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relazioni

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Prealpi - Piccole Dolomiti
Vajo Scuro - Fumante
2020 m
Recoaro-rif. Battisti alla Gazza 1248 m
1250 m
7 h
media / pp. I
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rif. Battisti 1248 m-rif. Scalorbi 1767 m

Lungo ma spettacolare giro ad anello lungo il Fumante e la catena del Tre Croci. La parte iniziale si svolge lungo il percorso attrezzato del Vajo Scuro con l’approccio dentro la suggestiva spaccatura.

Prima di entrare nel paese di Recoaro si devia a sinistra traversando le frazioni di Storti e Parlati e seguendo le indicazioni per il rif. Battisti alla Gazza. Presso il penultimo tornante si parcheggia negli appositi ampi spiazzi (1248 m).

Dal parcheggio ad E presso le tabelle e sul segnavia 105 inizialmente in moderata ascesa traversando lungamente a mezza costa. Si prosegue dritti ad un primo bivio - 113 per Porta di Campobrun come per il secondo - 114 per Vajo Pelegatta. Si entra nel sottobosco e ci si alza sino al terzo bivio - 143 It. Agno-Chiampo. Ora a sinistra rimontando una scarpata sin sotto due torrioni, una breve discesa seguita da un salto parzialmente attrezzato che conduce sopra il Vajo Lovaraste. Si traversa in discesa sulle esposte attrezzature poggiando sulla parte terminale del canale che si attraversa oltre sino alla tabella della recente variante diretta al Vajo Scuro (1620 m – 1.15’).
Si prosegue sul verde pendio e ci si porta sul successivo vajo ricoperto di grossi massi provenienti da un recente distacco. Si risale il rovinoso canale seguendo qualche bollo ma restando essenzialmente sul lato sinistro per lasciarlo poco sopra e rimontando un canalino roccioso e zolle erbose accostando verso la parete di sinistra. Ci si raccorda con le terminali attrezzature della variante e pochi metri sopra si perviene alla targa che contrassegna l’attacco del percorso attrezzato del Vajo Scuro (1720 – 0.15’).
Variante all’attacco del Vajo Scuro – Si lascia il sentiero principale per seguire subito le prime funi che permettono di superare una prima parete verticale (25 m). Dopo una leggera salita lungo una cengia verde il cavo attacca una nuova parete verticale ed a tratti strapiombante (40 m). Raggiunta un’altra esile cengia erbosa si aggira con qualche saliscendi uno sperone finché non ci si immette sulla traccia principale poco sotto l’attacco del Vajo Scuro (0.25’).
Si entra nella spaccatura seguendo le funi verticalmente su buoni appoggi ma lisciati e spesso umidi. Nel punto più stretto la risalita diventa angusta seppur non complicata sbucando sul soprastante terrazzino. Il canale si apre sensibilmente pur rimanendo stretto ed incassato. Si supera un tratto di grossi massi e detriti ed incontrando una sequenza di funi nella
parte centrale sul lato destro. Ci si districa tra le varie balze rocciose e parziali attrezzature sbucando infine sopra un intaglio da cui si apre la vista sull’ultimo tratto del sentiero.
Con un aperto traverso si aggira il catino sin sotto un’altra risalita su roccette che termina presso un forcellino appena oltre un grosso masso incastrato con l’ausilio di un altro tratto attrezzato. Oltre questo una ripida ma breve discesa sulle funi sin sotto il camino ora poco distanti dall’ultima forcella. La si approccia, dopo un breve traverso, con una corta salita
ormai in vista del versante NO sopra il Giaron della Scala (1850 m). Oltre la forcella una breve discesa sulle ghiaie ad incrociare il sottostante segnavia 195 proveniente da Campogrosso (1800 - 0.50’).
Si risale lungamente il pendio a sinistra rimontando una piccola conca da cui il segnavia prosegue a destra (1900 m – 0.15’).
Variante di salita a Cima Lovaraste – Breve e non particolarmente impegnativa la salita alla vicina cima. Dalla conca si tralascia il segnavia a destra e si prosegue su chiara traccia sino alla soprastante forcella. A sinistra su facile seppur stretta cengia appena esposta contornando alcuni torrioni sino ad un terrazzino. Si risale la paretina su buone ed essenziali prese (3 m – p. I+) e si rimonta il pendio sassoso soprastante, superando alcune roccette (I) senza via obbligata sino alla grande croce di vetta (1932 m – 0.10’).
A ritroso lungo la via di salita si rientra alla forcella da cui si scendono i pochi metri sino alla conca a riprendere il segnavia oppure, brevemente, dall’intaglio sul pendio opposto una traccia evidente risale alcune irte balze a destra di una costola rocciosa (I) e con qualche successivo scalinamento sormonta la spalla e si ricollega al segnavia. 
Si prosegue ora a ridosso della linea di cresta passando un caratteristico anfratto tra due pareti ed un breve tratto di facili roccette. Con una breve discesa si traversa sul versante opposto e si assecondano i saliscendi del Fumante aggirando alcuni torrioni che si incontrano. Si continua su brevi risalite sul filo o appena a ridosso e con un’ultima cengia si monta sui prati della forc. del Fumante (2020 m - 0.50’).

Si tralascia la prosecuzione a N verso l’Obante e si seguono le tracce a sinistra restando poco al di sotto della cresta, si incrocia più sotto il 109 per lasciarlo poco oltre per una evidente traccia a sinistra che in ripidità scende verso il passo Pelegatta sino al vicino rif. Scalorbi (1767 m - 0.20’).
Dal rifugio si sale a sinistra della chiesetta sul 182 su piacevole tracciato senza particolari pendenze e ci si porta alla Porta di Campobrun (1831 m - 0.20’).
Il successivo aggiramento del Monte Plische può essere effettuato lungo il medesimo segnavia sul versante O con percorso più lungo seppur più comodo. Dal bivio ora a sinistra sul 111 che traversa sotto la parete E del Plische inizialmente in leggera ascesa traversando su ghiaie sino al vicino forcellino Plische (1900 m) da cui in sensibile discesa su terreno più
accidentato e detritico che conduce, con gli ultimi passi in salita, alle tabelle del passo della Lora/Tre Croci (1716 m - 0.20’).
Dall’incrocio ancora a S sul 202 It. Agno-Chiampo ora su rilassante tracciato traversando verdi pendii sotto la Cima Tre Croci ed il Monte Zevola sino al valico del passo della Zevola (1820 m - 0.20’).
Poco oltre il passo al successivo bivio a sinistra in sensibile ma non ripida discesa ci si porta poco sopra malga Fraselle da cui a sinistra verso passo Ristele (1650 m - 0.30’).
In discesa sul versante E lungo le numerose svolte del 121 It. Agno-Chiampo verso i verdi sottostanti dove al bivio (1240 m) a sinistra sul 120 in falsopiano sino al rif. Battisti (1265 m) e poco sotto al parcheggio (1248 m - 0.50’).
Variante discesa al rif. Bertagnoli – Anticipando il breve traverso a passo Ristele si prosegue a S sul 221 che traversa in piacevole ambiente sotto il Monte Gramolon ed in leggera discesa conduce al passo della Scagina (1548 m) da cui ripidamente lungo le strette svolte nel bosco si traversa sotto l’attacco della ferr. Viali ed in breve sino al vicino rif. Bertagnoli (1225 m - 0.45’).

Percorso abbastanza lungo ma altamente appagante. La prima parte è impreziosita dal percorso attrezzato lungo il Vajo Scuro mentre la parte centrale che attraversa il Fumante si sviluppa lungo panoramici saliscendi.
La recente variante all’attacco del vajo è particolarmente impegnativa e stancante e, seppur breve, presenta tratti decisamente probanti. Il classico percorso del Vajo Scuro va comunque evitato in caso di bagnato o vetrato dove la risalita della spaccatura iniziale può presentare difficoltà nella progressione.
Dal rif. Scalorbi modesti saliscendi in ambiente rilassante collegano le varie forcelle in successione. La variante descritta da passo Campobrun a passo della Lora/Tre Croci può essere evitata a destra del monte Plische su sentiero più tranquillo seppure più lungo ed articolato.
Le combinazioni come eventuali opzioni di rientro sono diverse. Lungo il percorso è possibile inoltre salire le vicine e facili cime del Plische dalla Porta di Campobrun, del Tre Croci poco dopo passo della Lora/Tre Croci, del Zevola dall’omonimo passo e del Gramolon dal bivio sotto passo Ristele.
Un’interessante opzione consiste nel proseguire la discesa sino al rif. Bertagnoli per pernottare, come descritto nella variante. Il giorno dopo salire al Gramolon lungo la ferrata Viali, quindi su semplice sentiero oppure sulla verticale ferrata Ferrari sino alla cima del monte.

Dal bivio per L’Omo e La Dona: 113 ad O per Porta di Campobrun/rif. Scalorbi
Dal bivio per Vajo Pelegatta: 114 a NO per passo Pelegatta/rif. Scalorbi
Dal terzo bivio 143 It. Agno-Chiampo a NE per La Guardia SP66
Da incrocio su Giaron della Scala: 157 E5 a NO per passo e rif. Campogrosso
Da forc. del Fumante: 196/157 E5 a N per Bocchetta dei Fondi/rif. Fraccaroli/Cima Carega
Da rif. Scalorbi: 192/183 a N per ferr. Campalani/rif. Fraccaroli - 109 ad O per rif. Passo Pertica/rif. Revolto – 185 E5/190 a SO per rif. Revolto/rif. Boschetto
Da Porta di Campobrun: 113 ad E per rif. Battisti
Da passo della Lora/Tre Croci: 110 ad E per rif. Battisti – 190 ad O per rif. Boschetto – 276/283 a SO per malga Terrazzo
Da passo della Zevola: 279 a SO per malga Terrazzo
Da passo Ristele: 280 a SO per Val Fraselle – 202/221 a S per rif. Bertagnoli – 211 a SE per monte Gramolon
Dal bivio sotto passo Ristele: 120 a SE per Recoaro Mille/rif. Valdagno

2017
Caregata 2017
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