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relazioni

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Prealpi - Trevisane
Schiaffet
1117 m
Cison di Valmarino-Castello 375 m
1000 m
5 h
F / I p. I+
►►►►
ric. Villa Mary 650 m

Percorso interessante lungo una delle dorsali che dalla pianura dirige verso il Vallon Scuro ed il Col de Moi. Sempre piuttosto evidente la traccia lungo la cresta che propone spesso dei brevi e facili salti di roccia, alcuni passaggi un po’ esposti su traversi erbosi e faticose e ripide risalite di canali. Lungo il rientro è possibile visitare il Bosco delle Penne Mozze e percorrere il rilassante camminamento verso il paese evitando la rotabile.

Dalla strada tra Vittorio Veneto e Valdobbiadene si devia a destra per il paese di Cison di Valmarino in vista del castello sotto il quale si sosta nell’apposito parcheggio appena al limitare del centro paese (250 m). Dal parcheggio si può salire con la pratica funicolare sino alla porta del castello oltre la quale si percorrono le ultime curve sino all’entrata superiore dove, presso un grande cancello, si dipartono i sentieri (375 m).

Si tralascia a sinistra una larga mulattiera e ci si porta a fianco della fontana entrando nel bosco su evidente traccia da subito in salita. Il camminamento sarà sempre piuttosto evidente confortato da vecchi bolli rossi comunque distinguibili. Ci si mantiene quasi integralmente presso la cresta sommitale seppure talvolta coperta dalla vegetazione. Si passano alcuni ruderi ed a volte per recuperare il filo si assecondano alcune svolte. Dopo un breve tratto sulla dorsale in falsopiano si riprende a salire spostandosi saltuariamente verso E a qualche metro dalla cresta per riprenderla a tratti. Si incrocia una panchina con capitello e tabella e poco oltre un bivio: a destra per Villa Mary, a sinistra per Cima Farega. Trattasi di due tracciati paralleli che si ricongiungono poco oltre nei pressi della baracca. Con il sinistro si approccia la dorsale, ora più libera dalla vegetazione, sulle prime roccette e si perviene solo qualche metro sopra lo spartano ma ordinato ricovero menzionato dalle tabelle. Oltre questo qualche breve e facile salto roccioso ad interrompere la linearità della salita lungo la cresta, ormai a ridosso della prima altura significativa che si raggiunge dopo la breve ascesa e che sulle cartine si trova con nomi diversi: Crodon di Coradin o Castelaz (729 m – 1.00’).
Si delinea verso N il prosieguo della dorsale con la successione delle alture da valicare e relative brevi discese intermedie. Dopo un tratto in falsopiano e qualche metro in discesa si riprende a salire, per poco, su sentiero e qualche roccia alla cimetta successiva per ridiscendere subito oltre alla vicina depressione. Si risale sul versante opposto seguendo abbastanza fedelmente la dorsale anche con qualche divertente passaggio sulle rocce ed una ripidità poco più accentuata a sormontare la prima delle punte di Cima Farega (905 m – 0.50’).
Un primo ripido salto erboso in discesa di pochi metri è agevolato da una corda fissa mentre il successivo traverso esposto richiede solo qualche attenzione in più. Si lascia ora la dorsale verso il lato O rientrando nel bosco e scendendo le balze seguendo le tracce e solo qualche raro bollo. Si perdono alcuni metri e dove la traccia diventa esigua si traversa su
marcata esposizione su zolle e cengetta erbosa pervenendo ad una verde forcella con i salti verticali rocciosi lasciati alle spalle ed evitati con la discesa ed il successivo aggiramento. Si è ora ai piedi del primo lungo risalto terminale verso lo Schiaffet che si delinea davanti discretamente verticale. Si sale il pendio per traversare poi a sinistra con leggera esposizione portandosi ai piedi di un secondo canale che culmina in alto con un intaglio. Si salgono gli iniziali scalinamenti ripidi ed esposti con qualche roccetta e nella parte mediana del canale su terreno erboso dove mancano i riferimenti ma da dove è intuibile la chiusura del canale stesso verso l’intaglio ora prossimo. Una fune fissa aiuta gli ultimi metri verso la cornice erbosa da cui verso destra ancora sul ripido seguendo ancora i bolli. Si traversa verso destra a raggiungere alcuni arbusti da cui con qualche passo faticoso a sormontare nuovamente il filo di cresta ormai ai piedi delle alture terminali. Sulla dorsale con pendenze più accettabili si perviene ad una sella tra i due versanti in vista, verso E poco sotto, dell’arco che da il nome al sentiero che sale da Peraz. Ora a sinistra si traversa brevemente per riprendere quindi a salire sul versante O con qualche passo ripido ma su facile terreno per pochi minuti e montare sulla breve cresta sommitale che, percorsa agevolmente, conduce sulla cima principale del monte Schiaffet (1117 m – 1.10’).

Si ritorna sui propri passi sino alla sella sotto la salita terminale. Ora verso E scendendo facilmente ma con decisione sul Sentiero dell’Arco sino al vicino e spettacolare foro naturale che da il nome al percorso. Oltre questo spostandosi verso E con marcato traverso, seguito da tratti più ripidi alternando terreno più morbido a ghiaie e roccette. Lungamente in discesa su lunghe serie di tornantini a ricongiungersi più sotto con il Sentiero del Pisol e con ulteriore decisa discesa verso la base della cascatina del Pisol, meritevole di una sosta. Si prosegue sul marcato sentiero ed in breve al parcheggio della rotabile che arriva da Cison in località Peraz (520 m – 1.00’).
Sulla rotabile per pochi minuti sino al vicino Piazzale degli Alpini presso il Bosco delle Penne Mozze, meritevole di una visita. Passato il ponte ci si tiene sulla sponda sinistra del torrente e si segue un comodo e rilassante sentiero che in ambiente tranquillo e meritevole accompagna il corso d’acqua verso il primo nucleo di S. Silvestro. Da qui si prosegue verso la Via dell’Acqua con i suoi storici mulini ristrutturati ed ormai al limitare dell’abitato di Cison di Valmarino. Passata la chiesa verso l’altura del castello ai cui piedi si riprende il parcheggio (250 m – 1.00’).

Escursione riservata ai mesi più freschi della lunghezza di ca. 12 km. Sempre evidente la traccia confortata da diversi bolli rossi: vecchi e sbiaditi inizialmente ma più recenti nella seconda parte. Due i punti da orientarsi: dopo Cima Farega dove si deve scendere nel bosco verso sinistra per il successivo traverso verso la forcella e lungo il ripido canale erboso dove
mancano quasi i riferimenti ma dove è sufficiente puntare all’intaglio soprastante. Brevi e contenuti i passi più tecnici che non superano mai il I/I+, forse più considerevoli alcune brevi esposizioni su esigua traccia erbosa. 
Percorso meritevole per le larghe vedute ma anche per le opportunità lungo la discesa: l’arco naturale, la sorgente del Pisol, il Bosco delle Penne Mozze, il camminamento lungo il torrente, la Via dell’Acqua con i mulini e lo stesso abitato di Cison di Valmarino con il suo imponente castello.

Dal monte Schiaffet: ad E 991 per biv. dei Loff / a N per forc. Foran: ad O 991 per Col dei Moi - ad O 2 per Cima Vallon Scuro – a S per Case Tendon/Castello di Cison
Dalla forcella dopo Cima Farega: discesa ad O verso Case Tendon/Castello di Cison
Dal parcheggio Peraz: ad E 987 per Sentiero Scaletta

2016
Dario, Luca e Michele
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