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relazioni

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Dolomiti - Brenta
Croz del Re v.n.
2494 m
Cunego-Malga d’Arza 1500 m
1160 m
6 h
F+ / pp. I
►►►►
malga d’Arza 1507 m – malga Loverdina 1805 m – malga Campa 1978 m

Percorso piuttosto lungo ma molto interessante che si addentra nella isolata zona della Campa con facile salita alla centrale piramide che punteggia la catena orientale.

Da Trento verso Mezzolombardo e la Val di Non quindi a seguire le indicazioni per Campodenno e Cunevo. Dal paesino seguire le tabelle per malga d’Arza che si raggiunge lungo una stretta rotabile ben mantenuta. Poco prima della malga si parcheggia sulle piazzole presso un ampio slargo (1500 m).

Si raggiunge ben presto la vicina malga d’Arza (1507 m) sul segnavia 370 e si prosegue sulla mulattiera sino alle tabelle che sulla destra e su terreno più ripido, portano a tagliare un ampio tornante della stessa e la riprendono più sopra. La si lascia definitivamente poco oltre per risalire pendii più ripidi nel bosco a raggiungere l’aperta e rilassante radura di malga Loverdina (1768 m – 0.50’).
I segnavia conducono oltre a risalire nuovamente nel bosco sino al bivio del sentiero per la Bocca degli Inferni da cui a sinistra sino ad una selletta che apre la vista verso malga Campa e le cime che la circondano. Si scendono le ripide svolte lungo un canale tra la vegetazione, un breve tratto in falsopiano ed un’ultima discesa che comportano una perdita di un’ottantina di metri prima di risalire brevemente sino alla panoramica malga Campa (1978 m – 0.50’).
Dalla malga si segue il segnavia 338 a SO che su pendenze contenute risale l’Alpe La Campa lungo la quale si alternano lunghi tratti di comoda risalita, qualche modesto saliscendi e qualche breve strappo. Si passa oltre il bivio di Alpe La Campa (2200 m) e sulla piacevole traccia lungo l’aperta valle si rimontano le ultime pendenze sino alla Sella del Montoz (2327 m – 1.10’).
La traccia evidente quanto bollata sale dalla sella e traversa lungamente a S alzandosi progressivamente verso il profilo della cresta soprastante – vecchio segnavia 337. Ormai a ridosso della stessa si risale un breve quanto ripido canalino sino alla forcella soprastante. A destra accostando le rocce si aggira una gobba rocciosa su passi minimali e qualche
esposizione (I) sin sotto una paretina appoggiata che si supera con facilità (I-). Una rampa detritica risale sino alla cresta e lungo una strettoia nella roccia ci si sposta sul versante opposto. Si segue per un breve tratto la facile cresta spostandosi sul versante orientale dove la traccia si alza più decisa su buoni passi. Si supera un salto roccioso (I) e
spostandosi a destra si accompagna la facile rampa successiva che in breve conduce alla madonnina sommitale del Croz del Re (2494 m – 0.45’).

A ritroso lungo il percorso di salita si raggiunge il canalino che abbandona la cresta e sul lungo traverso si scende alla Sella del Montoz (2327 m – 0.30’).
In caso di prosecuzione verso la non lontana cima del monte Corona giunti all’altezza della sella del Montoz si lasciano i bolli in discesa e si continua in falsopiano verso N su traccia a tratti labile sino ad intercettare il segnavia che sale dalla sella stessa (ca. 2375 m) – freccia rossa su grosso masso (v. relazione).
Dall’ampio valico si ridiscende la lunga valle percorsa in salita con i suoi falsopiani, qualche breve più ripida discesa e qualche saliscendi e si rientra alla spianata di malga Campa (1978 m – 0.50’).
Da questa una breve discesa quindi la faticosa quanto ripida risalita intermedia sino alla selletta di mughi ed a seguire la lunga discesa fino a malga Loverdina (1768 m – 0.35’).
Si continua riprendendo la mulattiera iniziale con qualche contenuto saliscendi a raggiungere malga d’Arza ed il vicino parcheggio (1500 m – 0.40’).

Percorso lungo ma altamente spettacolare che comunque presenta un PP già più alto di altre alternative e facilmente raggiungibile. I saliscendi lungo il percorso sono contenuti esclusa la sensibile e ripida discesa che anticipa malga Campa e che va tenuta in conto per il rientro. Il primo periodo autunnale è la stagione migliore per apprezzare i colori della vegetazione durante il percorso che va intrapreso in ogni caso con clima asciutto.
La salita alla cima non presenta particolare impegno tecnico con qualche breve passaggio appena esposto ma sostanzialmente su buona roccia.
Tabelle, ometti e segnavia presenti lungo l’intero percorso. La breve salita al Croz del Re è sempre logica e punteggiata da ometti e può essere combinata con quella ai non lontani Monte Corona, Cima della Sporata e Cima di Santa Maria (v. relazioni).

Da malga d’Arza: 368 a N per rif. Doss Quarta/rif. Genzianella/Terres
Da malga Loverdina: 330 ad O per malga Termoncello/passo Termoncello/Loverdina/Cima degli Inferni/lago di Tovel
Dal bivio prima di malga Campa: segnavia ad O per Bocca e Cima degli Inferni/Loverdina/sent. della Val Scura
Da malga Campa: 362 ad E per Bait de le Bale/Pozze di Lover/Lover – 363 a SE per malga Sporminore
Da Alpe La Campa: 369 a NO per Bocchetta di Valscura/malga Flavona/Val di S.Maria
Dalla sella del Montoz: 360 a NE per Bocch. Sporata/Cima della Sporata/Monte Corona/malga Sporminore/Sporminore - segnavia ad O per Cima S.Maria – 338 a S per malga Cavedago/malga Spora

2019
Bruno, Dario, Mattia e Michele
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