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relazioni

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Prealpi - Garda
Creste di Pregasina
1376 m
Riva del Garda-Pregasina 535 m
1220 m
6 h
F / pp. I
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nessuno

Giro ad anello sopra il lago di Garda dove l’ambiente naturale e le vedute completano il percorso di cresta regalando emozioni impagabili. Il giro descritto è indubbiamente ampio e remunerativo ma può essere modificato a seconda delle esigenze. Pur non presentando particolari difficoltà richiede una buona tenuta fisica ed una confidenza su percorsi del genere.

Da Riva del Garda ci si dirige per la Val di Ledro per lasciare la strada poco dopo a sinistra per il piccolo paese di Pregasina. Si attraversa l’abitato e si parcheggia negli appositi spiazzi poco sotto il cimitero (535 m).

Ci si porta sopra il cimitero passando accanto la chiesa sino al primo bivio da cu a destra sul 422. Si segue la ripida forestale cementata che rasenta il bosco sino al bivio successivo dove si abbandona il 422 per il segnavia 429 a destra che assume il carattere di sentiero nel bosco meno ripido. Si supera un tratto scivoloso e detritico oltre il quale un bel tratto panoramico a mezza costa sopra il paese. Si prosegue con facilità verso la prima altura del percorso sino al bivio con tabelle poco sopra. Da qui lungo il medesimo segnavia è possibile salire alla soprastante e vicina Bocca da Lè tagliando fuori Cima Nodice (795 m – 0.40’).
Si continua invece a destra sul 429A e ci si porta sotto una verticale parete che si supera lungo una profonda spaccatura. Oltre questa si accosta la parete presso una caverna di guerra ed altre rovine e si risale la successiva rampa – la Scala Santa - appena esposta ed accompagnata da una fune. Si sormonta la fascia rocciosa seguendo le facili cenge attrezzate e con gli ultimi passi si raggiunge un pulpito panoramico verso la parte terminale del lago ed il paese di Riva. Si seguono i segnavia e poco prima di accostare una galleria si risale il pendio su rocce e tra gli alberi sino alla vicina Cima Nodice (860 m – 0.15’). La cima è ugualmente raggiungibile passando oltre la caverna seguendo le vecchie trincee e salendo sulla sommità dove il pendio a sinistra offre i passi migliori.
Dalla cima si può ridiscendere sul sentiero lasciato oppure proseguire per tracce verso O seguendo lo sviluppo del sottostante segnavia per incrociarlo più sotto dove lo stesso si incunea tra profonde spaccature. Lo si segue brevemente in discesa sino alla vicina Bocca da Lè (800 m – 0.15’).
Qui si prosegue ad O sul nuovo segnavia 430 risalendo lungamente nel bosco. Ci si porta verso la cresta sommitale dove si supera un breve e facile tratto di roccette abbandonando man mano la vegetazione boschiva. Si superano traversando sul versante S le prime alture rocciose ed un successivo pendio più ripido. Mentre il segnavia principale prosegue
traversando a sinistra, con una breve variante si prosegue a destra rimontando un breve tratto di divertenti roccette (15 m – I) e riprendere il sentiero poco sopra ormai sul tratto vero e proprio delle creste. Si segue il filo in ambiente aperto e panoramico assecondando i brevi saliscendi e le contenute deviazioni dal filo. Ci si alza sensibilmente puntando alla successiva altura da raggiungere e rinvenendo ogni tanto vecchi insediamenti militari lungo il percorso. Si alternano i versanti di salita dove alcuni torrioni vengono superati a destra oppure a sinistra. Dopo un buon tratto ripido si riprende la cresta sommitale, qui bellissima ed aerea e si raggiunge infine la croce di Cima Al Bal (1270 m – 1.30’). Da questa è ben visibile il successivo sviluppo delle creste sino alla successiva altura.
Si prosegue calando appena sul versante E portandosi presso una selletta alla base di un verticale torrione. Si continua alla sua sinistra rimontando successivamente la cresta che presenta un sensibile strappo in salita seguito da brevi saliscendi. Superata l’anticima N si perde quota per qualche passo per riprendere a salire quasi subito. Dove il sentiero traversa facilmente a sinistra della cresta, stacca un’ulteriore variante che risalendo il filo su rocce e qualche passo esposto si mantiene pressoché sulla linea di cresta (30 m – I). Ripreso il sentiero poco sopra lo si segue ormai in tranquilla salita sin sull’aperta cresta da cui traversando sotto il filo si arriva a ridosso della cima. Si aggirano gli ultimi spuntoni e lungo le ultime svolte erbose si rimonta Cima Nara (1376 m – 0.40’).

Dalla cima si prosegue sulla vicina altura successiva ed inizia la lunga ma altrettanto interessante discesa. Si rimane inizialmente sulla cresta per entrare successivamente in un bel bosco di alberi secolari perdendo quota sensibilmente in ambiente piacevole e rilassante. Si accosta, sul versante N, una larga parete rocciosa alternando nuovamente l’ambiente in cresta con vasti panorami. La marcata discesa prosegue sino alla sottostante radura e l’incrocio con tabelle presso i Prati di Guil (124 m – 1.00’). A sinistra sul 422 in falsopiano all’ormai prossimo incrocio sotto un massiccio torrione al valico di passo Rocchetta e la casera (1159 – 0.15’).
Si imbocca il recente segnavia 130 Senter dele Greste de Reanol – che segue una dorsale verso il lago dirigendosi verso l’ultima altura del percorso. Per un tratto si lascia l’aperta vista e ci si addentra tra due alte conformazioni rocciose lungo un breve tratto dall’aspetto dolomitico su una cengia detritica sopra un profondo salto. Si supera il versante e ripreso
l’ambiente usuale si continua in discesa lungo ampie svolte nel bosco portandosi a ridosso dell’aperta Bocca Larici e le vicine costruzioni (860 m – 0.30’).
In pochi minuti oltre queste si perviene alla modesta, ma altamente panoramica, cima di Punta Larici (907 m) da cui si godono spettacolari panoramici sull’Alto Garda e la sottostante località di Limone. Dalla cima si prosegue sul 422A per Calcherole restando lungamente sopra vista del lago. Poco sotto, ad un bivio, si prosegue a destra seguendo i bolli traversando verso una cengia detritica che aggira una costola rocciosa. Poco oltre lungo una breve galleria si perviene ad un singolare bosco di pino silvestre che si discende ora marcatamente ad incrociare la forestale che scende da Bocca Larici in località Calcherole (655 m – 0.30’).
Lungo la stessa sul 422B in breve al bivio che anticipa la chiesa di Pregasina ed al vicino parcheggio (535 m – 0.15’).

Percorso mirabile lungo tutto il suo sviluppo. Dalla lunga e frastagliata cresta sommitale lungo la salita, agli ambienti naturali e panoramici sopra il lago lungo la discesa. Da preferire i climi freschi primaverili o autunnali. 
La Scala Santa e Cima Nodice, seppur evitabili, non comportano particolari difficoltà e tempistiche.
Le due varianti quasi alpinistiche sono relativamente facili e brevi e presentano una ridotta esposizione, che peraltro si presenta pure in qualche passo lungo il segnavia ufficiale e nella discesa da Punta Larici descritta. Tali varianti sono comunque evitabili seguendo fedelmente il segnavia ufficiale sempre a sinistra delle stesse. Da Punta Larici sulla tabella del 422B per Calcherole-Pregasina i tempi segnati sono errati.
Nel complesso resta una percorso per escursionisti esperti con un discreto impegno fisico.

Da Bocca da Lè: 429 a N per Biacesa
Da Prati di Guil: 421 a N per Leano – 114 ad O per Val della Scala e 421 Sentiero Antonioli - 136 a S per Senter dele Creste dela Mughera
Da passo Rocchetta: 101B a SO per Baita Segala/passo Nota – 422 a N per Pregasina/Bocca di Lè – 422B malga Palaer/Bocca Larici
Da Bocca Larici: 422B a N per Pregasina

2016
Danilo, Dario, Mattia, Stefano e Michele
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