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relazioni

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Prealpi - Grappa
Col Moschin
1279 m
San Nazario - Merlo 146 m
1200 m
5 h
F
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rif. Alpe Madre 1272 m

Due interessanti percorsi di salita dalla Val Brenta entrambi su vecchi lastricati militari e costellati da numerose postazioni e consolidamenti della grande guerra. La discesa lungo la Val Munare e sopra la Val Duregoni riporta al punto di partenza peraltro collegato all’abitato di Londa da un percorso pedonale. La variante di rientro iniziale dal rif. Alpe Madre è in parte da ricercare parzialmente imboschita.

 1  - Si supera San Nazario ed all’altezza delle prime abitazioni di Oliero si devia a destra su stretta curva, al secondo tornante a destra si si parcheggia su ampio spiazzo in località Mocellini (146 m).
 2  - Poco oltre Oliero, 100 m dopo il cartello di Carpanè-località Londa, dietro la prima casa si devia a destra su stradina con sottopassaggio quindi a sinistra ed alla prima a destra si parcheggia su spazio molto limitato all’imbocco del sentiero – tabelle (150 m). E’ decisamente preferibile – pur in considerazione del rientro su altro sentiero -
parcheggiare a Merlo come sopra descritto e raggiungere Londa lungo un percorso pedonale in falsopiano che corre a fianco della linea ferroviaria – tabella esplicativa all’imbocco del segnavia 936 a Merlo.

Entrambi i percorsi di salita portano presso l’incrocio comune in località Aste Rosse (925 m):
  - Dal parcheggio si rientra all’incrocio e si imbocca la stretta stradina che, superate le ultime case, incontra le tabelle del segnavia 936 che si alza deciso sul largo sentiero lastricato a risalire la parte bassa della Val del Merlo. Poco sopra – bivio di raccordo col 937 – a sinistra traversando sin sulla dorsale assecondando una lunga serie di comodi e consolidati tornanti. Si superano due intermedie indicazioni e dopo un lungo tratto lineare che si tiene appena a destra della cresta – numerose le testimonianze militari - si riprendono altri marcati tornanti che portano sotto una fascia rocciosa. Questa si supera lungo alcune secche svolte rinforzate e si riprende a salire attraversando una galleria sin al successivo incrocio con il 935 che arriva da Londa presso le Aste Rosse (925 m – 1.30’).
 2  - Si risale il sentiero 935 che poco sopra diventa un comodo lastricato e se ne seguono le linee tortuose lungo i numerosi tornanti alzandosi di quota e raggiungendo la linea della dorsale presso l’altura di Costa Alta (634 m – 1.10’).
Si prosegue costeggiando la cresta dove i resti militari diventano sempre più numerosi e la comoda traccia disegna un lungo traverso panoramico a tagliare la parte alta della Val delle Ore. Dove si rientra nella vegetazione si riprendono a salire alcuni tornanti e si giunge all’incrocio con il 936 che arriva da Merlo presso le Aste Rosse (925 m - 1.50’).

Dall’incrocio si prosegue lungo i numerosi tornanti nel bosco sino al successivo bivio presso una svolta (1020 m – rientro per Cengia del Covolo e la Val Munare) per continuare in salita sul largo seppur ripido camminamento che traversando sotto le alture a destra conduce in breve all’incrocio con la rotabile in località Col Marcioro (1140 m – 0.30’).
Si segue la rotabile sino alla malga soprastante e superatala si imbocca a destra – segnavia su muretto - un’evidente traccia che sormonta un largo pendio disboscato. Seguendo le tracce, qualche ometto diroccato ed i radi segnavia si risale il verde pendio sino alla larga e panoramica calotta sommitale del Col Moschin con il suo evidente cippo e altri manufatti rievocativi (1279 m – 0.20’)
Oltre il colle in leggera discesa si accosta una costruzione privata e si riprende la rotabile che si segue piacevolmente in campo aperto sino al vicino rif. Alpe Madre per una piacevole sosta (1272 m – 0.10’). Dal rifugio facile ascesa ad E al vicino Col del Fenilon (1327 m).

Dal rifugio al Col Marcioro il rientro è possibile lungo lo stesso percorso di salita oppure si segue la rotabile che aggira a N il Col Moschin come a S pure su altra rotabile accostando cas. Gennari e per tutte le opzioni ci si riporta al Col Marcioro (1140 m – 0.30’). A seguire il 936 scendendo in breve all’incrocio con tabelle sottostante presso la svolta (1020 m – 0.10’).
Variante di discesa iniziale - all’inizio della stradina di accesso al rifugio si imbocca una larga traccia in direzione opposta e poco prima del suo termine alla vicina casa si discende su abbozzo di camminamento il pendio a destra ad incrociare una larga rotabile sempre ben visibile. Senza proseguire a destra alla vicina cas. Fenilotti si taglia la stradina a scendere il successivo pendio traversando a destra dove una evidente traccia si addentra nel bosco. Il camminamento, pur non sempre evidente, si tiene in falsopiano traversando nel bosco. Dove la traccia sembra perdersi ci si alza a destra per qualche passo su linee migliori evitando ogni deviazione in discesa. Ci si porta al limitare del bosco accostando un marcato pendio aperto sulla destra anche se la traccia tra i primi alberi al limitare sembra la via più chiara. Proseguendo il camminamento diventa più evidente e marcato come pure più agevole assecondando le linee della fascia che traversa a lungo senza particolari pendenze. Si accostano alcune rovine di vecchi ripari ed una caverna e con gli ultimi marcati traversi ci si immette sul sentiero 936 che arriva da Col Marcioro. Da cui a sinistra in breve al bivio con tabelle presso la
svolta (1020 m – 0.50’).
Si segue ora il 937 in leggera discesa che traversa sotto le strapiombanti pareti e dove la pendenza scema si percorre la breve ma piacevole Cengia del Covolo sino a poggiare sulla parte alta della Val Munare. Inizia ora, lungo la stretta valletta, la lunga serie di ripidi tornanti sino ad alcuni aperti traversi che conducono sulla sottostante dorsale. Dopo un breve tratto in falsopiano la pendenza riprende più marcata allontanandosi parzialmente dalla cresta e traversando a mezza costa sopra la Val Duregoni. Con altre serie di tornanti ci si abbassa con decisione e su buon tratto lastricato ci si porta sopra l’abitato di Pianari da cui a destra si segue il camminamento fiancheggiato da muretti a secco e con l’ultima discesa si passa oltre la deviazione del raccordo con Merlo calando direttamente verso le case ed il parcheggio di Mocellini (146 m – 1.00’).

Il dislivello è praticamente uguale per entrambi i percorsi di salita come pure gli scenari ed i panorami. I due sentieri presentano lunghi tratti lastricati che in discesa possono risultare scomodi se bagnato. Le testimonianze della guerra sono numerose come notevoli sono i consolidamenti mantenuti lungo i percorsi.
La variante di discesa iniziale descritta deve tenere conto di vecchi camminamenti ed almeno nella prima parte tende talvolta a perdersi nel bosco mentre nel prosieguo risulta più chiara, agevole ed evidente. In ogni caso sono da evitare le digressioni in discesa a sinistra considerando che, se necessario, con breve salita a destra ci si può raccordare alla soprastante e vicina rotabile.

Da Col Marcioro: rotabile a NE per malghe della zona
Da rif. Alpe Madre: 40 a N per - 40 a SE per Fagheron/Campo Solagna – 38 a S per San Nazario

2017
Dario, Luigi e Michele
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