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relazioni

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Prealpi - Feltrine
Pavionet - Piètena
2187 m - 2194 m
Pedavena-Passo Croce d’Aune 1015 m
1460 m
6 h
F / pp. I-
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rif. Dal Piaz 1993 m

Gratificante traversata dall’iniziale carattere esplorativo sopra la spettacolare Busa delle Vette che regala, oltre ai vasti panorami, un rilassante senso di isolamento.

Da Feltre-Pedavena si prosegue per Passo Croce d’Aune dove si può parcheggiare al passo (1015 m). È possibile proseguire per poco a destra per Cimamonte dove presso una curva in discesa alcuni spiazzi consentono il parcheggio per poche auto (1030 m).

Sulla stradina principale in salita si seguono le indicazioni 801 AV2. È possibile seguire la mulattiera integralmente per tutto il percorso di salita sino al rif. Dal Piaz con pendenza sempre moderata e su larga traccia anche se i tornanti della stessa allungano la distanza ed il tempo necessario. La descrizione si riferisce al segnavia 801 che taglia i tornanti e
presenta tratti più ripidi ma sempre agevoli. Dopo le prime due diramazioni della mulattiera si segue a sinistra il segnavia 801 AV2 che sale parallelo nel bosco sino ad un tornante poco sopra. Per poco ancora sulla carrozzabile per riprendere la ripida salita nel bosco a sinistra che solo più sopra si attenua un po’. Dopo una svolta a destra si risale un dritto pendio per portarsi sul Colle dei Cavai pochi passi a fianco della stradina. Si prosegue sul sentiero in comodo traverso dove si aprono vedute sulle Buse per risalire successivamente ad incrociare la mulattiera che ora si asseconda per un buon tratto (1630 m – 1.10’).
All’altezza di un canale roccioso sulla destra è possibile anticipare di poco la scorciatoia con segnavia anche se questo tratto risulta meno agevole. Preferibile sulla immediata successiva deviazione a destra dove il sentiero stacca nuovamente superando il ripido tratto e permette di tagliare sensibilmente un lungo tornante ora ben visibile in lontananza. Si riprende la stradina poco sopra per seguirla ora integralmente lungo le ultime svolte che, in ambiente molto interessante e panoramico, conducono all’ormai prossimo pendio dove – seguendo sempre la mulattiera oppure tagliando direttamente sui prati seguendo i segnavia – sorge lo strategico rif. Dal Piaz (1993 m – 0.50’).
Dietro il rifugio per poco sino al passo Le Vette Grandi (2000 m) ci si affaccia sulla spettacolare Busa delle Vette. A destra sul segnavia 812 verso il Forzelon e dopo il primo tratto in discesa, all’altezza di una verde spianata, lo si lascia per traversare a sinistra aggirando i colli e restando in quota verso NE su qualche esile traccia ma essenzialmente a vista (ca.
1880 m) dirigendosi verso la base di un’evidente colata di ghiaie che scende da un canale sul versante SO del Pavionet ed incrociando la traccia che arriva a sinistra dalle malghe della Busa. 
Dal passo poco sopra il rifugio è possibile arrivare al punto citato con giro più ampio ed interessante seppur comporti una maggior perdita di dislivello. Si prosegue sul 812 in leggera discesa sino al valico del Forzelon (1894 m) per seguirlo quindi a sinistra perdendo ancora un’ottantina di metri sino ad un paletto con segnavia (1800 m). Si lascia il sentiero che svolta a destra e si rimontano a sinistra alcune labili tracce sull’erba che risalgono una serie di colli e ci si dirige verso la base della colata di ghiaie individuata da sopra.
Si traversa in costante ascesa puntando alla linea della dorsale S restando ben sopra la prima alta e verticale fascia rocciosa. A vista su ampie svolte ci si alza a sinistra sul verde pendio senza percorso obbligato e quasi raggiunta la fascia rocciosa soprastante si presentano due possibilità:
- a sinistra si risale una lingua verde che interrompe la fascia rocciosa e con alcune svolte la sormonta, a destra verso la linea della dorsale che si supera sin quasi alla base delle pareti sotto la cima oppure a sinistra risalendo diagonalmente il pendio e svoltando alla fine a destra accostando le pareti stesse ed aggirandole completamente sino al versante SE;
- si traversa ancor più a destra aggirando la fascia rocciosa sul versante SE ed entrando in uno stretto e ripido canalino che si risale su zolle e qualche scalinamento rimontando una spalla erbosa, si risale a destra della dorsale traversando qualche macchia di ghiaie ed aggirando l’ultimo sprone roccioso meridionale.
Dove la fascia rocciosa si interrompe lascia spazio ad un breve ma alquanto ripido pendio macchiato a metà strada da un alberello. Si risale con cautela a sinistra aiutandosi su qualche scalinamento e puntando alla pianta da cui a sinistra in leggero traverso sulla dorsale terminale (30 m – I-). La si rimonta su pendenze ora più modeste e si perviene finalmente sulla cima del Pavionet/Vette Piccole – vistosa croce in legno (2187 m – 1.00’). Ampia ed aperta vista sullo sviluppo della cresta, sulla sottostante Busa delle Vette, sul circondario di cime ed oltre a N verso il gruppo delle Pale di S. Martino.
Dalla vetta si prosegue a N lungo la cresta che si discende con facilità sino alla larga sella sottostante (2145 m) dove pervengono altre tracce, da SE come deviazione dal segnavia 812 che arriva dalla Valle di S. Martino, da O in salita dalle vicine malghe della Busa delle Vette. Si risale quindi integralmente la dorsale opposta rimontando in breve alla vicina cima del monte Piètena – sparuto ometto (2194 m – 0.20’).
Si prosegue a N sul filo in discesa su detriti sin sopra un intaglio della cresta. Si anticipa il vertiginoso salto sulla sinistra scendendo un breve quanto ripido canalino su zolle e ghiaie (10 m – I-) discretamente solido sino alla spettacolare apertura. La si accosta sul versante O da cui su una prima stretta e delicata cengia detritica alla base del grosso spuntone
oppure, un po’ più agevolmente, scendendo ancora per qualche metro e traversando su cengia poco più marcata su qualche scalino e detriti a riprendere oltre il filo della cresta (20 m). 
È possibile evitare il passaggio dell’intaglio scendendo a ritroso dalla cima per una metà della salita e traversando sotto la cima stessa a mezza costa su traccia tagliando il pendio ed alcuni tratti sulle ghiaie per riportarsi successivamente in ascesa verso la cresta. Variante più agevole seppur più monotona ad evitare i passaggi più delicati di cui sopra.
Lo sviluppo del percorso segue ora fedelmente la lunga cresta su buona traccia toccando in successione diverse alture sul filo con spettacolare linea tra i ripidi pendii a sinistra ed i verticali salti a destra in continui contenuti saliscendi. La cresta degrada agevolmente verso N lasciando infine spazio ad un ultimo pendio verde dove la traccia si perde ma ormai in vista del valico sul segnavia CAI. Si traversa una depressione erbosa e traversando gli ultimi zoccoli erbosi in falsopiano si risalgono gli ultimi metri ad incrociare il segnavia 801 AV2 presso il passo di Piètena - tabelle (2122 m – 0.40’).

Si segue il sentiero verso sinistra su larga ed agevole traccia in gratificante vista della sottostante Busa delle Vette e con largo aggiramento si scende ad incrociare la mulattiera che arriva dalle vicine malghe. In parziale ma costante risalita si perviene quindi al passo Le Vette Grandi ed in breve si rientra al rif. Dal Piaz (1993 m – 0.50’).
Dal passo è facilmente raggiungibile il vicino Col Cesta su facile e comoda traccia lungo la dorsale fino alla panoramica cima (2068 m – 0.20’ a/r).
Dal rifugio si ripercorre l’itinerario di salita seguendo le scorciatoie del segnavia (1.30’) oppure più piacevolmente ma lungamente percorrendo la mulattiera di servizio (2.00’/2.30’) sino al PP (1015 m).

Escursione lunga ma altamente gratificante che comporta comunque, oltre ad un sensibile dislivello, alcuni tratti faticosi nella risalita a vista sui ripidi pendii meridionali del Pavionet, di cui l’ultimo sotto la cima è il più delicato. Importante visualizzare dal passo sopra il rifugio le linee di ascesa sul versante S del Pavionet per valutare le migliori direttrici di salita dove comunque non esistono tracce. La percorrenza integrale della cresta, come descritta, presenta un tratto accorto presso l’intaglio dopo il monte Piètena che si è peraltro rivelato più solido di come possa apparire.
Il percorso va affrontato con adeguata esperienza su ripidi pendii erbosi e passaggi a volte minimali sul filo e pertanto da intraprendersi solo in ottime condizioni meteo e fondo asciutto.

Dal rif. Dal Piaz: 810 ad O per Busa di Cavaren/malga Monsampiano/passo del Pavione – 817 a NO per Vette Grandi/Col di Luna/Monte Pavione – 812 ad E per Forzelon/Pala Croce d’Aune/Valle di S.Martino
Dal passo di Piètena: 801 AV2 ad E per Piazza del Diavolo/forc. di Scarnia – 733 a NE per rif. Fonteghi – a N v.n. a Cima Dodici

2019
Danilo, Dario, Mattia e Michele
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