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relazioni

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Prealpi - Trevisane
Cimone - Punta Calderol - Punta Signa
1294 m - 1083 m - 1007 m
Passo San Boldo 700 m
800 m
4 h
F
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biv. Col dei Gai 1351 m

Piacevole e facile escursione sui primi colli trevigiani tra passo San Boldo e Pian de le Femene. Il giro tocca tre modeste cime della zona passando per il comodo e ristrutturato bivacco Col dei Gai. Ampia la cima del Cimone rovinata dalla torre con le antenne mentre risulta ben più isolata ma tranquilla la simpatica cima di Punta Signa.

Dalla strada tra Vittorio Veneto e Cison di Valmarino, dopo Revine, si devia a destra per il passo San Boldo che si raggiunge dopo una lunga serie di tornanti di cui gli ultimi strettissimi in diverse gallerie. Giunti al passo si parcheggia poco oltre presso il centro ricreativo (700 m).

Si ritorna per poche centinaia di metri verso il passo imboccando a sinistra la rotabile che sale, con segnavia 990, verso le ultime abitazioni e con diversi tornanti si allunga sul pendio entrando nel primo rado bosco. La larga rotabile diventa una comoda mulattiera e lambisce alcune vecchie case e salendo – nei pressi di casere Montevecchio - quindi su facile sentiero addentrandosi nel fitto bosco. Il tratto seppur ripido è piacevole e ben presto si apre al di fuori della vegetazione su ampi tornanti che attenuano un poco la pendenza. Si passa accanto alcune rovine presso un faggio secolare per incrociare subito dopo il sentiero che sale da La Posa e lasciandolo per proseguire a sinistra e risalire l’ultimo breve pendio fino al vicino monte Cimone (1294 m – 1.20’).
Sebbene il panorama sulla Val Belluna e le retrostanti montagne sia attraente, la brutta torre con le varie antenne e la rumorosa cabina di alimentazione non invogliano la sosta e quindi si scende verso E per raggiungere la sottostante casera da cui sui segnavia 3 verso N dove il sentiero nel bosco scende con moderazione ed in breve conduce sino al balcone dove sorge il ristrutturato e simpatico biv. Col dei Gai (1192 m – 0.20’).
Dal bivacco ad O si segue la larga stradina bianca che dopo due curve riprende la sua modesta discesa verso N, inizialmente a ridosso della linea di dorsale quindi oltre lungo il filo stesso. La forestale si allunga con tranquillità e passa accanto alla appena accennata cima di Punta Calderol, segnalata da un vecchio cippo poco a fianco della stradina (1083 m – 0.30’).
Si prosegue per poco sulla forestale sino ad una larga ma accentuata curva, nei pressi di una torretta forestale d’osservazione. Si lascia la mulattiera, si passa accanto alla torretta e si scende verso una evidente radura tagliandola nel mezzo. Al suo limitare si segue una quasi impercettibile vecchia traccia, ormai dismessa, che si addentra nel bosco. La si segue rivenendo una parvenza di camminamento sino a tagliare un’altra radura aperta più sotto per rientrare immediatamente nel bosco. Senza deviazioni si continua in discesa sino ad incrociare una nuova mulattiera di servizio che sale da Val Pianezze. La si asseconda a sinistra seguendola e ad un primo bivio si continua a sinistra e così a lungo tralasciando ogni deviazione secondaria. Ad un bivio in campo aperto, dove un segnavia indica la salita a sinistra per il Cimone, si continua a destra rientrando nel rado bosco per un tratto.
La mulattiera sempre larga e comoda prosegue in falsopiano seguendo la conformazione della Val di Scroa, passa accanto o poco distante diverse costruzioni ed oltre la valle riprende a salire moderatamente verso N. Dopo un tratto lastricato la si lascia a sinistra per continuare sul fondo di cemento oltre una sbarra. Si continua ora verso O per qualche centinaio di metri prestando attenzione, nel boscoso pendio a sinistra, ad una evidente linea di muretti a secco. Si entra nella vegetazione seguendo abbastanza fedelmente la linea tracciata dal basso muretto che con facilità risale la costola e porta alla soprastante croce presso la ridotta ma accogliente radura di Punta Signa (1007 m – 1.10’).

Da Punta Signa si prosegue a S lungo dorsale su evidente camminamento, spesso accompagnato dai muretti a secco, sino al crocevia della sottostante forcella. Da qui a destra si inizia a scendere marcatamente su piacevolissimo sentiero nel bosco toccando altre costruzioni lungo il cammino. Nei pressi di una di queste casere ristrutturate è possibile scendere a destra per deviare poco oltre a sinistra e rientrare facilmente al PP uscendo dal bosco poco sopra il parcheggio, oppure continuare sulla mulattiera e scendere più avanti lungo i segnavia che riportano sul sentiero come appena descritto e comunque al parcheggio (700 m – 0.40’).

Escursione riservata ai mesi più freschi anche invernali. Le segnalazioni ed i segnavia non risultano molto presenti anche  se le tracce sono peraltro sempre abbastanza evidenti. Pendenze mai troppo ripide e piacevole l’aggiramento nella parte mediana della Val di Scroa in ambiente rilassante.

Dal Cimone: ad E 990 per La Posa e Le Buse/Pian de le Femene
Dal bivio dopo Punta Calderol: ad E 3 per Val Pianezze

2016
Luca e Michele
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