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relazioni

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Prealpi - Piccole Dolomiti
Pojesi s.a.
2140 m - 2259 m
Passo Pertica 1573 m
1100 m
6/7 h
media
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rif. Passo Pertica 1573 m-rif. Fraccaroli 2238 m-rif. Scalorbi 1767 m

Splendido sentiero parzialmente attrezzato sul versante nord ovest della Cengia di Pertica e delle successive alture precedenti la Costa Media. Il carattere selvaggio dell’ambiente conferisce un fascino particolare al percorso che richiede una buona confidenza seppure non presenti particolari difficoltà. La naturale prosecuzione lungo la Costa Media regala impagabili vedute aeree sino al rifugio poco sotto Cima Carega.

Si risale la Val d’Illasi sino a Giazza e ci si porta la rif. Revolto (1322 m). Lungo la forestale con segnavia 186 si perviene comodamente al rif. Passo Pertica all’omonimo passo (1573 m – 0.20’). Il rifugio è raggiungibile con diverse altre combinazioni dai rifugi Campogrosso, Scalorbi e Battisti.
Variante ferrata Biasin – dal rif. Passo pertica è possibile, con un limitato impegno temporale, salire la ferrata Biasin. Il verticale tracciato, già ben visibile dal passo e recentemente ristrutturato, risale la fessura di sinistra della parete con l’ausilio di numerose staffe. Traversa nella parte mediana su quella a destra e solo nel tratto terminale con l’ausilio di alcune scalette sormonta sull’altura della Cengia di Pertica (1743 m – 0.15’).
Da qui a destra seguendo la chiara traccia che incrocia presto il segnavia 108 ed in breve sulla rotabile forestale al rif. Passo Pertica (1573 m – 0.15’).

Dal passo si imbocca il segnavia 193 che verso N aggira la base della Cengia di Pertica ed in breve conduce alle prime attrezzature su cenge già discretamente esposte lungo una traccia sostanzialmente facile in continui saliscendi dove alcuni passaggi sono facilitati dalle funi ed alcune passerelle di legno. Si approcciano le ghiaie di un largo canale rovinoso che si risale sulla destra con l’aiuto di una catena su passi instabili. Si traversa quindi il circo seguendo il sentiero che si porta fin sotto le successive alte pareti seguendone il contorno. Una liscia e verticale parete viene traversata su staffe e una passerella metallica in buona esposizione per riprendere l’incedere più comodo su buona cengia seguita da una breve risalita di un pendio macchiato di zolle erbose. Al termine una serie di funi aiuta a superare un salto di roccia sino alla soprastante cengia tra i mughi e con una serie di svolte si incontrano le successive attrezzature che risalgono un breve canalino roccioso. La traccia di sassi e ghiaie, ora più comoda, si alza sino ad una selletta sopra un ripido salto che si discende su ottimali passaggi artificiali e buoni scalinamenti. Più sotto di una quarantina di metri si prosegue in falsopiano ad aggirare una verde costola che introduce, dopo qualche passo in discesa, alla base di una largo rovinoso. Qui si scarta decisamente a destra seguendo i bolli e risalendo il canale tra i massi sui migliori passi sino al suo limitare, chiuso da un salto roccioso piuttosto ripido ed attrezzato. Lungo il pendio successivo in decisa salita ed in breve sotto una rupe rocciosa dove si trova il contenitore del libro di vetta (1900 m – 2.00’).
A sinistra della rupe si seguono le attrezzature che risalgono la placconata e conducono sotto un altro canale di massi e sassi, questo accompagnato sul lato sinistro dalle funi. La parte finale è decisamente più verticale ed impegnativa seppur ben attrezzata e sormonta una spalletta ed a seguire un ultima ripida risalita a fianco della parete. Le funi si staccano dalla parete e traversando le ghiaie si portano a destra sopra una dorsale, lungo alcune successive cenge e con sulle ultime svoltesi esauriscono le attrezzature nei pressi di una selletta. Da questa la traccia si fa più comoda ed in breve conduce alla sommità della cresta soprastante nei pressi delle tabelle presso Cima Tibet (2070 m – 1.00’).
Dalle tabelle è possibile scendere lungo il segnavia 108 rientrando al passo Pertica (1573 m – 1.00’).
Il percorso prosegue lungo l’aerea dorsale sino alla vicina Cima Madonnina (2140 m) toccando le varie alture lungo la spettacolare Costa Media e ogni successiva selletta e senza difficoltà si perviene al rif. Fraccaroli (2238 m – 0.30’).
Dalla forcella sotto il rifugio su facile pendio detritico alla croce della vicina Cima Carega (2259 m – a/r 0.10’).

Dal rif. Fraccaroli è possibile rientrare al rif. Passo Pertica con diverse combinazioni:
- Si ripercorre la Costa Media sino all’incrocio di uscita del sentiero Pojesi da cui scende a S il ripido e faticoso segnavia 108 che si segue sino alla rotabile di servizio 109 poche centinaia di metri prima di Passo Pertica (1573 m – 2.00’).
- Si imbocca il 108B che in costante e comoda discesa conduce verso l’Alpe Campobrun ad incrociare la panoramica rotabile di servizio – segnavia 109 – che si segue lungamente sino al rientro a Passo Pertica (1573 m – 1.30’).
- Seguendo i segnavia 157 E5 e 192 si scende verso il rif. Scalorbi (1767 m) da cui lungo la rotabile segnavia 109 a Passo Pertica (1573 m – 2.00’). Dal rif. Scalorbi è possibile scendere al rif. Battisti (1265 m) inizialmente lungo il 182 quindi alla Porta di Campobrun ad E sul 113.
- Per chi intenda proseguire verso Campogrosso si segue il 157 E5 sino a Bocchetta dei Fondi per da questa a N lungo il Boale dei Fondi oppure proseguendo sul 196 e 195 traversare l’Obante ed il Fumante a riprendere il 157 E5 – entrambe le opzioni portano al rif. Campogrosso (1448 m).

Percorso mirabile in ambiente isolato e selvaggio mai banale seppure ben attrezzato. La sua naturale prosecuzione porta a percorrere la splendida e panoramica Costa Media sino al non lontano rif. Fraccaroli e la vicinissima Cima Carega. Numerose le combinazioni sul posto per il rientro od il concatenamento per programmi di più giorni.
Il Vajo dei Colori risulta chiuso e le attrezzature dismesse.

Da passo Pertica: ferrata Biasin alla Cengia di Pertica - 189 a S per rif. Revolto/Giazza – 109 ad O per Ronchi
Dal rif. Fraccaroli: 108 a N per Bocchetta della Neve/biv. Sinel - 157 E5 a SE per Bocchetta dei Fondi/Boal dei Fondi/passo Campogrosso - 162 per Vajo di Pissavacca - 192 a S per rif. Scalorbi/rif. Battisti

2016
Bruno, Giulio, Maurizio, Mauro, MicheleG, Sergio e MicheleM
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