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relazioni

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Alpi - Carnia
Creta Forata v.n.
2462 m
Sappada-Cima Sappada 1276 m
1270 m
6 h
F+ / pp I-
►►►►
nessuno

Salita alla massiccia Creta Forata con approccio lungo quasi tutto il versante settentrionale. Rientro per il suggestivo Vallone della Creta Forata ed il problematico Rio Geu.

Da Santo Stefano di Cadore, oltre Campolongo, si attraversa Sappada sino alla loc. Cima Sappada. Oltre questa si parcheggia a destra presso l’impianto di risalita (1276 m).

Dietro la stazione di partenza si imbocca una larga mulattiera che si segue per pochi minuti con qualche segnavia. Ad un segnavia 319 a sinistra in marcata salita nel bosco seguendo le segnalazioni sugli alberi sino ad incrociare la forestale non lontano dal rifugio. Sin qui è possibile giungere con meno ripidità e giro più ampio seguendo la forestale iniziale seppure allo scoperto. Con le ultime svolte ci si alza al soprastante rif. Monte Siera – chiuso in periodo estivo (1606 m - 0.50’).
Dietro il rifugio per un breve tratto sino alla piccola baracca sulla sinistra quindi sui segnavia del 321 con una breve discesa ed il successivo bel traverso verso le terrazze del Pra Sartor che porta verso la base di Cima Dieci. Una larga e rovinosa colata detritica si supera con una svolta ed un tratto rinforzato ed il successivo traverso che porta sotto una parete rocciosa. Ci si alza sulla placca traversandola su una stretta ma solida cengia attrezzata, una leggera discesa e la risalita tra le piante sino al bivio – tabelle (1890 m - 1.00’).
A destra si rimonta in breve la fascia boschiva portandosi a mezza costa sul Vallone della Creta Forata. Un breve tratto in discesa e quindi in falsopiano superando il bivio a sinistra col 230. Si riprende a salire sensibilmente verso l’intaglio della forc. Creta Forata sino al successivo bivio che la anticipa quasi un centinaio di metri più sotto (2030 m – 0.20’).
A sinistra si seguono i bolli che superano un pendio di sassi e ghiaie portandosi quasi a ridosso delle pareti. Si svolta a sinistra e si seguono gli ometti e la chiara traccia traversando lungamente sotto la cresta sommitale. Si rimonta una successiva dorsale ed il successivo aperto traverso che asseconda i contrafforti rocciosi che scendono dalla cresta. Si supera una breve quanto facile paretina appigliata (I-) rimontando ancora una risalita su ghiaie e poggiando sopra un largo terrazzo. Si aggira a sinistra un marcato blocco roccioso ed i facili traversini che lo seguono sin sotto alcune placche poco distanti dal valico oramai visibile. Si aggira uno spigolo sopra una spaccatura e sulle ultime ghiaie alla soprastante aperta forcella con vista sulla Val Pesarina. A destra l’ultima breve risalita sul versante S che conduce alla breve e panoramica cresta sino alla vicina croce della Creta Forata (2462 m – 1.00’).

Oltre alla discesa lungo il medesimo percorso di salita si offrono diverse altre combinazioni per il rientro a Cima Sappada con lunghezze e difficoltà differenti. Dalla cima si ridiscende alla vicina forcella. Dalla stessa in pochi minuti si sale all’anticima E sulla sua breve crestina aerea. Si rientra alla forcella e lungo il percorso di salita ci si riporta al bivio sottostante forc. Creta Forata (2010 m – 0.40’).
Per qualche minuto a ritroso sul Vallone della Creta Forata al bivio col 230 che dopo un breve traverso sui verdi poccia sul greto asciutto. Tra le sponde della strettoia in ambiente singolare si lascia il fondo e ci si alza sui verdi sulla sponda destra traversando una zona fiorita e calando sulla grande spianata dove permangono i ruderi della cas. Geu Alta tra i verdi prati (1785 m – 0.30’).
Per cas. Geu Alta e sent. attrezzato Geu – Percorso delicato ed insidioso nel tratto oltre la stretta gola sino al breve tratto attrezzato per l’inerbimento della traccia, ripida e scivolosa. Dalla cas. Geu Alta a N calando direttamente nell’impluvio tra il Monte Geu e le pendici delle terrazze del Pra Sartor, ci si addentra nella gola aggirando i massi su fondo di fine ghiaia –
segnavia bianco-rossi. Questo suggestivo tratto è piacevole e facile nella sua breve percorrenza. Ci si alza sulla sponda destra per rientrare poco più sotto, si traversa il greto e ci si alza sulla sponda opposta tra le piante e la traccia seminascosta – tabella ed ometto. Dopo una ripida risalita ci si districa tra gli alberi ed inizia una faticosa quanto insidiosa discesa su sentiero inerbito e scivoloso perdendo rapidamente quota. A tratti si superano alcune fasce rocciose con solchi sempre alla ricerca dello sviluppo della traccia poco evidente. Esaurita la lunga e precaria discesa si svolta una macchia di piante e si incontrano le prime funi che traversano una esigua cengia attrezzata poco sopra un marcato salto sulla destra. Le funi accompagnano per un tratto per poi guidare l’ultima discesa sin sotto uno scuro antro dove terminano le attrezzature. Ora su fondo più evidente seppur ancora ripido entrando nel bosco ed incrociando più sotto il segnavia 320 proveniente da cas. Tuglia (ca. 1380 m – 1.00’).
A sinistra su buon sentiero e quindi lungamente su larga mulattiera e pendenze più contenute sino alla rotabile da cui a sinistra al PP degli impianti di Cima Sappada (1276 m – 0.20’).
Per cas. Geu Alta/passo Geu Basso/cas. Tuglia – Come per il precedente sino ai ruderi di cas. Geu Alta quindi risalita sul 230 del pendio opposto sino al vicino passo Geu Basso (1876 m). Discesa a NE verso cas. Tuglia e la vicina sella omonima che si anticipano all’incrocio con la forestale (1530 m). A sinistra per un tratto lineare quindi si imbocca a sinistra il 320
(1516 m), con una breve risalita iniziale si traversa sotto il monte Geu sino al bivio del s.a. sopra descritto presso il Rio Geu (1380 m). Lungamente sulla forestale sino a Cima Sappada (1276 m). Variante lunga ma meno impegnativa. Anello monte Siera per forc. Creta Forata/passo Siera - Ripreso il bivio poco sotto la forc. Creta Forata – sul 321 - la si rimonta lungo una breve ma irta salita. Si scende oltre lungamente su detriti e strette svolte affiancando il Col di Siera. Con un accorto traverso si raggiunge una mulattiera che si segue a destra per un tratto per lasciarla e rimontare ancora per un centinaio di metri portandosi al passo Siera (1592 m). Ora sul 316 solo inizialmente in moderata discesa per lasciare la forestale più sotto (1342 m) ed imboccare il 318 a destra. Si incrocia una successiva mulattiera che a destra riporta agli impianti di Cima Sappada (1276 m). Lunga variante che implica due stancanti risalite ed un delicato traverso per passo Siera – nell’a.r. avviso di percorrenza solo per esperti del tratto tra forc. Creta Forata e passo Siera.

La salita sino alla cima, meritevole, non presenta particolari problemi. La prima cengia attrezzata, pur essendo esposta, è solida e facile. L'ascesa alla cima si svolge su ottima traccia e presenta solo alcuni brevi passi comunque ben appigliati.
Altamente consigliata la discesa lungo il Vallone della Creta Forata, sia per l’ambiente, che per la successiva apertura verso la verde radura dei ruderi di cas. Geu Alta.
La variante descritta per la discesa lungo la forra ed il tratto attrezzato è riservata solo a persone esperte. Più che per il traverso attrezzato, da percorrere assicurati, per la discesa che lo anticipa. La traccia, visibilmente non mantenuta, va spesso ricercata essendo per lunghi tratti semicoperta dalle piante e spesso su terreno scivoloso, ripido ed insidioso.
La segnaletica dell’intera zona è spesso obsoleta, rovinata se non lasciata in abbandono.

Da cas. Geu Alta: 230 a NE per cas. e sella Tuglia/229 a S per passo di Entralais/Monte Cimon/ric. Entralais/Val Pesarina

2018
Luca e Michele
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