Gli aneddoti, le esperienze, le riflessioni, i diari,... il nostro io.

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Strada Sanmarchi 2012-13

Scritto da michele.

Strada Sanmarchi - Marmarole

...E’ il momento più emozionale, attorno al fuoco e avvolti dal buio. La luna piena, che nel frattempo si è spostata ad ovest dietro il Mescol, disegna dei magici chiaro-scuri sulle pareti del Meduce. I nevai soprastanti sembrano illuminarsi e la sensazione di essere nel posto giusto nel momento giusto è ormai assodata...

 ...Sopra il canale ci calmiamo. Ora servono le gambe ed il fiato.
L’ambiente è bellissimo con i primi animali che ci tagliano il sentiero, le prime macchie di neve sui sassi e le inesorabili ghiaie da risalire.
La traccia è buona ed il freddo aggrappa i sassi, li rende meno mobili al passaggio, ma la salita alla forcella non termina ancora...

Un nostro racconto, su una due giorni praticamente perfetta. La consapevolezza di aver vissuto un'esperienza tanto genuina quanto unica tra amici più che frequentatori della montagna. Tra amici unici. Strada Sanmarchi 2012-2013 

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1972-2013 - Cime d'Auta

Scritto da michele.

Primo campeggio in montagna, primi sentieri, prima ferrata e prima cima. Iniziò così oltre quarant'anni fa la mia frequentazione montana nell'occasione di un campeggio a forcella Lagazzon (Caviola). E' un ricordo che conservo ancora fresco anche perchè sono legato a questi luoghi ed alle montagne della zona in maniera particolare.

Forcella Medil sulla Paolin-Piccolin

Questa è l'istantanea (quasi foto d'epoca) che spesso mi torna in mente sulla forcella del Medil tra i due tratti della ferrata Paolin-Piccolin alla cima d'Auta est. Affrontata da tutti noi - accompagnati naturalmente! - con iniziale spavalderia ed ignoranza della cosa, dettata dall'incoscienza adolescenziale, ma ben presto spazzata via dall'impatto della via. Per noi neofiti un bagno d'umiltà suffragato dal silenzio assoluto che ci ha poi accompagnato fino in cima.

Era uno degli obiettivi del 2012, tanto per festeggiare l'ultradecennale visitazione, ma purtroppo è saltato. Per quest'anno puntata d'obbligo, anche perchè la relazione necessita di foto digitali aggiornate...

2013 - E così è stato!
Non programmata veramente, quasi una scommessa, un azzardo ma riuscita quasi in maniera perfetta non fosse per la mancanza di pochissime persone. Eravamo in nove in luglio, frazionati negli arrivi alla baita dei Cacciatori dove ci siamo fermati a mangiare e dormire in un luogo non tanto spartano quanto 'montano'.

Saliti tra le nuvole e qualche scroscio di pioggia ma con la prospettiva di passare una piacevole serata in compagnia, noi soli con Rino e la sua gatta che di notte girovagava tra le brande simulando una ventosa stile alien sul viso dello sherpa.

Al mattino accompagnati da un sole quasi perfetto le cime d'Auta sono state tutte per noi, la ovest, la est, i panorami, i silenzi, se di silenzi si può parlare con una carovana di disturbati...
Le scariche di sassi sulla digressione alla cima occidentale sono state solo un momento di disturbo nella giornata, secondario. La seconda parte ha regalato profili rocciosi e cenge aeree sulle quali si diluiva un gruppo di amici che ancora una volta assorbiva la roccia, l'aria e ne contornava i colori con le vedute alle spalle.

La discesa sui verdi prati che si inframmezzavano tra le scure rocce vulcaniche della cresta hanno solo anticipato la splendida conca col laghetto del Neghèr quasi a chiudere la giornata con poesia. Ma anche il rientro sui prati sopra Col Mont non sono stati avari di luce con le tardive fioriture a coprire di chiari colori un verde ancora intenso.

Tutto bene quindi. La giornata perfetta, anzi... la montagna perfetta. Quella giusta combinazione che un marinaio chiamerebbe la tempesta perfetta. Quando luce, rocce, colori, ombre sono tutt'uno con l'anima di chi in quel connubio perfetto ci si è trovato a... fare montagna, come direbbe uno dei somari.

Agosto 2013 - Somari sulle Cime d'Auta

 

19-20 agosto 2013 - Cime d'Auta

 

Enrico - Sebastiano - Gianni

Luca - Serena - Gianni - Michele - Mauro - Livio

 

Signori, è stato un privilegio!

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Pochi passi ancora - Bianco

Scritto da michele.

Pochi passi ancora - Bianco...ci ferma subito. E’ sofferente ed ora, nel buio appena rotto delle lampade, si vede bene. Male… sto male per lui. Mi dispiace un casino. Penso abbia voluto almeno partire per… invogliarci ad andare, come per rendersi almeno complice dell’avvio.
Ma si vede e si avverte la sua sofferenza e la sua delusione. Dice di sentirsi la febbre, gli rispondo solo di rientrare, di riposarsi e di stare tranquillo che noi proviamo ad andare avanti. 
Non sono tranquillo, per niente...
Vividi ricordi a distanza di tanti anni di un'esperienza unica  Pochi passi ancora - Bianco Pochi passi ancora - Bianco 

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Passo dopo passo - Antelao

Scritto da mauro.

Passo dopo passo - Antelao

...siamo alla seconda delle laste e qui il pendio si fa più ripido ed esposto; procediamo ad attrito sulla roccia ruvida. Ogni tanto mi giro e controllo la situazione. Vedo che tutti procedono abbastanza compatti anche se si notano i segni della fatica. Gig e Renato sono tra i più provati ma tengono bene.
Nino e Valter chiudono la fila ed allora ogni tanto, girandomi verso Claudio che mi segue come un ombra, comunico che non è il caso di lasciare Nino e Valter per ultimi, cosicché o Claudio stesso o Gig o Max provvedono a rimettere al centro i nostri due amici un po’ meno esperti.

Un racconto di Mauro, una sua spogliazione dell'anima al cospetto del Re. La sua lettura fa conoscere l'autore tra le onde delle sue sensazioni tra le rocce: ...Passo dopo Passo - Antelao
Mauro lo dedica ai Somari e di questo possiamo solo ringraziarlo.

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Salendo in vetta - Pelmo

Scritto da mauro.

Salendo in vetta - Pelmo

...Tanta è la fatica che m’incammino verso la vetta senza neanche pregustare, come avviene sempre, il piacere di raggiungere la cima. Semplicemente non vedo l’ora che finisca questa sofferenza e che possa sedermi a recuperare. Quando giungo però a venti metri dalla vetta, nascosto da una lama di roccia, mi fermo...
Un altro racconto di Mauro che ci parla di una montagna tanto mitica quanto maestosa ma soprattutto dell'amicizia che può nascere e crescere tra chi condivide esperienze comuni. ...Salendo in vetta - Pelmo  (all'amicizia) Salendo in vetta - Pelmo 

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Perché coi "Somari"

Scritto da mauro.

Mi sento il dovere/necessità di esprimere alcune considerazioni; sono l'ultimo arrivato, senza presentazione, con alcuni ci siamo visti una volta, con altri più spesso, eppure......
...eppure... coi "Somari" sto bene... e io non sto bene quasi mai; qui... sto bene, perché? ...me lo chiedo; perché è gente, persone, Uomini, che hanno tutti una cosa in comune (e il nome "ironico" lo certifica) ...l' UMILTA'. La cosa più affascinante che può appartenere all'Uomo. I "Somari" sono persone, Uomini,... umili e per questo grandi.  Gente alla ricerca prima che di un sentiero, di emozioni, di feeling, di condivisione, di Amicizia Vera, senza maschera, senza frasi fatte, convenzioni, luoghi comuni, banalità; niente di tutto questo.
Così ti può capitare di fare un'escursione di  sette ore e alla fine dividersi in tre gruppi perché ognuno ha idee e energie diverse ritrovandosi alle macchine tutti assieme come non ci fossimo mai divisi. Così ti può capitare di bere un goccio di vino in vetta con uno che non ha mai bevuto in vita sua e allora quel vino diventa altro... diventa empatia.
Così ti può capitare di partire da casa e sentirti uno straccio per quello che ti sta succedendo attorno ogni giorno, e coi "Somari" riguadagnare fiducia alla Vita. Così ti può capitare di pensare che puoi star bene anche essendo semplicemente te stesso.

Il nostro è un piccolo gruppo ma, come ho già detto, è semplicemente Vero. Sta solo a noi non inquinarlo con nulla e nessuno che non meriti l'Uomo. Sono l'ultimo arrivato, e... spero solo di tornare un po' del tanto che mi arriva.

Per finire... si... i "Somari" sono quattro generazioni che camminano assieme, a dimostrazione di quello in cui ho  sempre creduto: l'Anima non ha età.

con stima, Mauro
(sherpa61)