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relazioni

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Dolomiti - Ampezzo
Tre Sorelle vv.nn.
3005 m - 2995 m - 2999 m
San Vito – Rif. Scotter 1580 m
1250 m
7 h
PD- / pp. I p. II
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rif. San Marco 1823 m - biv. Slataper 2600 m

Gruppo defilato ad E del Sorapis ed isolato nella sua scarsa frequentazione. La salita si svolge su ambiente detritico e delicato seppure non comporti particolare impegno tecnico.

Da San Vito si seguono le indicazioni per gli impianti sciistici sino al parcheggio della seggiovia che conduce al rif. Scotter (1580 m) – v. note sotto. Dal rifugio si prosegue sulla sterrata, tagliandola anche per le corte scorciatoie, sino al suo termine poco sopra un largo e bianco colatoio franoso. Sul segnavia 226 AV3 si prosegue entrando nel bosco e risalendo le strette e marcatissime svolte che in breve portano allo splendido ambiente dove sorge il rif. San Marco (1823 m – 0.40’)

Dietro il rifugio si entra nel bosco risalendo su segnavia 226 AV3 AV4 AV5 il pendio alberato e con qualche svolta si valica una forcellina oltre la quale è presente una utile fontana – ultima acqua in mancanza di innevamento. Si è ora alla base di un canale discretamente ripido e su traccia ben disegnata se ne risale sulla sinistra la prima parte su buona pendenza. Nella parte mediana la pendenza si attenua e su larga traccia si assecondano le ampie svolte man mano che si apre la visuale sul soprastante valico e si allarga la distanza tra le alture ai fianchi. Dalle chiare ghiaie e sabbie si risale un pendio di roccette macchiate di verde sino all’ampia, panoramica e rilassante forc. Grande (2255 m - 1.00’).
Dal crocevia si imbocca la traccia a sinistra sul 246 AV3 variante AV4 che in falsopiano traversa sotto le alture a sinistra contornando l’altopiano dell’alta Val de San Vito lungo una panoramica traccia che anticipa passo dopo passo la veduta del gruppo del Sorapis sopra il Fond de Ruseco. Si tralascia a destra la deviazione del 247 per il sentiero Minazio e la discesa a Somadida proseguendo a sinistra ora su pendenza più sensibile su terreno ghiaioso e fastidioso. Si abbandona questo ambiente per risalire le fasce rocciose a destra seguendo i bolli e gli ometti ed alzandosi sin quasi sotto la rupe rocciosa dove sorge il vicino biv. Slataper ormai ai piedi dell’ampio Fond de Ruseco (ca. 2510 m – 1.00’).
Si abbandonano i segnavia e ci si dirige a destra traversando le terrazze punteggiate di verde incrociando poco dopo gli ormai sbiaditi vecchi segnavia della vecchia traccia CAI 247 – ora dismessa - che proviene dal bivacco, traversa la larga colata di ghiaie e va riprendere ben più sotto il nuovo 247 AV4 per il sentiero Minazio. Si lascia ben presto la vecchia traccia dove questa scarta in discesa e si prosegue in falsopiano rasentando sotto alcuni isolati blocchi rocciosi, appena sotto il basamento dei monti della Caccia Grande. La traccia è sempre evidente seppure non molto marcata e traversata la base del contrafforte scende per qualche metro sul largo ed impressionante ghiaione che si origina a sinistra dalla forc. della Caccia Grande (2490 m). Inizialmente delicato per la ripidità e la compattezza del fondo e gli esigui appoggi, il traverso  diventa più abbordabile nel suo prosieguo. Si rimontano le roccette opposte del largo canale e con un ripido quanto breve traverso appena esposto si aggira una costola (I) – ometto. Si rimonta un crinale macchiato di verde dove si incontrano diversi utili ed essenziali ometti da seguire fedelmente. Inizia ora un marcato traverso in costante salita che si dirige alla base della parete S della Prima Sorella intervallato da alcuni tratti appena più ripidi. Si traversa poco sotto l’impressionante parete ed a seguire una stretta ansa oltre la quale la traccia rasenta la base di una alta torre giallastra che anticipa l’anfiteatro superiore delle Tre Sorelle. Qualche passo in discesa ed oltre il torrione la traccia si allarga su una comoda cengia che si percorre per la sua metà lasciando a sinistra un primo canale e qualche passo dopo il secondo si sosta ai piedi delle rocce a sinistra – ultimo grosso ometto alla base (ca. 2700 m – 1.00’).
Si rimontano le roccette a sinistra seguendo qualche isolato ometto che disegna l’iniziale salita su passi più solidi ad evitare le scivolose lingue ghiaiose (I). Si traversa successivamente leggermente a sinistra su terreno più appoggiato per riportarsi ancora sulle balze rocciose a destra mantenendosi su linee più solide punteggiate da isolati ometti (I). Con svolte a destra e sinistra ci si alza verso l’intuibile valico della forcella tra la Prima e la Seconda Sorella ed approcciandone il canale terminale sulla destra. Giunti in vista della forcella, qualche decina di metri prima, si traversa il canale a sinistra e si imbocca una stretta ma solida cengia – ometto (2900 m – 0.30’).
Si aggira uno spigolo e la si segue nel suo sviluppo rimontando una breve paretina (I) a raggiungere una successiva cengia superiore che si interrompe sopra un canale - esposto. Si rimontano le roccette a destra del canale (I) sino all’origine del canalino che si traversa a sinistra, si sale traversando per rocce a sinistra (I+) a rimontare una breve e piatta cresta rocciosa (2950 m - ometti). La si percorre sino al salto che si aggira a sinistra, si supera una solida paretina (II-), un breve canalino con strettoia finale e si rimonta poco sotto il facile pendio detritico terminale sino alla vetta della Prima Sorella (3005 m – 0.20’).
Sul percorso di salita si rientra appena sotto la forcella tra le prime due Sorelle (2900 m – 0.20’).
Salita alla Seconda e Terza Sorella - Si riattraversa il canale e si sale ad aggirare il vicino torrione a destra – ometti. L’iniziale ripida salita rimonta a destra di un altro stretto intaglio con vista sul laghetto di Sorapis (2965 m) da cui ancora a destra lungo una evidente seppur discontinua cengia che, punteggiata da qualche isolato ometto, si dirige verso destra per una settantina di metri. Ci si porta sotto la cima centrale e dove la traccia traversa sotto un canale di ghiaie e terra lo si rimonta per le rocce a destra svoltando poco prima del termine superando le facili roccette terminali (I-) sino alla cima della Seconda Sorella (2995 m – 0.30’).
Si ridiscende il canalino sino a riprendere la sottostante cengia che si segue ancora verso E. Si aggira qualche spigolo dove la cengia si fa esigua e si rimonta un pendio di sfasciumi portandosi verso il filo sommitale all’altezza della forcella tra la Seconda e la Terza Sorella. Lo si anticipa di poco rimontando le rocce a destra dello spigolo e superando due intagli (I). Ora sul filo e roccia discreta si rimonta la cresta sommitale che si percorre per qualche decina di metri sino alla vetta della
Terza Sorella (2999 m – 0.30’).

Lungo il medesimo percorso di salita e senza scendere troppo dopo la forcella tra la Terza e la Seconda si cala a riprendere la cengia che riporta poco sopra il torrione che anticipa il canale della forcella tra la Prima e la Seconda Sorella (2900 m – 0.20’).
Seguendo le tracce ma ancor più gli ometti ci si abbassa sul canale progressivamente lungo i passi percorsi in salita assecondando i vari zigzag del percorso. Poco sopra l’attacco iniziale si scarta leggermente a destra e sugli ultimi passi detritici ci si riporta sulla cengia presso il suo grosso ometto (ca. 2700 m – 0.20’).
Si traversa a destra sotto il grande torrione e la parete S della Prima Sorella e seguendo fedelmente gli ometti si discende il lungo traverso che, superate le banche, riporta poco sopra il largo canale che scende dalla forc. della Caccia Grande. Lungo questa discesa intermedia, dal torrione a poco sopra il canale, seguire con attenzione gli ometti in quanto altre tracce si mantengono più alte rispetto alla discesa corretta. Si supera la breve cengia esposta e ci si abbassa ad attraversare il largo canale con attenzione sui passi finali e quindi in falsopiano ed a vista verso il segnavia 246 AV3 poco sotto il biv. Slataper (2500 m – 0.40’).
Sulle prime ripide svolte ci si abbassa sensibilmente per riprendere il lungo e panoramico tratto in falsopiano che riporta a forc. Grande che si raggiunge dopo una contenuta e diluita breve risalita (2255 m – 0.50’).
Dalla forcella in discesa sul pendio opposto sin dentro il canalone che guida sin sopra il bel pianoro verde dove sorge il rif. San Marco (1823 m – 0.30’).
Dal rifugio in breve al sottostante e vicino rif. Scotter (1580 m – 0.20’) da cui come programmato in discesa a San Vito.

L’impegno tecnico è contenuto ma la natura del terreno, l’isolamento e talvolta l’interpretazione del miglior percorso richiedono esperienza e confidenza. La traccia dal Fond de Ruseco sino all’attacco è abbastanza evidente e punteggiata da ometti che soprattutto in discesa vanno seguiti fedelmente.
Lungo tutto il percorso e soprattutto dall’attacco alle varie cime è utile memorizzare diversi punti di riferimento incontrati in salita in quanto l’orientamento richiede attenzione. In caso di scarsa visibilità pertanto se ne sconsiglia la percorrenza se non si conosce già il percorso.
Dal torrione giallo all’imbocco del canalone della Caccia Grande seguire fedelmente gli ometti nel lungo traverso in discesa per evitare di trovarsi ben più alti del traverso.
Il dislivello è riportato dal rif. San Marco ma un sensibile avvicinamento può essere preso in considerazione con il biv. Slataper, seppur nella sua ridotta dotazione di brande.
Accesso al rif. Scotter: nell’a.r. l’impianto di risalita risulta ancora chiuso per il periodo estivo. Oltre alla faticosa e noiosa
risalita a piedi è possibile usufruire del servizio navetta da malga Sunbar, qualche centinaio di metri prima dell’area impianto.

Dal rif. San Marco: 227 AV4 AV5 ad E per forc. Piccola/rif. Galassi/Val d’Oten
Da forc. Grande: 226 AV4 AV5 a NE per s.a. Minazio/Val de San Vito/Cengia del Doge/Somadida
Dal bivio successivo: 247 ad E per s.a. Minazio/Val de San Vito
Da biv. Slataper: 241/242 AV3 a NO per s.a. Berti/Val Boite/Faloria/rif. Vandelli

2018
Sergio, Bruno, Luca, Dario e Michele
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