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relazioni

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Prealpi - Valsugana
Vallon delle Dodici - Cima Dodici - Vallon delle Trappole
2336 m
Borgo Valsugana-Olle-Prae 700 m
1700 m
7 h
F+
►►►
biv. Busa delle Dodese 2050 m

Percorso lungo dal consistente dislivello che risale il faticoso Vallon delle Dodici, sale alla cima Dodici e traversando per l’omonimo bivacco, rientra per il parallelo ed impegnativo Vallon delle Trappole. Il giro presenta difficoltà su terreno spesso smosso ed a tratti viscido. Brevi tratti attrezzati ed alcuni salti rocciosi lungo il tracciato. Accogliente e ben tenuto il bel bivacco prima della lunga ed estenuante discesa.

Dalla Valsugana prima di entrare a Borgo si devia per Olle e quindi verso la Strada del Dosso che si lascia a sinistra sull’indicazione del primo tornante. All’altezza del quarto, a sinistra e segnalato da tabelle, presso una comoda radura si parcheggia in loc. Prae (700 m).

Si prosegue sulla stradina bianca rientrando su un tratto asfaltato che, con qualche curva, conduce presso una tabella dei sentieri – segnavia 211. La traccia ben segnalata e su chiaro camminamento si addentra nel bosco su pendenze già significative. Sale costante tra alberi e piante ed a seguire un buon tratto dove l’erba tende ad invadere il sentiero tra la
vegetazione più contenuta. Se ne esce solo più in alto dove si incrocia un canale di rocce e sfasciumi (ca. 1000 m), parte bassa del Vallon delle Trappole. Si risale cercando i passi più solidi ma sempre accompagnati dai segnavia lasciando poco sopra il canale per una traccia a destra tra il verde ed in breve al grosso masso del bivio: a sinistra si sale per il Vallon delle Trappole ed a destra la nostra salita sul 231 per il Vallon delle Dodici (1100 m – 0.50’).
Su ripida traccia si risale la lingua di detriti a ridosso del costone a destra per abbandonarla presto tra i mughi deviando verso ovest e traversando nel bosco. Tra le radici delle piante ed inizialmente in stancante falsopiano ci si allontana dal vallone aggirando un grosso costone boscoso e successivamente scendendo una trentina di metri per calare nel largo ed ombroso vallone, visibile solo all’ultimo istante. Se ne inizia la risalita tra rocce ed erba sul lato sinistro quindi traversandolo presso un grosso masso con l’indicazione dell’ultima acqua disponibile lungo tutto il percorso. La traccia ora si apre e diventa, seppur ripida, più costante e solida. Si risale una pendio morenico poco sopra un largo canale sotto le alte pareti ed una cupa fenditura. Con una serie di svolte si approcciano infine le prime attrezzature a fianco della parete di destra dove è utile indossare almeno il casco (1400 m – 1.00’).
Rasentando la parete lungo le funi si guadagnano presto parecchi metri sormontando un piccolo facile salto di roccia e rientrando sul canale a monte della citata fenditura. Si risale lungamente la parte destra del canale sempre su ottima traccia per traversare a sinistra sopra un grosso spallone che sovrasta il canale appena risalito. Si entra nella parte mediana del Vallon delle Dodici da cui è possibile intravvedere la lontana croce dell’ominima cima. Ci si addentra ora nel canale tra grandi massi seguendo i segnavia e cercando i passi più agevoli. Una scivolosa calata nel canale, parzialmente franata, può essere evitata a destra su alcune roccette appena esposte ma che in ogni caso riportano sul canale di sfasciumi, qui stretto tra le pareti e dal fondo poco agevole. Superata la strettoia ci si dirige sul lato sinistro dove si apre la parte alta del vallone e la progressione diventa poco più solida e dove sono spesso presenti residui e compatti nevai che possono richiedere l’uso dei ramponi.
Tra i mughi ed i sassi ci si discosta dalle larghe ghiaie centrali e si giunge sotto uno stretto canalino ben appigliato per una sessantina di metri, chiuso sopra da una breve paretina umida ed attrezzata per pochi metri. Ci si districa ancora fra i sassi e si imbocca un ennesimo canale, meno ripido ma stretto, dove la stabilità dei sassi va sempre verificata. Qualche
passo a superare le rocce dentro il canale che si restringe per lasciarlo all’altezza di una evidente cengia in piano sulla sinistra (1900 m – 1.00’).
Si imbocca la cengia, ora piacevole, che doppia un verde costone su erba e mughi, passa accanto una singolare ‘busa’ con detriti, per continuare lungamente senza particolari pendenze in campo aperto su bel tracciato contornando rientri e larghe anse pur su passi esigui e dall’aspetto poco solido. Un suggestivo traverso su ghiaie ed una continuazione a tagliare i ripidi pendii verdi, quindi su passi più tranquilli a risalire ancora tra i mughi. I segnavia aggirano e traversano vari colli sino a condurre all’incrocio con tabelle da cui all’ultima risalita alla cima (2050 m – 0.40’).
Dal bivio ad O su segnavia 211 si riprende il largo aggiramento di una serie di colli e doline sino a portarsi sotto il versante orientale di Cima Dodici. Con linee appena più dirette ma sostanzialmente traversando con ampie svolte si sormonta il solo faticoso ma facile pendio sin sotto la cima con la croce principale di Cima Dodici (2336 m – 0.30’).

Per il medesimo percorso si scende al bivio precedente da cui ad E per poco e dopo gli ultimi saliscendi al vicino e bel biv. Busa delle Dodese (2050 m – 0.30’).
Da questo alla vicina tabella che indica a N su 211 il Vallon delle Trappole. Un primo facile e comodo tratto conduce verso destra sopra un primo canalino da traversare e quindi sulle poco rassicuranti roccette successive. Si cala nel largo pendio detritico, lasciando a monte le ultime ghiaie sotto le pareti di Cima Undici, che si percorre in discesa guidati dai segnavia ma soprattutto dai passi meno instabili. Quando il canale si restringe ci si accosta ai lati dove le rocce possono aiutare nella discesa ma sempre su percorso da saggiare con cautela. Dopo un lungo tratto, a ca. 1600 m, si abbandona la lingua di ghiaie per deviare a destra per una corta faticosa risalita tra i mughi che, a ripresa della discesa, porta ad un balcone panoramico con panchina. Si continua con attenzione nel bosco sino ad un primo umido canalino attrezzato seguito poco oltre da una scala ed altre funi. Ancor oltre una breve scaletta ed alcuni metri attrezzati a discendere ancora ghiaie e sassi e tratti nel bosco per rientrare nuovamente nel Vallon delle Trappole sopra una lungo e ripido colatoio che tra rocce, sassi e brevi salti riporta al bivio di salita (1100 m – 1.40’).
Come per la salita il primo tratto lungo sfasciumi e detriti, quindi nella vegetazione su traccia in parte scivolosa e con l’ultima discesa nel bosco e sulla stradina fino al parcheggio della radura (700 m – 0.30’).

Entrambi i percorsi riservati a persone esperte e confidenti con terreni instabili. Il Vallon delle Dodici può essere facilmente innevato nella parte alta, in tal caso utili i ramponi. Facile la terminale salita a Cima Dodici. La discesa per il Vallon delle Trappole è impegnativa, sia nel tratto superiore lungo la snervante discesa tra gli sfasciumi, sia nel tratto mediano per portarsi al bivio di salita. Quello descritto comporta un notevole dislivello che, in salita, comprende due lunghi traversi in falsopiano o contenuta discesa.

Da Cima Dodici: a S verso l’altopiano
Dal biv. Busa delle Dodese: 206 ad E per Cima Undici

2015
Serena, Dario e Michele
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