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relazioni

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Prealpi - Vicentine
Caliano - Cogolo - Rione
1649 m - 1691 m
Vallortigara-Monumento ai Caduti 885 m
1050 m
5 h
F
►►►
Forte Rivon 1691 m-malga Zola 1387 m

Piacevole escursione lungo fortificazioni e postazioni della grande guerra. L’aspetto storico rende la zona interessante per una accurata visita fuori stagione. Senza difficoltà il sentiero d’arroccamento ed il rientro sul versante settentrionale con buone condizioni ambientali mentre la variante riportata è riservata solo a chi ha confidenza ed esperienza.

Da Schio seguire le indicazioni per Poleo, Santa Caterina e poi per Vallortigara fino allo spiazzo presso il monumento ai Caduti (885 m).

Dal parcheggio si sale direttamente lungo il segnavia 411 oppure si può seguire la mulattiera per le prime svolte oltre le quali si ricongiunge con il sentiero. Dopo un doppio ampio tornante il segnavia stacca a destra risalendo più ripidamente il pendio nel bosco per sbucare poco sopra dove il panorama si apre e la traccia conduce facilmente alla soprastante malga Ronchetta (1319 m – 1.00’).
Dietro la malga si riprende a salire nel bosco su piacevole e poco ripida traccia tralasciando poco sopra una deviazione a destra. Si prosegue sino ad una prima altura ed a seguire un ulteriore bivio. Si ignora la deviazione che scende a sinistra e si prosegue a N sino al bivio successivo dove si abbandona il segnavia 411, che prosegue a destra, imboccando a sinistra il 401 che continua a salire. Con facile ascesa si perviene appena sotto il colletto del Caliano nei pressi del cartello informativo (1590 m – 0.40’).
Ci si porta al vicino colletto e volgendo a sinistra si lascia il segnavia per seguire una chiara ed evidente traccia che lungo la dorsale risale il facile pendio sino alla vicina e panoramica cima del monte Caliano (1649 m - 0.10’).
Variante al monte Spin e traversata al Caliano – Da affrontare solo con ottime e stabili condizioni e da persone esperte. Dal cartello nei pressi del colletto si segue a sinistra un’evidente traccia di passaggio che traversa una piccola radura con grossi sassi. Si accostano le pareti a destra risalendo alcune roccette e zolle portandosi qualche metro più alti e rinvenendo una cengia erbosa ben marcata. La si segue con facilità e qualche passo attento lungo il suo sviluppo orizzontale sotto l’altura del Caliano sino a portarsi sul versante occidentale del monte. Giunti sopra il colletto sotto il monte Spin si lascia la cengia per scendere con cautela alcuni gradini erbosi e qualche scalinamento su roccette che depositano sullo stretto colletto. Oltre questo si imbocca un evidente canalino tra due grosse rocce risalendone alcuni metri. Dove questo termina si supera a sinistra un intaglio roccioso (p. I) per rimontare a destra una breve cengetta appena esposta ed una balza erbosa tra le roccette. Si salgono ancora pochi metri sin sotto una evidente fascia rocciosa a destra che si approccia con qualche scalino nell’erba. Si supera il salto appena esposto seppur facile sulle rocce (p. I+) verificandone comunque la tenuta – possibile aggirare la fascia rocciosa a sinistra ma su cengia erbosa più esposta. Con gli ultimi metri ora facili alle due croci sulla sommità del monte Spin (1622 m – 0.20’).
Si scende con attenzione lungo il medesimo percorso sino al colletto, si risale il ripido, ma ora più facile, pendio opposto e si riprende la cengia. Ora verso sinistra sul versante N dove la cengia erbosa si perde dopo pochi metri. Ci si tiene inizialmente in quota per rimontare i migliori passi lungo il pendio che si apre davanti e si appoggia alla parete sulla destra. Si può seguire una linea diretta ma più ripida restando vicini alla roccia a destra oppure traversare salendo progressivamente verso sinistra del pendio sino alla cresta che una volta sormontata conduce comunque alla vicina anticima. Con minore pendenza si traversa con facilità verso E alla vicina cima principale del monte Caliano (1649 m – 0.20’).
Dal colletto del Caliano si prosegue ad E sul segnavia 401 lungo il bel sentiero d’arroccamento, teatro di guerra con le strategiche postazioni militari. Il sentiero si tiene essenzialmente appena sotto la linea di cresta sul versante S e traversa qualche breve galleria giungendo in breve nei pressi delle postazioni a ridosso dell’altura del monte Cogolo (1670 m). Si prosegue ancora per qualche minuto infine sino alla più marcata ed aperta cima del monte Rione (1691 m – 0.30’). La visita alle postazioni e la lettura delle informazioni dei cartelli meritano una sosta prolungata, oltre alla possibilità di una pausa sotto la tettoia del rifugio appena sotto la cima.

Dal monte Rione si segue in discesa la larga stradina di servizio per i primi tornanti sino ai cartelli con le indicazioni verso sinistra. Poco dopo un altro cartella indica il segnavia 492 verso malga Zola ed il colletto di Posina. Si segue il sentiero inizialmente in continua e decisa discesa nel bosco sino al sottostante bivio che si ignora. Si prosegue ora in quota sino alla prossima radura dove sorge la simpatica e ben fornita malga Zola (1387 m – 0.40’).
Oltre la malga si continua lungo il segnavia che dopo un tratto in leggera discesa interpone alcune brevi risalite sino ad uno stretto ma marcato colletto che riporta sul versante S. Con una breve discesa ci si innesta in una larga mulattiera che si segue a sinistra sino alla vicina malga Fontana (1330 m – 0.40’).
Dalla malga si segue la stradina verso destra (a sinistra la deviazione riporta a malga Ronchetta), che piacevolmente riprende il segnavia 411 dove lo stesso avevo deviato per il bosco in salita. Lungo la strada bianca magari assecondando qualche scorciatoia del segnavia nel bosco ci si riporta la parcheggio presso il monumento ai Caduti (885 m – 0.30’).

Sicuramente un percorso molto interessante nell’ambito storico della grande guerra. Dal Caliano al Rione è tutto un susseguirsi di trincee, gallerie, postazioni che meritano una visita ed un approfondimento sulle vicende belliche. La salita lungo la breve e facile normale al Caliano non presente difficoltà alcuna.
La brevissima variante allo Spin con la traversata al Caliano presenta facili passi alpinistici e la salita finale descritta si svolge su un pendio piuttosto ripido ben visibile e pertanto da valutare. 
Il rientro sul versante N è facile in buone condizioni ambientali e la visita a malga Zola vale la piccola fatica in più considerato anche che il sentiero è lineare senza allungare i tempi più di tanto.

Da malga Rochetta: ad E 415 per malga Pianeti
Dal bivio sotto il colletto: ad E 411 per Busa Novegno
Dal bivio sotto forte Rione: ad E 440 per passo Campedello/Priaforà – a S 400 per Busa e Monte Novegno
Dal sentiero di malga Zola: a N 488 per Fusine – a N 492 per Posina
Da malga Fontana: ad O 401 per colletto di Posina

2015
Dario, Stefano e Michele
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