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relazioni

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Prealpi - Valsugana
Clemente Chiesa s.a. - Val Scura
1370 m
1050 m
4/5 h
facile/media
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Monterovere 1260 m-Baita Cangi 1370 m

Suggestivo percorso lungo la Val Scura tra la piana di Levico e l’altopiano di Lavarone. Il concetto di ferrata passa nettamente in secondo piano rispetto alle suggestive immagini della valle tra guadi, torrioni, cascate. Periodo indicato la primavera dopo il primo disgelo e prima che l’acqua esaurisca il suo disegno lungo le cascate.

Dalla Valsugana, all’altezza di Levico, a sinistra su indicazioni per Lochere. Si può parcheggiare presso l’albergo Alla Vedova, più comodo se si rientra per la Val Pisciavacca, oppure poco oltre in alcuni comodi spiazzi a lato della strada e pochi metri prima del primo tornante (542 m).

All’altezza del tornante è ben chiara l’indicazione Val Scura - segnavia 233 - che inizia su comoda mulattiera portandosi vicino ad un primo salto del torrente e poco sopra ad un guado, il primo di una lunga serie. Ci si addentra nella valle che nel suo sviluppo porta a chiudersi, alternando risalite su sentiero tra la vegetazione oppure a tagliare ripidi ghiaioni ed altri successivi attraversamenti, alcuni più comodi altri meno, a seconda delle condizioni della portata d’acqua.
Si sormonta una piccola spalla rocciosa seguita da una breve scala ed un tratto di fune, ancora tratti di sentiero e dopo un’ultima risalita si perviene all’inizio della parte centrale attrezzata propriamente sul letto del torrente. In questo punto, dove il passaggio della valle si restringe, oltre il guado una scaletta sormonta un grosso masso seguito da altre scalette e da una liscia e stretta cengia su placca bagnata e scivolosa. Ancora su sentiero nel bosco ora quasi sull’acqua che scorre sul pietrame. Un tratto faticoso solo per la mobilità del fondo ma niente di che. Si lascia la traccia franosa e bagnata e si sale a sinistra seguendo le funi alzandosi sulla sinistra fino ad un esposto traverso con staffe. Si attraversa il greto e ancora seguendo funi e scalette su tratti friabili si sale ad una breve cengia appena esposta che anticipa una selletta panoramica (1050 m – 1.15’).
Da questa si scende sulla traccia per qualche metro fino al tratto più delicato attrezzato con fune sulla parete a sinistra e da percorrere con attenzione per la ripidità ed i sassi che inevitabilmente si scaricano. Si risale dalla parte opposta ancora in un canalino attrezzato che chiude con due brevi scalette. Da questo punto è ora ben visibile la parte alta della Val
Scura. Le particolari compressioni della roccia fanno da contorno ai ghiaioni franosi che scendono verso il sottostante letto del torrente. Il tutto abbellito dai salti d’acqua che ora si fanno sempre più rumorosi e l’ombra del monte Pegolara sulla destra.
Si scende per qualche metro su terreno instabile lungo la fune in discesa fissata su rocce sfaldate verso la base di una prima spettacolare cascata, sotto la quale si riattraversa, riportandosi sul margine destro di un ripido ghiaione. Si passa sotto la targa dedicata a Clemente Chiesa e si tagliano in falsopiano le ghiaie puntando ancora al torrente verso la base
di una scura e striata parete alla nostra destra. Qui si seguono le funi appena a ridosso della corrente oppure salendo la prima placca dove una scaletta appoggiata può aiutare la progressione se la portata del torrente fosse eccessiva. Dove la fune termina si attraversa ancora seguendo i chiari segnavia e risalendo il sentiero opposto più comodamente. E’ ben visibile il primo salto del torrente che forma sicuramente la più bella cascata del percorso.
Ancora gli ultimi metri di funi e qualche scaletta e dopo gli ultimi scalinamenti al limitare del bosco dove nel silenzio quasi irreale dopo tanti metri si segue una larga traccia fino allo spiazzo con crocevia – località Seghetta - dove troviamo alcune costruzioni ed un’ampia tettoia eventuale utilissima come riparo (1240 m – 2.40’).

La variante più veloce porta a seguire a destra la mulattiera fino alla vicina strada ed alla località Monterovere (1255 m). Da qui a nord seguendo le indicazioni per la Kaiserjägerstrasse, oppure il segnavia 202 che la taglia in più punti, in discesa anche se lunga e monotona fino al primo tornante fino al PP (542 m – 1.30’).
Ben più remunerativo il rientro per la Val Pisciavacca. Dal crocevia seguire le indicazioni per baita Cangi segnavia 201 su comoda mulattiera in salita che la raggiunge velocemente (1370 m – 0.30’).
Oltre la baita sempre su 201 sentiero del Menadòr da subito in sensibile discesa mai troppo ripida con belle visioni sulla appena sottostante Val Pisciavacca. Il sentiero è ben tracciato anche se va fatta attenzione sulle rocce in caso di fondo bagnato. Si passa una cappella con belvedere e più sotto si attraversa il torrente portandosi sul lato destro della valle, ora più brullo e su tratti ghiaiosi anche se ben consolidati, con panorama su Levico e le alture retrostanti il paese. Un ponte di legno anticipa gli ultimi tratti di sentiero ormai alle porte di Santa Giuliana. Si entra nella stradina della chiesa e ci si tiene sugli ultimi vicoli a nord dell’abitato sino alla deviazione a sinistra per l’albergo Alla Vedova e quindi al PP (540 m – 1.50’).

Semplicemente spettacolare nella sua ruvida naturalità. I facili tratti attrezzati non lo facciano sembrare un percorso troppo semplice: in alcuni punti va fatta attenzione al fondo instabile e in caso di portata d’acqua sensibile attenzione nei numerosi guadi obbligatori. Il dislivello riportato è reale comportando in Val Scura diversi, anche se brevi, saliscendi.
Salita mai monotona e sempre prodiga di visioni, da completare con la breve salita a baita Cangi e la discesa sul sentiero del Menadòr e la Val Pisciavacca. Baita Cangi – della Sat di Levico - è chiusa, tuttavia nel retro offre una tettoia accessibile utile in caso di pioggia.
Escludendo il caldo dell’estate ed il pieno inverno il periodo migliore resta la primavera, dopo il primo disgelo e prima che la portata d’acqua esaurisca la spettacolarità delle cascate lungo il percorso anche se i guadi a monte possono comportare una maggior cautela. Nel complesso il percorso proposto è di poco superiore a 13 km.

Da Seghetta/Monterovere: 220 ad O per rif. Belem e Monte Cimone
Da baita Cangi: 205 cima Vezzena

2013
Carlo, Danilo, Enrico, Luca, Mattia e Michele
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