Alba dolomitica dal Fond de Ruseco

Alba dolomitica dal Fond de Ruseco

NEWS dalla redazione

Ambienti - relazioni

    Veliko Spicje (Alpi-Giulie)  NEW
Interessante percorso di cresta a cavallo fra la Val Trenta e la Valle dei 7 laghi collocato interamente in territorio sloveno e che conduce sulla cima del Veliko Spicje.
    Jalovec (Alpi-Giulie)  NEW
“...i miei sguardi si fissarono come stregati sul Jalouz: due creste taglienti e selvagge, che in uno slancio vertiginoso, sopra muraglioni tremendi, s'univano nel cielo a formare un cono ardito e acuminato" (Kugy J., 1967).
    Fanes di Mezzo-Fanes Nord vv.nn. (Dolomiti-Fanes)  NEW
Combinazione di due cime per niente frequentate dove regna l’isolamento e che richiede fatica ed attenzione per l’ambiente precario e detritico.
    Cengia della Caccia (Dolomiti-Sesto)
Spettacolare percorso di croda poco frequentato letteralmente sospeso sopra la Val Campo di Dentro che traversa la parete occidentale della Lavina Bianca e del Lastron dei Scarperi in un susseguirsi di sorprendenti vedute.
    Sasso Toanella (Dolomiti-Zoldano)
Cima centrale della maestosa triade del Bosconero. Torre elegante ed ardita, mostra ad E il suo lato vulnerabile ed è su questo versante che si sviluppa l’articolata via normale.
       

Cento sentieri: 1915-2015 

Potremmo dedicare un sentiero particolare per ogni anno trascorso ormai dalla Grande Guerra.
Cento sentieri, seppur in realtà siamo molti di più, a testimonianza di un evento così tragico, così devastante, così tremendo. Chissà se, in mancanza di un tale conflitto, le nostre montagne avrebbero potuto essere diverse. Risulterebbero meno importanti oppure meno interessanti?

Sul primo tratto del Sentiero DibonaChi conosce le Dolomiti probabilmente non ha dubbi. Restano in ogni caso un patrimonio della natura spettacolare. Ma la tragica ironia della storia, come talvolta accade, le ha accomunate a qualcosa di cui tutti avrebbero fatto volentieri a meno. Tutti... esclusi coloro che non hanno esitato a condannare intere generazioni di gente umile, semplice ed amante delle proprie vallate ad un destino, a dir poco, infame. Come l'animo, se ce ne possa essere stata traccia, di quelli che in nome di mire belligeranti si sono dissetati alla fonte della stupidità, dell'egoismo, dell'abominio.
Come ogni conflitto che purtroppo la storia testimonia con le proprie cicatrici.

Le nostre montagne, così uniche e spettacolari, sono ormai indissolubilmente legate a tutti i tragici eventi della Grande Guerra. Ne portano tutti i segni, le ferite, i ricordi, di ogni tragico scontro che le hanno viste protagoniste, loro malgrado, per quei bui e tristi anni.

Percorrendo i tantissimi sentieri che conservano traccia di quelle vicende ci si immerge nella storia. Oltre la lettura di un libro, si assorbe l'ambiente che ha accolto la vita e la morte di tante persone. Le mulattiere, le fortificazioni, le gallerie, i sentieri d'arroccamento fanno parte del vestito dei pendi, delle pareti, delle cime. E non muta la struggente sensazione che ci pervade neanche quando ritorniamo per l'ennesima volta sugli stessi passi, sugli stessi luoghi.

Dedica alla terra 

Capo Seattle della tribù SuwamishNel 1854, l'allora presidente degli Stati Uniti d’America fece un’offerta ai pellerossa Suwamish per acquistare il vasto territorio su cui vivevano promettendo loro la concessione di una riserva indiana. Seattle, il Gran Capo della tribù, rispose con una delle più belle e profonde dichiarazioni d’amore alla natura ed all’ambiente che un uomo abbia mai fatto. Parole che lasciano una profonda emozione.

Il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra. Ma come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L’idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell’aria, lo scintillio dell’acqua sotto il sole, come potete chiederci di acquistarli? Ogni zolla di questa terra è sacra per il mio popolo. Ogni ago lucente di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma dei boschi ombrosi, ogni radura ed ogni ronzio di insetti è sacro nel ricordo e nell’esperienza del mio popolo. La linfa che scorre nel cavo degli alberi reca con sé le memorie dell'uomo rosso.

Vajont 1963 - 2013 

La frana del Monte Toc sul Vajont

Cinquanta anni. Ne sono passati tanti da quel tragico 9 ottobre.
Avevo solo sette anni... nella mia completa e naturale ignoranza non potevo capire, comprendere. Ma nella crudezza delle immagini tv, in uno sgranato bianco-nero, la cosa mi ha lasciato il segno.
Ogni volta che passavo e che continuo oggi a passare per Longarone non posso non osservare la stretta sagoma della diga ed a pensare cosa possa essere stato quella sera... ed i giorni successivi.
Copro con lo sguardo la valle ora industrializzata e mi chiedo quanto esteso possa essere stato il vecchio paese che vi sorgeva, con le sue anime, le sue famiglie, vecchi, bambini...

Presentazione del SomariTeam 
Ciao e bene arrivati nel sito del SomariTeam. Da ora è più ricco. 

Tecnicamente questo è un sito di montagna ed infatti nelle varie sezioni troverete relazioni tecniche, foto, ecc... che vi aiuteranno a scegliere, immaginare o vivere escursioni a tutti i livelli, dall’escursionismo invernale alle salite estive; con esperienze su tutto il nord est e con difficoltà che vanno dal semplice escursionismo all’alpinismo "facile" e non.