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relazioni

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Alpi - Giulie
Triglav v.n.
2864 m
Val Vrata 1000 m – Trenta 660 m
1900 m / 2300 m
9 h / 11 h
F+ / pp. I
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Aliazev Dom 1015 m-Triglavski Dom 2515 m-Dom Planika pod Triglavom 2401 m–biv. pod Luknjo 1480 m

Il Triglav, il Re delle Giulie Slovene, non è solo una montagna ma un vero e proprio monumento nazionale. Vengono proposti due differenti giri ad anello che presentano in comune la seconda parte di salita alla cima.

Nord - Da Tarvisio, transitando per Fusine in Valromana, si segue la SS54 fino al confine di stato. Si prosegue in Slovenia lungo la SS202 che, dopo la città di Kranjska Gora, diventa SS201 e all’altezza di Mojstrana si imbocca la strada 908 per entrare nella Val Vrata. La strada, prima asfaltata e poi sterrata, porta ad un ampio parcheggio oltre il quale vige il divieto di transito (1000 m).
 SudOvest - Da Tarcento si segue la SR646 di Uccea lungo la Valle dei Musi dopo il Passo di Tanamea si scende al confine di stato fino a Saga. Da qui si prosegue in direzione NE risalendo la Valle dell’Isonzo lungo le strade 203 e 206 fino a Trenta. Poco dopo il paese, all’altezza del 1° tornante a sinistra, si prosegue diritti su stradina sterrata per qualche centinaio di metri fino al divieto di transito (660 m).

 Nord - Oltre la sbarra situata in fondo al parcheggio ci si incammina sulla mulattiera che in pochi minuti porta al rif. Aljazev (1015 m). In direzione S si segue il corso del torrente Bistrica e si lascia sulla sinistra il sentiero che porta alla via ferrata Tominskova. Qui si trova un caratteristico monumento dedicato ai partigiani alpinisti formato da un moschettone
appeso ad un enorme chiodo da roccia. Si prosegue in falsopiano fino ad incontrare un secondo bivio, lasciando a destra un sentiero che sale nel bosco e raggiungendo un’area di massi (1171 m) alla base della Triglvska Severna Stena, una delle più grandi pareti dell’arco alpino. Si ignora a sinistra il sentiero Prag si attraversa ancora qualche tratto boschivo fino a sbucare su aride ghiaie (1420 m – 1.00’).
Queste si risalgono faticosamente ignorando le tracce di sentiero che verso destra conducono verso il biv. pod Luknjo e si raggiunge forc. Luknja (1756 m – 1.00’).
 SudOvest - Ci si incammina sull’ampia sterrata, in direzione E con segnavia 1, oltrepassando la contrada di Metoja e vari baiti a raggiungere due successivi bivi sulla destra, il primo per il rif. Zasavska Koca ed il secondo per il rif. Koca na Dolicu, che si tralasciano (ca. 1000 m – 0.45’).
Si continua seguendo sempre le indicazioni per forc. Luknia, ora in direzione NE, prima su mulattiera e poi su sentiero con pendenze più accentuate. Quando il bosco si è già diradato per lasciare spazio ai mughi e alle ghiaie si incontra un ulteriore bivio per il rif. Koca na Dolicu – sentiero di rientro (1450 m – 1.00’).
Proseguendo ancora per la traccia principale si giunge in breve a forc. Luknia (1756 m – 0.30’). 
  In forcella si trovano dei cartelli ed il punto di partenza della via ferrata Bamberg. Dopo un inizio piuttosto ripido ed esposto si scende attraverso uno stretto intaglio seguendo i bolli rossi in un lungo susseguirsi di cenge, gradoni e rampe dal fondo detritico. A tratti ci si porta in cresta e altrove si aggirano dei piccoli torrioni con vari saliscendi e alcuni brevi camini. La ferrata è necessariamente discontinua, rivelando tratti esposti sia a nord che a sud privi di attrezzature. Nei punti verticali più difficili i fittoni sono collegati tra loro con solidi cavi d’acciaio ma ogni tanto sono presenti nella roccia i soli fittoni alla slovena. Dalla cresta si scende per facile sentiero verso il circo glaciale Zaplanja con i resti del nevaio Flitscher che ancora resistono, soprattutto dove il fondo si apre con inghiottitoi di natura carsica e grotte anche profonde (ca. 2500 m - 2.00’).
Si supera la spianata in direzione della cuspide sommitale incrociando un sentiero che proviene dal rif. Koca na Dolicu. Si Prosegue in salita su ripide ghiaie fino a trovare i cavi grazie ai quali si compie in sicurezza un esposto traverso. Salendo per le rampe segnate dai bolli si arriva a forc. Triglavska skrbina separata dalla cima mediante la cresta meridionale (2660
m – 1.00’).
Senza scendere a SE, in direzione del rif. Dom Planika pod Triglavom, si affronta l’ultima fatica e si guadagna la panoramica vetta del Triglav (2864 m – 0.30’). In cima si trova una curiosa torretta metallica fatta costruire alla fine dell’ottocento dal parroco Jakob Aljaz e divenuta oggi simbolica.

 Nord - Si discende la cresta orientale lungo la via normale e si rientra per la Prag, chiudendo così il giro N. Dalla cima ci si incammina ad E e dopo pochi metri si trovano i cavi con cui è attrezzata la Schiena d’Istrice, ovvero una cresta affilata che unisce fra loro le sommità del Triglav e del Mali Triglav. In progressiva discesa fino alla sella che separa la cima principale dalla seconda e successivamente con una breve risalita fino a quest’ultima si calpestano rocce rese sicure dal cavo quasi sempre continuo ma molto scivolose per l’alta frequentazione della via normale (2725 m - 1.15’).
In discesa dal Mali Triglav si ignora il ripido sentiero che scende a S verso il rif. Dom Planika pod Triglavom e si continua lungo la ferrata in direzione dell’evidente rif. Triglavski Dom (2515 m – 0.35’).
Si scende aiutati nell’orientamento dai cartelli ed in un breve tratto verticale dalle attrezzature. Si prosegue attraverso un vasto altopiano verso le verticali pareti SO del Begunjski vrh (2350 m ca. - 0.35’).
Lasciata a destra la traccia che porta al rif. Dom Planika pod Triglavom si piega in direzione NO e si scende per comodo sentiero fino ad un bivio. Invece di procedere in quota, dove termina la ferrata Tominskova, si continua a scendere per il sentiero Prag incontrando successivamente due salti verticali. Il primo è più facile ed è attrezzato con soli fittoni mentre il
secondo è più difficile ma anche più sicuro per la presenza dei cavi. Con un ultimo sforzo si esaurisce il ripido sentiero e si chiude l’anello in corrispondenza dei massi fra i quali scorre il torrente Bistrica (1171 m – 1.15’).
Sul sentiero già percorso in salita si ritorna al parcheggio (1000 m – 0.20’).
 SudOvest - A ritroso sui propri passi fino alla forc. Triglavska skrbina, ancora in discesa sul traverso attrezzato e poi sulle ghiaie fino a tornare al margine E del circo glaciale Zaplanja finchè si incrocia il sentiero che proviene dal rif. Koca na Dolicu (ca. 2570 m – 0.50’).
Lo si segue con qualche saliscendi in ambiente carsico spettacolare, con panorami superbi verso il Kanjavec, fino al bivio che anticipa di pochi minuti il rifugio (2160 m – 1.00’).
Si scende ora una mulattiera della grande guerra rimanendo alti sopra la valle, si tralascia un bivio che permetterebbe di accorciare il rientro ma su sentiero parecchio accidentato, fino ad incrociare il sentiero percorso all’andata (ca. 1450 m – 1.20’). Nuovamente a ritroso sui propri passi fino al PP (660 m – 1.30’).

La salita al Monte Triglav è molto lunga e faticosa se effettuata in una sola giornata. I tanti rifugi che si trovano nei dintorni permettono di dividere in due giorni la salita.
Il punto di raccordo tra i due itinerari è forc. Luknja da cui la salita in comune lungo la ferrata Bamberg. Questa è il percorso escursionistico più difficile ma non è il solo. Infatti la possibilità di raggiungere la cima da diversi sentieri consente di evitare molti tratti difficili ed esposti pur rimanendo obbligate le difficoltà degli ultimi 300 metri sulla cresta meridionale e/o sulla Schiena d’Istrice. I tratti di arrampicata libera sono pochi e non oltre il I grado.
Un’insidia può essere data dalla presenza di neve ghiacciata o verglas anche in estate all’interno di alcuni canali dove non arriva il sole. In tal caso si rende necessario l’uso di piccozza e ramponi. In caso di nebbia o nuvole basse l’orientamento può essere assai problematico specialmente nei grandi spazi aperti sotto la cuspide sommitale (Zaplanja a SO e Triglavski pod a N).
La salita da Trenta, vista la lunghezza ed il dislivello, è riservata ad escursionisti molto allenati. Il rifugio Koca na Dolicu infatti è un punto di appoggio che serve solo a spezzare la discesa a meno che non si voglia intraprendere l’escursione nel senso contrario, eventualità assolutamente sconsigliata perché significherebbe dover fare la ferrata Bamberg in discesa.

Da forc. Luknja: a N o dal vicino bivacco a NO per Gamsovec, Kriz e Stenar - a SO per Valle di Zadnjica - a S-SO per Valle dei Sette Laghi o per rif. Zasavska koca na Prehodavcih - a S per rif. Koca na Dolicu - a SE per rif. Dom Planika pod Triglavom - a NE per rif. Dom Valentina Stanica.

2019
Giulio, Dario e Maurizio
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