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relazioni

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Prealpi - Vicentine
Siroccolo
1184 m
Val d’Astico-Valpegara m 380
850 m
5 h
F+
►►►►
nessuno

Esplorazione in un piccolo gruppo isolato e mancante di ogni preciso riferimento sino alla cima del monte Siroccolo. Il percorso richiede interpretazione e confidenza su terreni per niente frequentati.

Da Piovene Rocchette per la SP350 verso Lastebasse e Trento. Si prosegue circa 15 chilometri, dopo l’abitato di Soglio si devia a sinistra per Valpegara e si parcheggia dopo le prime case della contrada (380 m).

Dalle prime case di Contrà Valpegara un bel sentiero con muretti a secco sale in direzione SO - indicazioni Tonezza. Si raggiunge una strada forestale e subito a monte si nota Contrà Tezze. Si segue la forestale verso sinistra per qualche decina di metri e poi la si lascia per prendere la traccia a destra - indicazioni sul muretto sentiero EE per Spitz Tonezza. Ancora pochi metri e si lascia il sentiero principale con le indicazioni di cui sopra e si segue la diramazione di destra. Si sale con pendenza moderata nel bosco superando Contra Burcio e i ruderi di Contrà Marchiori - monumento con crocifisso e bomba incastonati su roccia. La traccia, sempre nel bosco, prosegue verso NO tagliando i ripidi pendii del Monte Siroccolo. Oltrepassati alcuni crinali si esce dal bosco e si attraversa un ghiaione - possibile via di salita alternativa da verificare. Scavalcato un nuovo crinale si arriva sotto una fascia rocciosa. La traccia la supera con alcuni tornanti e sfruttando qualche cengia in breve raggiunge il Baito Fefa (960 m – 1.30’).
Dopo il baito la traccia si fa evanescente. Si continua in direzione N rimanendo a ridosso del baratro che si apre verso la Val d’Astico. Si prosegue in modesta salita fino all’altezza di un piccolo slargo senza vegetazione (ca. 1065 m), quando si intuisce l’abisso anche davanti. La traccia scompare ma per forza di cose di può salire solo verso S sulla dorsale attraverso
il bosco. Si supera un grande faggio che precede un’altra piccola radura, si scavalca un colletto ed una specie di forcella. Ancora per qualche decina di metri nella stessa direzione  quando una cupa fascia rocciosa sbarra la strada. Qui si segue verso sinistra una cengia terrosa ascendente. Contornata la fascia rocciosa si notano i probabili resti del sostegno di un
vecchio sentiero. Ancora in salita sempre in direzione S si raggiunge una prima cima con grosso faggio sulla vetta.
Ora il bosco è più rado e si prosegue facilmente sul crinale in saliscendi. Si oltrepassa un ometto (ipotetico punto di arrivo risalendo per il ghiaione) e si scende ad un nuovo intaglio. Si supera una anticima, preferibilmente in mezzo o sulla sinistra delle roccette terminali con qualche passo un po’ esposto, ormai in vista di quello che sembra essere il pinnacolo più alto. Ulteriore discesa, con cautela visto il baratro da ambo i lati, per poi risalire sull’ultimo torrione accessibile, con una lastra inclinata ed alcuni arbusti che precedono la vetta del Monte Siroccolo (1184 m – 1.00’). Libro di vetta posizionato su un bidoncino di pittura trovato in loco tra gli arbusti sopra la lastra inclinata.

Per la stessa via di salita facendo molta attenzione ai punti in cui si cambia direzione per prendere la cengia terrosa e quando si ritrova la parvenza di traccia nel piccolo slargo - molto utile il GPS. Si ridiscende dalla cima al Baito Fefa (960 m – 1.00’).
Quindi dal baito lungo il percorso di salita sino al PP di Valpegara (380 m – 1.15’).
In alternativa, tornati all’altezza della prima cima con grosso faggio, è possibile scendere verso NO per la Val del Salto e poi rientrare per la cava al punto di partenza - da verificare il punto in cui si scende.

Itinerario selvaggio per gli amanti delle ravanate. Fino al Baito Fefa, che sulle carte è posizionato in luogo ed altitudine errati, la traccia è evidente. Oltre ci si deve basare su intuito e capacità di leggere il terreno. Da verificare un’eventuale possibile continuazione oltre il torrione finale per scendere ad una forcella e poi in Val di Valpegara oppure continuare verso lo Scoglio dell’Aquila.
Da verificare anche se la cima raggiunta è l’effettiva vetta del Monte Siroccolo in quanto altimetria e GPS lo collocano più basso e spostato ad E.

2019
Danilo, Dario e Mattia
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