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relazioni

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Prealpi - Friuli
Fara
1342 m
Andreis-Bosplans 524 m
740 m
4 h
F
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cas. Monte Fara 954 m

Percorso ad anello che risale la dorsale nord-est del monte Fara, prima propaggine sopra la pianura friulana. La sua posizione ne fa un balcone panoramico strategico. Se ne consiglia la percorrenza con clima fresco in giornate terse quando è possibile spaziare dalle prealpi Carniche e Giulie, all’Alpago e Dolomiti.

Dopo Maniago sulla SS 251 della Val Cellina e subito dopo la galleria del monte Fara, a destra per Andreis. Alla deviazione per il paese continuare a destra per Bosplans e forc. Pala Barzana. Oltre l’abitato per pochi minuti e qualche curva, dopo un secco tornante a destra si parcheggia al successivo in uno spiazzo dove parte una carrozzabile a destra (640 m).

Dal parcheggio si prosegue sulla carrozzabile (interdetta al traffico) per pochi metri sino ad una tabella CAI a sinistra dove il percorso 962, ancora ampio, si inerpica con ripidità dentro il bosco trasformandosi presto in largo sentiero. Pochi minuti di risalita e con qualche curva si arriva alla vicina forc. La Croce (756 m – 0.15’). Storicamente l'antico ed unico collegamento tra la Val Cellina e la pianura maniaghese.
Si sale subito a destra appena qualche metro prima della forcella seguendo il segnavia 983 sul comodo camminamento tra gli alberi. La risalita anche se costante non è mai troppo ripida e segue lungamente la dorsale tra le due valli senza lasciare peraltro visuali sulle stesse correndo entro la vegetazione. Con costanza ora lungo il segnavia disegnato con tranquilla linearità nel suo sviluppo avvicinandosi a volte al ripido pendio a sinistra senza peraltro posarvi il piede. Dopo una breve digressione a destra sotto alcune rocce ci si porta sopra una finestra tra gli alberi in prossimità del versante meridionale dove ci si si affaccia sul vicino Jof di Maniago. Si rientra nel verde ancora una volta per un'altra risalita appena più ripida e con qualche facile passo appena scalinato, dopo poco ci si affaccia su una selletta con ampio panorama sulla piana sottostante e fino al non lontanissimo Adriatico. Ora il
prosieguo scorre sulla linea di cresta per lunghi tratti all'aperto. Siamo nei pressi dell'anticima dalla quale è intuibile la sagoma dell'altura principale con l'appena sottostante croce di
vetta, oramai poco lontana (1250 m – 1.10').
Il tratto seguente scorre fluido con i ripidi dirupi erbosi a sinistra ma su chiara e ben disegnata traccia. Solo in caso di neve alcuni passaggi vanno affrontati con cautela e verifica del fondo. Si aggirano alcune roccette ora a destra ora a sinistra ed in altre occasioni vanno sormontate. L'ascesa finale va affrontata ancora dentro il bosco e dopo le ultime piante si sormonta la larga spianata della cima del monte Fara (1342 m – 0,50').
Dalla cima principale è comunque preferibile dirigersi poco oltre a sud verso la croce che, seppur più bassa, offre uno spettacolare salto sulla sottostante diga ed il bacino di sbarramento sul Cellina di Ravedis oltre alle alture dei dintorni a partire dai vicinissimi Jof di Maniago, Raut e Resettum, a tutto lo spartiacque dell'Alpago, alle Dolomiti a nord fino alle
lontane prealpi e alpi Carniche e Giulie, quindi alla pianura friulana con l'Adriatico a chiuderla.

Dalla croce si torna alla cima principale e si prosegue verso la ovest scendendo verso il prossimo colle oltre il quale una piccola tabella su un albero indica la deviazione (segnavia bianco-rossi e bolli rossi) per la discesa verso la casera del monte Fara 1310 m – 0.15'). Prima di rientrare vale comunque la pena proseguire per qualche minuto ancora in cresta a
salire il successivo colle dal quale ammirare il panorama sulle cime dell'Alpago e la vicina Pala d'Altei.
Sullo stesso segnavia il sentiero 983 continuerebbe lungamente sulla dorsale ovest a scendere e terminare sulla strada (loc. Molassa) che riporta verso Andreis/Bosplans, seppur ad altitudine inferiore al parcheggio - per questa variante consigliate due vetture. Ritornati al bivio si seguono i segnavia sugli alberi, anche se alcuni alquanto sbiaditi ma utili in caso di neve. Si taglia nel bosco in piacevole discesa mai diretta ma costantemente a nord fino a sbucare dalla vegetazione poco sopra la casera. Seguendo le ultime tracce ci si abbassa ulteriormente e ci si ferma per una piacevole sosta alla casera del Monte Fara (954 m – 0.30').
La casera offre un ampio locale aperto con tavolato e caminetto con alcune provviste eventualmente per necessità e questa generosa ospitalità va ripagata col massimo rispetto nell'usufruire del ricovero. Dalla casera si percorre la stradina di servizio dalla quale, poco dopo la prima curva a sinistra, stacca una eventuale scorciatoia nel bosco. Consigliamo invece di seguirla nella sua interezza per godere del fine escursione ammirando le bastionate del Raut oltre che la sottostante amena conca di Andreis. Un successivo ampio tornante verso destra ci indirizza definitivamente verso est sino al parcheggio (640 m – 0.20').

Escursione che risulta consigliata e suggestiva se effettuata nel tardo autunno-inizio inverno, sia per la profondità del bosco spoglio, per l'ampiezza dei panorami con giornate terse, sia perchè in altre stagioni il percorrere queste vallate risulta faticoso e predisponente all'incontro con le zecche. Il percorso prevede una lunghezza di circa 7 km.

Da forc. La Croce: 983 ad E per Jof di Maniago / 967 per forc. Pala Barzana / 967 a S per Val S.Antonio-Ponte Ravedis

2013
Luigi, Mauro e Michele
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