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relazioni

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Prealpi - Friuli
Paredach
1840 m
Poffabro-Villa S.Maria 590 m
1450 m
7 h
F+ / I
►►►►
nessuno

Integrale della cresta che collega forc. Racli a forc. Capra e che si sviluppa lungo le varie alture del Paredach. Percorso impegnativo senza riferimenti e scarse tracce. Contenute le
difficoltà tecniche ma il carattere selvaggio ed isolato prevede orientamento, confidenza e buona preparazione. Collegamenti con la cresta del Rodolino e con la normale al monte Raut. Da evitare nei periodi caldi ma attenzione ai residui nevosi sul versante nord.

Da Maniago per Poffabro e quindi poco più sopra alla frazione di Villa S.Maria dove si parcheggia qualche metro prima della indicazione Taviela (590 m).

Proseguire lungo la strada per pochi metri: il sentiero di accesso non è segnalato se non con un bollo su un sasso verso il pendio a sinistra e poco sopra una tabella con indicazioni comunque seminascosta dalla vegetazione. Meglio seguire la sterrata per due curve quando a destra solo un segnavia sbiadito indica la deviazione d’entrata nel bosco. Da subito il
sentiero 968 sale ripido su stretti tornanti e traccia ben disegnata sino quasi a lambire una prima fascia rocciosa sulla sinistra. L’ombra del bosco aiuta e questo favorisce il riparo per un lungo tratto. Intorno ai 1000 m. la vegetazione dirada per scomparire poco sopra all’ombra di un ultimo albero prima di puntare direttamente alla base della parete soprastante.
Inizia ora una lunga serie di stretti tornanti aperti fin sotto la parete che si asseconda verso destra a tagliare uno stretto e ripido canale. Oltre questo sopra un pulpito erboso a destra del crinale e con le ultime svolte ci si porta allo stretto intaglio con targa della forc. Racli (1590 m – 1.50’).
Valicata la forcella, dove peraltro è più comodo sostare, si scende qualche metro per risalire a sinistra - ovest il primo facile pendio sul crinale e dove la traccia è ancora marcata. Seguendo il comodo filo ci si porta alle prime intermedie alture che si susseguono e si monta presto sulla cresta panoramica con le spettacolari vedute del Paredach davanti ed il Rodolino dietro. Si supera la prima altura per scendere qualche metro e proseguire l’ascesa ora più sensibile ma sempre comoda ed aperta fino alla cima del successivo monte Ortat (1670 m – 0.15’).
La sua cima si sviluppa per qualche metro in una cresta larga e pianeggiante per digradare poi lungo un pendio più ripido e dove la debole traccia non si fa mai mancare. Alcuni passi volgono di poco sotto il versante sud dove risultano più agevoli. La linea di cresta è disegnata davanti a noi dal profilo delle prossime anonime alture che precipitano verticalmente a
meridione. La prima si raggiunge presto ancora su traccia intuibile per calare nuovamente sulla sottostante forcellina. Qui un salto di tre metri su una liscia placca viene agevolato da una fune ancorata su uno spuntone roccioso. Per evitare il salto è possibile poco prima digradare a nord scendendo a costeggiare la roccia per risalire l’esigua forcella.
Oltre questa si sale un ripido pendio tra le rocce e dove la pendenza spiana in una zona di grossi mughi si cala appena a sinistra per evitarli e risalirne subito il pendio opposto. Oltre una successiva cimetta si cala ancora tra i mughi restando invece sul crinale per lasciarlo di poco a sinistra tra le piante e costeggiare la vegetazione su percorso da individuare. Qualche minuto ancora sulla debole traccia tra i mughi per uscirne poco oltre dove un ometto segnala l’ennesima cima intermedia (1760 m). Ora è ben delineata la successiva risalita in parte rocciosa che porta al Paredach ma che bisogna ancora approcciare con una breve discesa. Sempre sul filo ad aggirare rocce e mughi si cala alla successiva sella che si raggiunge celermente. Si lascia a sinistra la prima fascia rocciosa traversando sul versante nord. Dove le rocce invitano si può arrampicare facilmente e direttamente puntando verso l’ultimo crinale alla cima, oppure seguendo la base delle rocce accostarle lungo una stretta cengia sin dove il pendio si fa più ripido e con gli ultimi passi porta velocemente in vetta del Clap del Paredach (1840 m – 1.15’).
Dalla cima è ben visibile la successiva altura che in realtà è di qualche metro più alta. Si scende tra rocce ed anfratti con cautela per pochi metri ed oltre a risalire una più comoda traccia sino alle ultime svolte in falsopiano lungo la terminale cresta alla cima (1854 m). Oltre questa in decisa discesa tra i verdi verso ovest dove poco sotto è ben visibile la prosecuzione del sentiero. Pochi ripidi passi su scalinamenti poco marcati consentono di approcciare, senza toccare, una stretta forcellina da superare con un salto sul torrione opposto dove ci sono i resti di una vecchia teleferica. Ancora alcuni saliscendi ma contenuti ed aperti e man mano alle nostre spalle si apre la maestosa parete sud ovest del Paredach. La cresta si sviluppa lungo l’ultimo crinale e terminae presso una selletta poco sopra forc. Capra (1824 m – 0.30’).

La forcella è raggiungibile a destra, in caso di mancato innevamento, scendendo per pochi metri verso nord per riprenderla poco oltre. Più comodo invece lasciare le rocce a sud e scendere direttamente sul sentiero che la approccia qualche metro sotto presso un secco tornante. Scendere il sentiero 967 ora marcato e segnalato sul ghiaioso crinale e quando la traccia devia nel canale di destra, presso una piccola tabella, si prende il ramo di sinistra 967A che taglia in discesa un verde e lungo traverso sui prati. Quando il sentiero raggiunge un canale di ghiaie lo si segue a lungo nella sua linea diretta seguendo le lingue più agevoli e divertenti oppure su scalinamenti meno comodi sui lati. Accostare molti metri sotto un salto roccioso e seguire i segnavia al limitare del bosco che si costeggia ancora su ghiaie per un buon tratto. Il canale devia appena a destra per calare e terminare più sotto dove il sentiero, presso l’incrocio col 899 sentiero Frassati, ritorna finalmente più comodo, stabile ed all’ombra (850 m - 1.20’).
Piacevolmente nel bosco si scendono tratti appena ripidi ma comodi, si toccano due piccoli guadi dove l’acqua offre una piacevole sosta. Dopo un buon tratto dove il sentiero è contornato da muretti a secco si accosta a pochi metri uno spiazzo con parcheggio dove termina una stradina. Senza proseguire per il sentiero montare sulla stradina per pochi minuti e
lasciarla nuovamente per i segnavia a sinistra. La ben disegnata traccia passa poco sopra Case Rioni ed in falsopiano nel bosco e senza fatica riporta sulla strada che arriva da Poffabro qualche centinaio di metri prima del parcheggio di Villa S.Maria (590 m – 1.00’)

Tratto intermedio della lunga dorsale che collega il monte Raut con i Tubers e sella Multrin passando per forc. Capra, Clap del Paredach, Ortat, forc. Salincheit ed il monte Rodolino per uno sviluppo complessivo di ca. 9 km. ma che può essere percorsa parzialmente con varie opzioni. Il tratto oggetto della presente escursione è il più selvaggio e meno praticato di tutta la dorsale e da questa considerazione nasce la soddisfazione e la consapevolezza di aver calpestato una cresta che conosce poche orme umane.
Non ci sono segnavia o indicazioni lungo il percorso in cresta se si escludono gli ometti sulle cime e qualche altro peraltro su tratti obbligatori. Rari ed isolati vecchi bolli rossi possono solo confermare la giusta direzione ma per niente distinguibili da lontano. Abbastanza logica la progressione sulla cresta e sugli spazi aperti mentre su alcuni brevi tratti tra gli alti mughi
bisogna ricercare ed interpretare la migliore traccia al suolo. Sia il salto dopo la discesa dall’Ortat che la paretina sotto il Clap sono ovviabili con leggere deviazioni ma comunque non
presentano particolari difficoltà. Alcuni passi su terreno carsico richiedono attenzione sui salti tra le rocce.
Scorta d’acqua essenziale in giornate calde se l’innevamento è assente. Il dislivello indicato tiene sempre conto delle varie salite intermedie.

Da forc. Racli: ad E per sent. alpinistico al Rodolino / forc. Salincheit – a N 968 casera Valine Alta
Da forc. Capra: ad O per Monte Raut – a N 967 per lago di Selva
Dal bivio sotto forc. Capra: a destra 967 per forc. Pala Barzana

2014
Serena, Alessandro, GianniS, Luigi, Mauro, GianniM e Michele
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