SomariTeam

relazioni

/Campalani00.jpg
Prealpi - Piccole Dolomiti
Fumante - Obante - ferrata Campalani
1983 m - 2072 m - 2259 m
Passo di Campogrosso 1180 m
1000 m
7 h
media/difficile
►►►►
rif. Campogrosso 1448 m-rif. Fraccaroli 2238 m

Il giro descritto consente di salire la cima principale delle Piccole Dolomiti seguendo un bellissimo percorso attraverso le Guglie del Fumante, l’Obante e la risalita finale lungo la ferrata Campalani sino al rif. Fraccaroli. Da quest’ultimo in pochi minuti si sale facilmente a Cima Carega. Spettacolare l’ambiente e le vedute sull’intero gruppo come molteplici sono le combinazioni possibili in zona.

Da Recoaro percorrere la SP 66 che conduce, dopo una lunga serie di tornanti, all’Alpe di Campogrosso dove sorge l’omonimo rifugio presso il passo (1448 m). Sin qui è possibile anche arrivare, a piedi, dal Pian delle Fugazze lungo la panoramica rotabile Strada delle Sette Fontane – possibile servizio navetta estivo. L’accesso pedonale lungo la Strada del Re, per diverso tempo interdetto per crolli, è ripreso con la percorrenza di un tratto lungo un ponte sospeso.

Dal passo si seguono le indicazioni presso un crocevia per il segnavia 157 E5 che risale verso sud in piacevole ambiente dirigendosi ai piedi della franosa zona sotto le Guglie passando per Sella del Rotolon. Il sentiero si inerpica tra i grossi massi, affianca la Guglia Gei e transita dentro una singolare fessura sino ad entrare nel Giaron della Scala. Al bivio si prosegue a sinistra sul segnavia 195 che risale il ghiaione con constante pendenza ma con facilità portandosi sotto le svettanti Guglie del Fumante dove, nella parte alta, si innesta il sentiero proveniente dal Vajo Scuro. Poco sopra si rimonta su una piccola conca da cui il segnavia prosegue a destra (1880 m – 1.30’).
Variante di salita a Cima Lovaraste – Breve e non particolarmente impegnativa la salita alla vicina cima. Dalla conca si tralascia il segnavia a destra e si prosegue su chiara traccia sino alla soprastante forcella. A sinistra su facile seppur stretta cengia appena esposta contornando alcuni torrioni sino ad un terrazzino. Si risale la paretina su buone ed essenziali prese (3 m – p. I+) e si rimonta il pendio sassoso soprastante, superando alcune roccette (I) senza via obbligata sino alla grande croce di vetta (1932 m – 0.10’).
A ritroso lungo la via di salita si rientra alla forcella da cui si scendono i pochi metri sino alla conca a riprendere il segnavia oppure, brevemente, dall’intaglio sul pendio opposto una traccia evidente risale alcune irte balze a destra di una costola rocciosa (I) e con qualche successivo scalinamento sormonta la spalla e si ricollega al segnavia. Si prosegue ora a ridosso della linea di cresta passando un caratteristico anfratto tra due pareti ed un breve tratto di facili roccette. Con una breve discesa si traversa sul versante opposto e si assecondano i saliscendi del Fumante aggirando alcuni torrioni che si incontrano. Si continua su brevi risalite sul filo o appena a ridosso e con un’ultima cengia si monta su un panoramico tratto aereo della cresta per lasciarlo ben presto sul versante E a scendere accostando due grossi torrioni a ridosso del Monte Obante sulla destra. Si continua ora in falsopiano seguendo la bella linea panoramica su un sentiero d’arroccamento e con breve discesa si cala a Bocchetta dei Fondi (2040 m – 1.30’).
Nuovamente sul segnavia 157 E5 si prosegue a N portandosi in breve alla vicina Bocchetta Mosca (2029 m – 0.10’).
Da questa ci si dirige a N imboccando al bivio il ramo sinistro che in falsopiano stacca e si dirige alla base dell’evidente parete, terminale dell’avancorpo SE di Cima Carega. La si costeggia per un buon tratto e dopo qualche passo in leggera discesa si incontrano, sul segnavia 183, le attrezzature della ferrata e la targa (2050 m – 0.20’).
Il percorso attrezzato – dove per molti tratti sono presenti le catene - inizia con impegno in verticale e doppiando uno spigolo rimonta una paretina sin sotto una fascia gialla strapiombante. Si traversa a destra su passi più facili seppur esposti per portarsi sotto un camino che si risale non senza impegno nei tratti più stretti. Con un ultimo movimento d’opposizione se ne rimontano i passi terminali uscendo a sinistra per risalire una divertente serie di rocce traversando da sinistra a destra in moderata salita dove lungo questo tratto sono presenti diversi comodi punti di sosta. Segue un nuovo traverso in falsopiano ed un successivo facile salto ormai a conclusione del percorso attrezzato che si esaurisce sull’aerea dorsale soprastante (2200 m – 0.30’).
Si segue la divertente cresta in moderata salita quindi con qualche passo in discesa ci si porta a ridosso della forcella sotto cima Carega da cui a sinistra all’ormai prossimo rif. Fraccaroli (2238 m – 0.15’).
Dalla forcella a destra su facile pendio detritico alla croce della vicina Cima Carega (2259 m – a/r 0.10’).

al rifugio si riprende la discesa sul largo e tortuoso segnavia 157 E5 riportandosi a Bocchetta Mosca (2029 m) da cui su medesimo segnavia alla successiva Bocchetta dei Fondi (2040 m -0.30’).
Variante di salita a Cima Mosca – Interessante e breve deviazione alla vicina e panoramica cima dove è facile incontrare gruppi di camosci. A metà strada tra le due bocchette e presso un roccione a fianco sentiero staccano alcune tracce e scalinamenti che risalgono il pendio a sinistra alla vicina cima. Senza percorso obbligato e su facili tracce si risale il pendio direttamente oppure con più lungo traverso appoggiato a sinistra e ci si porta verso il filo soprastante. Con gli ultimi metri si perviene sulla comoda e spaziosa Cima Mosca (2141 m – a/r 0.20’).
Si valica Bocchetta dei Fondi portandosi sul versante opposto – segnavia 157 E5 – da cui in decisa discesa assecondando i numerosi tornanti si discende il versante in ambiente colorato e particolare. La progressione è sempre ben segnalata e non presenta particolari difficoltà se si eccettua qualche breve passo appena accorto. Ormai fuori del Boal dei Fondi si discendono le lingue ghiaiose su cui si sviluppa il sentiero sino a traversare decisamente verso destra sin quasi la base del largo Giaron della Scala lasciando a sinistra la deviazione a valle del 157A. Si prosegue poco sotto la Guglia Gei sino alla Sella del Rotolon e in tranquillità al vicino passo di Campogrosso con l’omonimo rifugio (1180 m – 1.20’).
Variante discesa al rif. Passo Pertica – Una prima opzione prevede la percorrenza del segnavia 108 dal rif. Fraccaroli. Il sentiero si mantiene inizialmente a ridosso della cresta della Costa Media per sormontarla definitivamente più avanti in un susseguirsi di alture intermedie e con panoramica visione di tutto il suo sviluppo sino alla Cima Madonnina (2140 m – 0.30’).
Da questa a proseguire sulla cresta sino al bivio presso Cima Tibet dove arriva da destra il sentiero Pojesi. A sinistra inizia la discesasempre sul 108 inizialmente faticosa e ripida che più sotto si attenua traversando sotto una alta fascia rocciosa portandosi a ridosso della Cengia di Pertica da cui brevemente ad incrociare la rotabile di servizio – segnavia 109 – che a destra si porta al vicino passo ed il rif. Passo Pertica (1573 m – 1.00’).
Alternativa di discesa dal rif. Fraccaroli – Più brevemente dal rifugio sul segnavia 108B si traversa in costante discesa senza impegno o difficoltà sino ad incrociare il segnavia 109 proveniente dal rif. Scalorbi e seguendo la rotabile di servizio lungamente sino al passo ed al rif. Pertica (1573 m – 1.00’).

Bel giro ad anello che richiede buon passo ed abitudine a simili percorsi. La ferrata Campalani – peraltro non obbligatoria per l’accesso al rifugio e Cima Carega – è ben attrezzata seppure le grosse catene possano ostacolare i movimenti dei moschettoni e presenta qualche passaggio più impegnativo della media del percorso.
La discesa è combinabile con parecchie soluzioni alternative a seconda del programma. In particolar modo si consiglia la discesa per pernottare al rif. Passo Pertica, la salita per il sentiero Pojesi e la Costa Media il giorno dopo con il rientro come descritto dal rif. Fraccaroli. Il Vajo dei Colori risulta chiuso e le attrezzature dismesse.

Dal rif. Fraccaroli: 108 a N per Bocchetta della Neve/biv. Sinel - 162 per Vajo di Pissavacca - 192 a S per rif. Scalorbi/rif. Battisti
Da passo Pertica: 186 a S per rif. Revolto/Giazza

2016
Bruno, Giulio, Maurizio, Mauro, MicheleG, Sergio e MicheleM
static map
0

PrivacyMenu

Copyright

Copyright © 2021 somariteam.it. Tutti i diritti riservati.