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relazioni

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Prealpi - Garda
Gerardo Sega ferrata - Monte Baldo
1100 m
Avio-Valle Aviana 890 m
600 m
4 h
media
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rif. Monte Baldo 1120 m

Simpatica ferrata su cenge strapiombanti sopra la val d’Adige. Accesso alquanto suggestivo in discesa dal rifugio oppure dalla strada di accesso più a valle; ben attrezzato, in diversi punti sporco di sabbia e ghiaino. Attenzione ai sassi talvolta facilmente instabili, da percorrere solo in primavera ed autunno per la bassa quota.

Sulla val d’Adige per Avio quindi seguire le indicazioni per Monte Baldo con diversi comodi tornanti. Per il rifugio, poco prima del Lago di Pra della Stua si devia a sinistra in direzione Madonna della Neve che si raggiunge comodamente, quindi oltre a destra al successivo bivio fino al termine della stradina asfaltata, con pochi metri di sterrato fino al parcheggio del grande rifugio (1120 m).

Davanti al rifugio ci si addentra nel bosco su sentiero segnalato in costante e mai troppo ripida discesa lungo la Valle Aviana superiore. Si continua comodamente tra la vegetazione e curiosi anfratti nella gola fino ad attraversare il torrente Aviana, punto più basso. Fin qui anche con PP dal primo tornante dopo Avio a circa 400 m su 652 sentiero Sega in circa un’ora.
Oltre questo il sentiero comincia a risalire sul lato opposto; mai troppo ripido ma in maniera costante. Si superano alcuni dossi spesso aggirandoli in diagonale altre volte con brevi serie di tornantini e intanto la traccia si fa più stretta e la vegetazione più bassa e aggressiva. Si accosta la base di alte, chiare e verticali pareti sulla nostra sinistra e con ultimo tratto su polverosa ma comoda cengia si arriva all’evidente attacco sotto una scala (700 m – 1.30’).
Ci si alza subito su alcune roccette, la scala e alcune funi che portano ad una larga rientranza ed ora sulla pianeggiante prima cengia. Il salto sulla sinistra è verticale quanto esposto ma sempre accompagnato dalla fune ottimamente distanziata negli infissi. E’ già evidente sotto di noi, presso l’attacco, il secco dislivello superato. Si aggira uno spigolo a termine cengia e questa diventa erbosa ed apparentemente meno esposta in quanto accentuata dalla vegetazione. Si risalgono gli infissi abbastanza verticalmente superando una serie di balze erbose tra le rocce e le piante. Si torna ora verso destra nuovamente sulla parete di partenza ma alquanto più sopra lungo la seconda cengia esattamente parallela alla prima. Se ne intravvede l’intero sviluppo toccando anche la mitica catena per il paiolo della polenta oltre la quale la polvere lascia spazio alla roccia ed alcuni arbusti.
Proseguendo si aggira il costone ora ancora tra vegetazione più alta e su terreno più morbido, si risale un fastidioso canalino leggermente instabile con terra e roccette e quindi un terroso colatoio dove bisogna prestare attenzione a non smuovere sassi pericolanti. Con faticosa ma breve risalita si arriva ad un panoramico terrazzino sopra le cenge principali. Ancora in salita su sentiero fin sotto una appigliata parete verticale con polvere e ghiaino presente sopra le rocce. Ancora con facile sentiero in salita si arriva alla parte finale, più divertente e decisamente più pulita, con alcuni appigliati salti rocciosi e di divertente arrampicata; dopo l’ultima roccia che si presta a diverse interpretazioni si tocca l’ultima aerea e panoramica terrazza dove gli infissi cessano. (1100 m - 1.30’).

Si asseconda il sentiero in comoda salita a tagliare ampi prati il quale riporta sulla sterrata parallela e poco al di sotto della stradina asfaltata verso rifugio. A sinistra fino a Madonna della Neve e seguendo il tratto già percorso fino al rif. Monte Baldo (1120 m – 1.20’).

Percorso attrezzato ottimamente, ben distanziato anche se sporco in alcuni tratti. Cautela nei punti dove il terreno instabile può lasciar cadere qualche sasso: il tracciato è sempre sotto.
Da evitare col caldo intenso ed evitare inutili mancanze di sicurezza sulle esposte anche se comode cenge.

2011
Enrico, Luca, Mauro e Michele
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