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relazioni

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Prealpi - Valsugana
Val dei Morti - Val Caldiera
2213 m
Borgo Valsugana-Val Sanda di Olle 730 m
1650 m
7 h
F+
►►►►
baito Campivello 1809 m-biv. Busa delle Dodase 2050 m

Spettacolare uscita sui valloni del versante N dell’Altopiano di Asiago.

Dalla SS della Valsugana nei pressi di Borgo si esce seguendo le indicazioni per Olle. Al centro del paesino si prende una strada in direzione S, si prosegue per poco più di 1 km per deviare a sinistra su una stretta stradina asfaltata in marcata salita fino alla località Val Sanda - bivio (730 m - divieto di accesso).

Si segue la forestale in salita con qualche tornante fino al suo termine dove c’è uno spiazzo con una abitazione. Qualche decina di metri prima si nota sulla destra una traccia non molto marcata che si inoltra in salita nella boscaglia e la si segue aiutati anche da alcuni segnavia azzurri. A ca. 970 m il sentiero piega decisamente a sinistra correndo ora nella faggeta in
salita più moderata fino a sbucare nei pressi di località Rosse (1030 m – 0.35’).
Da qui il sentiero riprende la direttrice originaria e diventa ben evidente. Si sale sul crinale che rappresenta la sponda orografica sinistra della Val dei Morti per poi entrare nell’impluvio qui ancora ampio (0.25’).
Inizia quindi la risalita del greto e compaiono i primi segnavia rossi oltre che una vecchia indicazione del segnavia 212. Si sale ancora facilmente nel greto mentre un po’ alla volta la forra si restringe. A 1450 m iniziano i tratti attrezzati sulle pareti di sinistra con cavi e staffe ben tenuti che permettono di superare alcuni salti di roccia. Ad un certo punto si lascia
la valle principale per risalire un canalone sulla sinistra e anche qui si superano alcuni tratti attrezzati per poi uscire definitivamente dall’impluvio (1800 m – 1.20’).
Ora la traccia si dirige verso E con qualche saliscendi tra i mughi e un lariceto fino alla radura dove sorge il magnifico biv. Campivello (1809 m – 0.20’).
Da questo punto il sentiero è molto meno evidente. Nella parte alta della radura si riconoscono i tornanti lungo il crinale. Si continua tra mughi e alcuni tratti erbosi finché si raggiungono le prime rocce e compare la vetta di Cima del Pra. Ora si contornano le pareti in senso antiorario alternando tratti in cengia, di cui una con cordino corrimano, a passaggi sui mughi in cui si individuano vecchi tagli. Superata la fascia di mughi, a ca.2150 m, si trova un bivio poco appariscente. A sinistra in pochi minuti si raggiunge il Portellino di Val Porsig che separa Cima del Pra dal Monte Castelnuovo, a destra si continua ora con facile arrampicata su roccette fino a raggiungere la vetta di Cima del Pra (2213 m – 0.50’).
Eventuali digressioni a cime limitrofe.
Cima Undici – 2228 m. Appena calati alla base di Cima del Pra si può salire la dirimpettaia Cima Undici senza percorso obbligato, tra gradoni di roccia e qualche mugo. Per la discesa si torna dalla via di salita (+ 70 m – 0.20’ a/r) oppure si continua sul crestone in direzione S ai margini della forra della Val del Trappole fino ad incrociare il 206. Da qui a sinistra con qualche saliscendi si ritorna alla base di Cima del Pra (+ 100 m – 0.35’ a/r).
Monte Castelnuovo – 2215 m. Dalla base di Cima del Pra si imbocca a sinistra il 206 e appena oltrepassato il Forcellino di Val Porsig - che rimane qualche metro più a N - si nota una traccia che risale tra i mughi - ometti. Questa si sposta sulla crestina ai margini del baratro e con qualche passo esposto raggiunge la vetta. Si ritorna dalla via di salita oppure si
scende diretti tra qualche slargo nei mughi fino ad intercettare nuovamente il 206 poco più avanti (+ 70 m – 0.25’ a/r).

Si ritorna sui propri passi per qualche decina di metri per poi scendere a vista verso S fino ad intercettare il segnavia 206. Da qui a sinistra verso il Portellino di Val Porsig, si passa sotto il Monte Castelnuovo e, con qualche saliscendi, superata la brulla zona a O del Monte Ortigara si cala al Passo di Val Caldiera (2063 m – 0.20’).
Si attraversa una zona di baraccamenti delle Grande Guerra ancora in leggera discesa poi il sentiero si fa più ripido fino al Baito De Medo (1968 m). Poco prima di raggiungerlo eventuale deviazione per visitare un bel Cimitero di Guerra Austroungarico - 30’ a/r.
Sempre in discesa sull’ampia Val Caldiera ci si porta sulla dorsale che separa la valle dalla forra della Val Porsig e, anche con l’aiuto di alcune funi, si cala verso alcune alture minori. Superata la deviazione per i baiti dell’Aia e del Colazzo si scende ancora fino ad una forcellina che si affaccia su uno stretto canalone (ca 1600 m – 0.45’).
Da qui si scende con numerosissimi tornanti e scalette su sentiero ben mantenuto grazie ai cordoli antifrana. Al termine del canalone si piega decisamente a sinistra per scendere su bel sentiero sulla destra orografica di un ulteriore ma più ampio canale (nella prima parte si può scendere all’interno del greto su ghiaie sciabili). Prima tra arbusti e poi nella faggeta fino a raggiungere la strada forestale Fagarè. Sempre sul 206 si tagliano i tornanti della strada e si scende a Malga Civerone (859 m - 0.50’).
Poco dopo si lasciano i segnavia per seguire a sinistra un’ampia mulattiera nel bosco, che torna verso S in leggera discesa per poi diventare sentiero. Si attraversa il greto di un torrente per poi risalire sul versante opposto per un centinaio di metri finchè si raggiunge la Strada Forestale dei Vanezzi. Ad un primo bivio si prosegue in leggera discesa, una scorciatoia permette poi di tagliare un tratto con anse e tornanti e continuando in discesa si torna al PP (730 m – 0.50’).

Tempi e dislivello indicati non tengono conto delle eventuali digressioni.
Escursione da evitare assolutamente dopo giorni di pioggia. Come alternativa per la discesa c’è il Vallon delle Trappole 211, più impegnativo ma che permette di evitare la risalita finale.

Dal Portellino di Val Porcile: Sentiero Val Caldiera a SO biv. Busa delle Dodase/Val delle Trappole/Cima Dodici
Dal passo di Val Caldiera: 206/840 a SE per Monte Ortigara/baito Ortigara – 839 a SO per baito Campigoletti/baito Cuvolin/biv. Bordignon/Monte Frate

2020
Dario e Mattia
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