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relazioni

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Prealpi - Vicentine
Sentiero delle Cenge
1000 m
Val d’Astico-Pedescala m 331
950 m
6 h
F
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Albaredo 1000 m

Spettacolare percorso sopra la Val d'Assa con diversi saliscendi che segue un sistema di cenge intervallate da ripidi pendii ed attraversando alcuni valloni caratteristici.

Da Piovene Rocchette per la SP350 verso Lastebasse e Trento. Poco oltre la frazione Barcarola si devia a destra per Pedescala sino alla piazza del paese (331 m).

Dalla piazza del paese si lascia a sinistra il capitello alla Madonna e si attraversa un sottopasso oltre in quale prende avvio un sentiero che inizia a salire superando alcuni orti. Dopo una prima parte erbosa si sale nel bosco per intersecare poi un paio di volte i tornanti della strada del Piovan. Si esce dopo il 4° tornante e si prosegue per qualche centinaio di metri
sulla strada fino al 6° tornante (570 m - 0.45’).
Qui prende avvio sulla destra - bolli gialli - una traccia che si inoltra nella Val d’Assa e sale gradatamente scavalcando alcuni valloncelli ed avvicinandosi alle pareti. Con alcuni tornanti si sale su un avancorpo roccioso e con la vegetazione più rada ci si ritrova in cengia. Si supera una forra - la Clausa - con un passo esposto con l’aiuto di un esile cordino metallico e poi si torna a salire in modo più marcato su un crinale luminoso. I bolli gialli tornano anche fin troppo numerosi e guidano l’erta salita nel bosco con roccette affioranti finché si raggiunge un bivio con una prima possibile via di fuga per Castelletto di Rotzo a (750 m – 0.45’).
Si prosegue a destra, dapprima in falsopiano e poi con vari saliscendi superando alcune scafe nella roccia ed in breve si raggiunge il Pulpito (790 m), bel punto panoramico sulla Val d’Assa. Ora con alcuni tornantini in discesa si raggiunge il Vignale del Ghit, vecchi terrazzamenti ora inselvatichiti in cui un antico proprietario di Rotzo coltivava ortaggi e viti grazie al particolare microclima - cartelloni e numerose indicazioni aiutano a capire i nomi delle varie piante del sito. Il sentiero prosegue evidente superando un ulteriore vallone cieco e poi con altri suggestivi passaggi in cengia a ridosso delle pareti giallastre dove la vegetazione mitiga l’esposizione in alcuni punti del sentiero. Si tralascia una ulteriore deviazione per Rotzo – tabelle - e si prosegue in saliscendi contornando un crinale per poi scendere verso l’impluvio del torrente Pach. Molto colorata e suggestiva la parete dove nei periodi di piena il Pach forma una cascata (750 m – 0.45’).
Si riprende a salire per uscire dalla Val Balzerack e dopo aver contornato un costone si notano delle imponenti scogliere che sembrano precludere l’avanzamento. Invece una comoda cengia, la Scovola, permette di avanzare ancora. Dopo questa terminano le bancate rocciose ed il sentiero quasi scompare. Superati alcuni rovi in falsopiano la traccia riprende ma più esile a causa dei pochi passaggi. Si contorna l’ennesimo pendio per giungere su un vallone aperto dove la traccia si perde. Si deve continuare rimanendo sulla stessa quota per un centinaio di metri tra rovi invadenti e vecchi schianti di alberi. Tornati con molta difficoltà nel bosco la traccia riprende evidente ed in pochi minuti si incrocia il sentiero che sale dal fondo della Val d’Assa a (730 m – 0.45’).
Da qui in costante salita con splendidi scorci sulla Val d’Assa fino al paesino di Albaredo (1000 m – 0.45’).

Variante Strodo dei Damari - Circa 150 m a monte del 6° tornante della Strada del Piovan, stacca sulla destra lo Strodo dei Damari, un sentiero costruito da tre fratelli di Pedescala negli anni ‘50 per raggiungere velocemente degli appezzamenti di terreno di loro proprietà in località Castelletto di Rotzo. Anni fa il sentiero, che presenta tratti esposti, è stato attrezzato con un cavo metallico che agevola la salita nella parte su roccia, sul quale peraltro non conviene fare affidamento. La traccia sale con ripidi tornanti finché raggiunge la parete sulla sinistra di un canalone boscato. Con l’aiuto del cavo metallico, ancorato su degli spit, si sale tra cenge naturali e gradini scavati sulle rocce, con diversi passaggi esposti. Il sentiero poi si dirige verso il canalone per attraversarlo nel punto più docile. Ora si sale sulle rocce di destra dove una scala metallica, di cui è opportuno verificare la stabilità, permette di superare un muretto di un paio di metri. L’ambiente si fa poi meno severo e si sale nel bosco sfruttando ancora alcune cengette, per uscire all’aperto su una carrareccia all’altezza di un vecchio ricovero (ca. 850 m).
Proseguendo diritti si esce al sito archeologico del Bostel. A destra, dopo aver attraversato alcune proprietà, si sbuca nella forestale che da località Lomazzen scende verso il sentiero delle cenge - tabelle.

Lungo la strada asfaltata per un paio di chilometri sin poco oltre il paese di Rotzo. Successivamente si può tagliare per prati fino a Castelletto. Alla fine del paese, all’altezza di un tornante a destra, si lascia la rotabile e si prende una strada sterrata sulla sinistra in marcata discesa (820 m - 1.00’). E’ la Strada delle Banchette anche segnavia 631, vecchia via di
comunicazione tra Pedescala e l’Altopiano di Asiago sostituita dalla Strada del Piovan ad inizio ‘900.
Si tralascia un bivio continuando in discesa e poco dopo in attraversa una prima volta la strada asfaltata. All’altezza di una fascia rocciosa si lascia sulla destra la Voragine delle Banchette e si prosegue sulla mulattiera con 26 tornanti, si attraversa quindi nuovamente l’asfalto poco prima del paese e si rientra a Pedescala (331 m – 1.00’).

Vari passaggi lungo il sentiero presentano una leggera o discreta esposizione. Si consiglia l’uso del casco per i frequenti passaggi sotto alte pareti e visto che la zona è popolata da numerosi camosci. Attenzione ai rovi nel tratto dalla Scovola al bivio con il sentiero che sale dal fondo della Val d’Assa dove il GPS si rivela un valido aiuto. In alternativa, visitata la Scovola, tornare sui propri passi e prendere la deviazione che porta a Rotzo.
Per accorciare l’itinerario si può partire da Castelletto e percorrere in discesa la prima via di fuga citata nella relazione, anch’essa molto bella con frequenti passaggi in cengia, in parte esposti, sotto grandi pareti – alcune di queste attrezzate come vie di arrampicata.

Alla fine del Sentiero delle Cenge: 804 a S per la Val d’Assa
Da Albaredo: ad E rotabile per Roana/Asiago

2019
Dario, Mattia, Sergio e Stefano
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