20’).

Gli ambienti incontrati regalano emozioni ed una varietà di vedute incomparabile al pari delle fioriture mentre l’isolamento può essere praticamente totale. Il dismesso sentiero 387 è tuttora in ottime condizioni e non presenta alcuna criticità, salvo la presenza di alcuni mughi che tendono ad invadere il tracciato.
Lungo tutta la traversata sono presenti diversi ometti seppure la percorrenza risulti quasi sempre logica e ben evidente su chiara traccia. L’unico punto che può presentare qualche dubbio è tra la discesa dalla Cima Cadin alla ripresa della cresta dovendo traversare in parziale discesa ripidi verdi dove la traccia tende a perdersi ed in caso di scarsa visibilità mancherebbe il punto di riferimento visivo.
I passaggi tecnici sono concentrati nella discesa verso la forcella gemella sopra Sciol de Mont dove, dopo i mughi ed il breve pendio verde, si incontrano alcuni tratti detritici e si traversano alcune cengette un po’ esposte. La discesa finale lungo il canalone, infine, va interpretata passo dopo passo ricercando qualche lingua ghiaiosa più morbida come pure le roccette più stabili. Se ne raccomanda la percorrenza con bel tempo ed ottima visibilità in quanto ne gioverebbero le vedute panoramiche e la sicurezza. L’acqua è reperibile lungo la Val Postegae come pure nella prima metà dell’ex 387 e lungo la discesa della Val Sciol de Mont nella parte bassa del canalone in caso di residui nevosi.
Il dislivello riportato comprende anche diverse brevi risalite intermedie ma non la variante alla Torre Sud (ca. 90 m).
Lunghezza del percorso descritto 15 km.

Dal primo bivio Val Postegae: 361 a NE per Val Meluzzo
Dal secondo bivio Val Postegae: 362 a NE per Val di Guerra/forc. Brica/forc. Dell’Inferno/366 ad E per forc. Pramaggiore
Da passo Pramaggiore: traccia ad E per cas. Pramaggiore
Dal bivio in Val Sciol de Mont: 370 a SO per cas. Roncada/Monte Ferrara/cas. Bregolina Grande

2018
Giada, Sergio, Fabrizio, Mattia e Michele
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