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Prealpi - Friuli
Jouf di Maniago
1203 m
Monterale Valcellina-Ponte Ravedis 270 m
1100 m
6/7 h
F
►►►
malga Jouf 1115 m

Lunga escursione, anche se mai difficoltosa, dapprima lungo il vecchio collegamento tra la pianura e Andreis-Val Cellina, quindi appena sotto la cresta del monte Jouf fin sulle due cime principali. Da quella inferiore splendido panorama sulla pianura e con tempo ideale vedute dalle montagne friulane fino alla laguna di Grado ed all’Adriatico intorno a Trieste

Da Montereale Valcellina si tralascia la deviazione a sinistra che, dopo la prima galleria, si addentra nella Val Cellina. Si prosegue diritti in direzione Maniago transitando per il ponte di Ravedis appena sotto l’omonima diga che sbarra il corso del torrente Cellina creando a monte un lago lungo tre km. Dopo la curva a destra ancora poche centinaia di metri fino ad un
comodo parcheggio a destra nei pressi dell’innesto col segnavia 967 (270 m).

Ci si alza con moderazione paralleli alla strada dirigendosi a nord da dove comincia subito a delinearsi il bacino di Ravedis sbarrato dalla diga. Sulla destra le ripide ghiaie scoscese che scendono dalle pendici meridionali dello Jouf mentre a sinistra il pendio è in alcuni punti esposto. Con pendenza costante si raggiunge l’antica chiesetta di S.Antonio restaurata nel 1989 e dove chiuderà l’anello che stiamo per percorrere (580 m – 40’).
Si prosegue diritti sul segnavia 967 ora per lunghi tratti ampiamente lastricato a ricordo di quando era l’unico valico che metteva in comunicazione i paesi della Val Cellina con la pianura prima della costruzione della strada tra Montereale e Barcis. Si intravvede tra la vegetazione il contorno della forcella e poco prima della stessa si tralascia una prima deviazione a destra che anticiperebbe – anche se di poco – l’innesto col sentiero ed in pochi minuti si tocca forcella La Croce (756 m – 0.40’).
A sinistra il sentiero per il monte Fara, ora a destra sul 983 e pochi minuti dopo, ad un crocevia, ancora diritti a salire verso la linea di cresta dello Jouf tralasciando poco oltre la deviazione a sinistra per Pala Barzana. Ora la pendenza si accentua peraltro senza mai diventare molto ripida. La vegetazione è più intensa e ci si alza sensibilmente di quota. Presso un verde pulpito prativo ci si riporta verso il versante sud dove il panorama si apre verso la pianura ed il vicino monte Fara. Si prosegue scendendo leggermente ma restando paralleli alla linea di cresta poco più alta alla nostra sinistra. Ancora in falsopiano lungo la traccia ora più stretta anche se evidente e poco dopo una stretta ansa si delinea poco più alto la cima più alta a sinistra e la principale poco oltre. Si tocca facilmente un’ampia radura erbosa che separa le due alture. Ora a sinistra per pochi minuti a toccare e gustare il panorama dal punto più alto (1224 m) col monte Fara, il retrostante Resettum e verso est il gruppo del Cavallo e la linea di cresta che separa la valle di Barcis col lago ed il paesino. Si ritorna quindi alla radura, ancora una brevissima risalita verso la cima principale, passando oltre le attrezzature dei ripetitori, fino al comodo terrazzo panoramico con la croce ed i colori delle vedute sulle cime friulane ed oltre verso la Slovenia, la pianura e fino all’Adriatico (1203 m – 1.40’).

Si segue l’evidente traccia che prosegue ad est fin poco sopra gli edifici di malga Jouf (1115 m). Da questa si tralascia la mulattiera che scende subito a destra ma scendendo e costeggiando il piccolo residuale laghetto di servizio. Si scende una prateria secca per abbandonarla prendendo a destra (segnavia su un sasso a filo di terreno – 983), su divertenti e piacevoli tornanti sempre più nel bosco. La discesa, mai troppo ripida ed in ambiente vario, porta ad incrociare dapprima il nocciolo, un’abetaia e da ultimo il bosco di faggio e pino nero prima di incrociare una larga e recente carrozzabile nei pressi di un tornante (660 m – 0.40’).
Si segue ora la strada in discesa verso sinistra e si raggiunge subito un punto attrezzato per la sosta. Il segnavia 983 proseguirebbe in direzione sud fino alle porte di Maniago abbandonando la strada ma per rientrare al PP si prosegue ancora per ca. 1,5 km sulla stessa ed al primo tornante a sinistra che si incontra, ci si immette sulla traccia non segnata ma distinguibile dall’alto - 15 m dopo il tornante - che scende ripida. In dieci minuti e badando a non perdersi tra le varie biforcazioni si incrocia il segnavia 899 sentiero Frassati che
imbocchiamo svoltando a destra (segno su albero) per completare l’anello raggiungendo nuovamente la chiesetta trovata all’inizio di questo itinerario. Da questo punto è possibile scendere velocemente alla strada ed al parcheggio ma la restante parte dell’ escursione merita di essere percorsa. 
Il sentiero Frassati si trova ora a correre parallelo alla strada ma circa 200 metri sopra. Tratti in leggera salita si alternano con falsopiani nella vegetazione oppure aprendo la visuale su scorci panoramici. In certi punti il sentiero assume quasi gli aspetti di una cengia dalle caratteristiche più alpine senza creare alcun disagio. Si percorre a lungo il sentiero tralasciando ogni deviazione secondaria sino ad un inequivocabile indicazione su di un masso che invita a scendere alla nostra sinistra. Da qui in breve alla chiesetta toccata in mattinata e quindi velocemente a ritroso fino al PP (270 m – 2.00’).

Facile e piacevole escursione che in questa versione comporta una lunghezza di 16 km ma che può essere accorciata.
I panorami sia sulla pianura che sulle alture friulane sono ampiamente ripaganti. Da evitare naturalmente nei periodi caldi.

Da forc. La Croce: a sinistra su 983 per monte Fara (a N per discesa sulla strada che sale da Andreis a Pala Barzana)
Dal bivio poco oltre forc. La Croce: a sinistra su 987 per Pala Barzana e oltre per monte Raut

2013
Andrea, Gianni, Mauro, Stefano e Michele
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