SomariTeam

relazioni

/CavaiPissavacca00.jpg
Prealpi - Piccole Dolomiti
Vallon dei Cavai - Vallon di Pissavacca
2198 m - 2215 m - 2210 m
Vallarsa-Ometto/Obra 1060 m
1100 m
6 h
F+ / pp. I
►►►►
rif. Fraccaroli 2238 m

Itinerario ad anello che consente di esplorare la parte N del gruppo del Carega. Sia la salita che la discesa si svolgono lungo due facili valloni - o vaji - poco frequentati che permettono di raggiungere in solitudine la strada militare che in breve porta alla sempre affollata cima Carega.

Dal paese di Anghebeni lungo la SS 46 si imbocca la deviazione per Obra. Passata la località Ometto si arriva ad una galleria non transitabile presso cui finisce la strada asfaltata e si lascia l’auto in uno spiazzo sulla destra (ca. 1060 m).

Si attraversa la galleria e si procede lungo la forestale - segnavia 160 - fino ad incontrare un cartello (0.15’ - indicazioni per Vallon dei Cavai) che invita a lasciare la strada per prendere a destra una traccia a risalire le Giare Larghe, una valle ghiaiosa contornata da bassa vegetazione e mughi. Cercando di seguire i pochi ometti si risale la valle nella parte centrale fino a rinvenire un vecchio cartello con indicazione segnavia 160 che invita a svoltare decisamente verso sinistra in direzione di uno stretto e discretamente ripido canalone, l'inizio del Vallon dei Cavai (ca. 1250 - 0.20').
Ora i segni bianco-rossi confermano di essere sulla strada giusta e si risale con fatica il canale tra ghiaie e piccoli quanto facili salti di roccia, stretti tra la Pala dei Tre Compagni e la Guglia dei Due Amici. Nell'ultimo tratto il canale si allarga decisamente ed il fondo è una pietraia da risalire con ampi zig-zag fino a sbucare sul grande catino denominato Busa della
Neve (ca. 1900 - 1.30'). L' immenso catino da cui si staccano le varie cime fa capire quanto sia appropriato il nome di Piccole Dolomiti attribuito a questa zona. Ora bisogna seguire la traccia che risale a mezzacosta verso destra e solo all'ultimo è visibile il ripido canalino che, sempre puntando decisamente verso destra, fa abbandonare la Busa della Neve portando all'ormai vicina Bocchetta della Neve (2097 m - 0.40').
La Bocchetta è punto di incrocio con la mulattiera militare segnavia 108 che sale da Ronchi e, seguendola verso sinistra, in breve porta alla Bocchetta delle Grole (2153 m. - 0.05'). Ora è finalmente visibile il rif. Fraccaroli e la vicina cima Carega.
Variante a Cima delle Grole - Dalla Bocchetta delle Grole, volgendo a destra, una traccia ben marcata risale il pendio per inoltrarsi ben presto tra i mughi e con alcune svolte porta in breve alla croce di vetta di Cima delle Grole (2198 m – 0.15’ a/r). Rientro per lo stesso itinerario.
Variante a Cima Posta - Qualche metro oltre Bocchetta delle Grole, all'altezza di un bollo rosso, stacca sulla sinistra una flebile traccia che con un paio di tornanti porta in cresta. Si segue la facile cresta, solcata quasi interamente da una trincea, superando anche un caratteristico arco di roccia per giungere in vetta a Cima Posta (2215 m). Rientro per lo stesso itinerario oppure si percorrono a ritroso una ventina di metri della cresta e si segue una parvenza di traccia in discesa diretta che si inoltra nei mughi per sbucare qualche centinaio di metri più avanti rispetto a Bocchetta delle Grole (0.20' a/r)
Variante a Cima del Cherlong - Poche decine di metri dopo il punto di discesa diretta da Cima Posta, in corrispondenza della depressione tra la stessa e Cima del Cherlong, un ometto indica l'inizio della traccia per la cima. Si risale il pendio erboso qualche metro sotto la cresta e si giunge facilmente in vetta (2210 m – 0.15’ a/r). Rientro per lo stesso itinerario.
Continuando a seguire la mulattiera si giunge ad un bivio con tabelle a Bocchetta di Cherlong (2180 m - 0.10').
In pochi minuti si può facilmente raggiungere il vicino rif. Fraccaroli (2238 m).

Dalla Bocchetta di Cherlong è ben visibile il ghiaione da discendere in direzione Vallon di Pissavacca - segnavia 162. Nella prima parte si scende un ripido e faticoso canale ghiaioso ma il sentiero è evidente. Nel punto più ripido la traccia si perde e diventa necessario procedere a vista sfruttando le morbide ghiaie e seguendo i pochi ometti presenti. In ogni caso bisogna scendere puntando verso sinistra aggirando il massiccio del Cherlong. In questo tratto è indispensabile fare attenzione e non farsi invogliare dall'evidente traccia visibile sul fondo del catino che porterebbe poi a risalire verso forc. dei Camosci. Arrivati sul fondo del catino inizia il vero e proprio Vallon di Pissavacca (ca. 1850 - 0.45').
Il percorso discende uno stretto canale di rocce e ghiaie tra mughi che presenta nella parte finale alcuni salti di roccia solo parzialmente aggirabili (pp. I). Quando il passaggio lungo il canale risulta sbarrato dalla vegetazione i segnavia invitano a piegare a sinistra (ca. 1400 m - 0.50').
Si percorre una breve cengia che porta ad addentrarsi nel bosco. Il sentiero dapprima rilassante diventa subito scorbutico e molto ripido e con un ultimo passaggio tra erbacce ed alta vegetazione conduce su un ponte asfaltato, parte del progetto mai realizzato che doveva mettere in comunicazione Campogrosso ad Ometto (ca. 1250 - 0.15'). Dalla strada è ben visibile il salto di roccia terminale del Vallon di Pissavacca.
Per tornare al PP si segue la strada in leggera discesa in direzione E che in breve diventa forestale. Si supera la forc. di Mezzo ed una provvidenziale fontanella con acqua fresca, ora su segnavia 152 per arrivare al bivio presso cui all'andata si era lasciata la strada per imboccare il Vallon dei Cavai, fino a tornare sul 160 alla galleria che segna il termine dell'escursione (1060 m - 0.40')

Il percorso proposto prevede di salire per il Vallon dei Cavai e scendere lungo il Vallon di Pissavacca, in questo senso le uniche difficoltà tecniche di rilievo (pp. I) vanno affrontate in discesa e nella parte finale dell'escursione. Nonostante ciò risulta sconsigliabile il senso di percorrenza inverso per evitare di dover faticosamente risalire il canale di ghiaie estremamente ripido e instabile verso Bocchetta del Cherlong.
Lungo tutto il percorso numerosi segnavia bianco-rossi confermano la giusta percorrenza, ma è comunque necessario procedere a vista in quei pochi tratti dove solo alcuni ometti confermano la direzione. Per questo motivo è sconsigliabile affrontare l'itinerario in presenza di nebbia o nubi basse.
Il dislivello riportato non tiene conto delle eventuali digressioni alle cime relazionate che comunque comportano contenuti dislivelli.

Da Bocchetta della Neve: 108 a NE per biv. Sinel/Cima Levante/Ronchi
Da Bocchetta di Cherlong: 108 a S per rif. Fraccaroli/Carega/Costa Media/Alpe Campobrun – 157/192 a S per rif. Scalorbi – 157 a SE per Bocchetta dei Fondi/Boale dei Fondi – 196 a SE per forc. Del Fumante

2018
Dario e Fabrizio
static map
0

PrivacyMenu

Copyright

Copyright © 2021 somariteam.it. Tutti i diritti riservati.